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Barometro Economia | Boom container porti Campania +10%

Nel “Barometro dell’Economia” di settembre SRM si sofferma sui numeri del traffico marittimo dei container che da sempre è utilizzato come proxy per misurare l’andamento del commercio internazionale oltre che la capacità di un Paese di far crescere la propria apertura ai mercati esteri ed aumentare la propria attrattività in termini di investimenti imprenditoriali manifatturieri. Gli ultimi accadimenti, avvenuti proprio nel settore marittimo, lasciano pensare ad un 2017 che verosimilmente chiuderà con numeri positivi e ciò lascia ben sperare per la crescita dell’economia globale e con essa quella europea, italiana e della Campania. Vediamo i numeri più significativi.

Il primo è rappresentato da una crescita ormai stabilizzata (in doppia cifra da tempo) del traffico che transita attraverso il Canale di Suez, uno dei principali snodi commerciali che collega il Mediterraneo con i mercati dell’area Mena (Middle East & North Africa) e dell’Estremo Oriente. Gli ultimissimi dati mostrano che, nei primi 7 mesi del 2017 il canale è stato attraversato da quasi 10.000 navi e le merci transitate hanno superato 500 milioni di tonnellate facendo registrare un +10,3% sull’anno precedente (+13,6% se consideriamo solo i container).

Altro fenomeno non di poco conto è rappresentato dalle performance del nuovo Canale di Panama che da poco ha compiuto un anno dall’inaugurazione. I transiti giornalieri con le nuove chiuse, ormai a regime, hanno raggiunto una media di 6 navi, ben oltre le previsioni iniziali di 2-3 passaggi. Le dimensioni medie delle portacontainer sono passate da 4.900 a 7.800 Teu (unità di misura dei container). Particolarmente importante è il monitoraggio degli andamenti di questo snodo in quanto il Porto di Napoli, in particolare, ha un significativo traffico verso gli USA.

Ulteriori numeri positivi vengono diffusi da Alphaliner (autorevole think tank marittimo inglese) che mostra per i primi 6 mesi del 2017 un tasso di crescita complessivo della movimentazione container su base annua del 6,7%, il miglior risultato degli ultimi 6 anni con tutte le macro-regioni del mondo che hanno migliorato le performance: in testa l’Asia Meridionale che ha archiviato il semestre con un +9,3%. A livello di singoli Paesi guidano la classifica Cina e USA, rispettivamente con +8,4% e +8,2%.

Secondo i recentissimi dati diffusi, anche alcuni porti italiani hanno registrato buone performance nel primo semestre 2017 nel segmento container. Spiccano i numeri della Campania dove l’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale (che raggruppa gli scali di Napoli, Castellammare e Salerno) registra +10,5% sull’anno precedente per un totale di oltre 466mila Teus movimentati (il 54,7% riferito al solo porto di Napoli). Ma è tutto il segmento commerciale a raggiungere numeri positivi, solo a titolo di esempio il porto di Salerno ha avuto una crescita del Ro-Ro (unità navali specializzate nel trasporto veicoli) di oltre il 32%.

Le prospettive vanno lette in chiave positiva anche in vista dell’ormai assegnata gara per la realizzazione dei dragaggi che aumenteranno la profondità dei fondali. La crescita incalzante della dimensione delle navi obbliga di fatto i porti a realizzare nuovi lavori per banchine e fondali sempre più efficienti e pronte ad accogliere i giganti del mare.

Ultimo elemento, ma non meno importante, è rappresentato dal “Decreto Sud” da poco convertito in Legge, che dà la possibilità di realizzare Zone Economiche Speciali in ambito portuale, cosa che dovrebbe favorire, nel medio-lungo termine, l’attrazione di investimenti a ridosso dei nostri scali. Un approfondimento tecnico su queste aree, molto utilizzate dai porti del Nordafrica, sarà effettuato nel prossimo Rapporto Annuale sull’Economia del Mediterraneo che verrà presentato ad ottobre da SRM. Sembrerebbero Napoli e Gioia Tauro le prime aree preposte alla sperimentazione di tale strumento.

Il sistema portuale campano, dunque, tiene e le sfide che saranno chiamati ad affrontare gli scali della regione sembrano essere molto stimolanti. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale –  sancita dalla riforma e che permetterà ai porti della regione agire con forte sinergia – non potrà che migliorare l’assetto competitivo dei nostri scali. Permangono e non vanno sottaciute, criticità connesse, ad esempio, ad un inefficiente utilizzo dei fondi comunitari per lo sviluppo delle infrastrutture ed alla presenza di vincoli burocratici ancora troppo pressanti in cui i nostri porti devono imbattersi che vanno risolte al più presto.
La filiera marittima, infatti, è il volano dell’economia e costituisce il propellente dell’internazionalizzazione per le nostre imprese che hanno sempre più bisogno di efficacia ed efficienza nel raggiungere i mercati di riferimento; non dimentichiamo che la Cina ha in corso di attuazione un programma di investimenti molto interessante nel Mediterraneo – la Via della Seta – che è solo una delle sfide cui dovremo far fronte in futuro.

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

 

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