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Barometro economia | Occupati in crescita: i primi segnali di una ripresa da consolidare

Nel “Barometro dell’Economia” di luglio SRM commenta i dati appena resi noti dall’Istat a proposito dell’articolazione territoriale del Pil, con una crescita stimata per il 2016 dello 0,9% nel Mezzogiorno. Il dato è in linea con il valore nazionale e fa il paio con gli ultimi dati sull’occupazione che mostrano una nuova crescita per il mercato del lavoro campano; il numero di occupati della regione è, infatti, aumentato di quasi 56mila unità passando da 1,593 milioni del I trimestre 2016 a 1,649 del I trimestre 2017. In aumento è anche il tasso di occupazione della regione (41,5%) pur restando tra i più bassi d’Italia (media Mezzogiorno pari al 42,8%; Italia 57,2%).

Nel periodo considerato, tuttavia, il tasso medio di disoccupazione in Campania è aumentato di circa due punti percentuali, portandosi al 22,4%, valore al di sopra di quello meridionale (21%) e nazionale (12,1%) che però è anche conferma di una platea più ampia che si è messa in gioco per cercare lavoro.

Allo stesso tempo, i dati sulla Cassa Integrazione evidenziano un calo del numero di ore autorizzate in regione: da 14,5 milioni dei primi 4 mesi del 2016 a 8,4 milioni dell’analogo periodo del 2017, segno di una ulteriore ripresa del contesto regionale.

Il mercato del lavoro in Campania, e più in generale nel Mezzogiorno, si caratterizza, com’è noto, per problemi strutturali che riguardano, essenzialmente, la scarsa partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro e la forte incidenza del lavoro irregolare. Per quanto riguarda il primo aspetto, il tasso di occupazione femminile nel I trimestre 2017 è stato del 28,7%, contro il 31,3% del Mezzogiorno ed il 48,2% dell’Italia; mentre, per il lavoro giovanile (15-24 anni), l’ultimo dato (al 2016) si attesta a quota 11,9% (10,3% nel Mezzogiorno, 16,2% in Italia).

I dati appena presentati descrivono un contesto che, pur se con alcune difficoltà, vive una congiuntura incoraggiante con la conferma di alcuni segnali di ripresa. Tra questi, anche una vitalità del tessuto imprenditoriale (nella regione vi sono oltre 477,7 mila imprese attive con una crescita del +1% tra il I trimestre 2016 ed il I trimestre del 2017) e un crescente consolidamento del tessuto produttivo regionale (l’incidenza delle società di capitali è del 21,7%, oltre 1 punto percentuale in più rispetto all’analogo dato dell’anno precedente).

Oltre agli interventi normativi finalizzati a favorire un miglior incontro tra offerta e domanda di lavoro e misure che incentivino una maggiore partecipazione dei giovani e delle donne al mercato del lavoro, occorre a tutti i livelli una più forte attenzione verso politiche di sostegno all’imprenditorialità.

Nel momento in cui l’indebitamento statale e i vincoli di bilancio rendono difficili politiche di rilancio d’investimenti e occupazione trainate dalla spesa pubblica, occorre rimettere “al centro” l’unico soggetto che può creare lavoro: l’impresa e più in particolare il sistema manifatturiero che in Campania, come SRM ha più volte dimostrato nei propri studi, ha le “4 A” dell’eccellenza: Aerospazio, Automotive, Abbigliamento e Agroalimentare. Inoltre, nella regione vanno sviluppandosi settori a forte connotazione innovativa e che investono in ricerca scientifica, ne è un esempio il Farmaceutico che fornisce un impatto sul territorio meridionale, in termini di valore aggiunto, di circa 600 milioni di euro di cui quasi il 30% realizzato in Campania.

In conclusione, è dalla vitalità imprenditoriale che emerge dal Mezzogiorno e dai tanti giovani che in queste regioni scelgono di iniziare un’attività di impresa che occorre ripartire perché è da qui che vengono segnali incoraggianti su cui fare leva per risollevare lo scenario occupazionale.

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

 

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