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Barometro Economia: Campania, la crisi non frena l’impresa

L’articolo di febbraio de “Il Barometro dell’economia” riporta i dati elaborati da Movimprese che mostrano come nel 2013 ci sia stata una sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale italiano. Sono infatti 384.483 le imprese nate nel 2013, circa 600 in più rispetto al 2012. Il Mezzogiorno, in questo contesto contribuisce positivamente con 127.219 iscrizioni ed un saldo positivo di oltre 6.000 imprese e con  un tasso di crescita annuo superiore alla media nazionale (0,3%, rispetto allo 0,2% in Italia).
Il perdurare della situazione di debolezza dell’economia nazionale e territoriale, che solo nella parte finale del 2013 ha iniziato ha mostrare alcuni primi segnali di inversione, tuttavia, sta indebolendo la struttura artigianale della nostra economia che, a differenza degli altri comparti, vede contrarsi il numero delle proprie imprese. Nel Mezzogiorno le imprese artigiane hanno mostrato un tasso di crescita negativo pari al -2% che fa il paio con il dato negativo del 2012 (-1,5%) in linea peraltro con le dinamiche nazionali.

Alla fine del 2013, nel Mezzogiorno risultano attive 1.688.617 imprese, pari al 32,6% del totale italiano; il loro numero è risultato in calo dell’1% rispetto al 2012, (dato esattamente in linea con la media nazionale), confermando un trend negativo iniziato nel 2009.

Le imprese manifatturiere attive nel Mezzogiorno sono poco più di 138 mila, (-1,9% rispetto al 2012, -2,1% il dato medio nazionale). In un contesto complessivamente in calo, si pone in controtendenza il settore agroalimentare, che con le sue 28.500 unità circa è al 1° posto nell’Italia meridionale e registra dinamiche positive,  sia nel Sud (+1%) che a livello nazionale (1,1%).

In questa dinamica generale, occorre sottolineare il progressivo rafforzamento del tessuto produttivo; negli ultimi cinque anni si è assistito infatti ad un consistente aumento del peso delle società di capitali sul totale delle imprese attive. Nel Mezzogiorno tale peso è pari nel 2013 al 14,6% e – sebbene sia ancora distante dai valori della media nazionale (19%) – risulta nel periodo in questione in significativa e costante crescita (+2,3% nei cinque anni).

Tra le regioni meridionali, la Campania si conferma un territorio con una significativa e storica presenza imprenditoriale; con 470.228 imprese attive, è terza a livello nazionale dietro alla Lombardia ed in linea con il numero delle imprese laziali. Peraltro la struttura imprenditoriale campana, non solo è numerosa, ma anche significativamente robusta, infatti in Campania il peso delle società di capitale presenta dei valori ben superiori alla media meridionale (18,6% nel 2013), ed in costante crescita (+1,8% la crescita in termini di peso dal 2009).

La significativa dinamica imprenditoriale della Campania nell’ambito nazionale è peraltro confermata dai dati della nati-mortalità, che conferma la regione, anche nel 2013, al primo posto nella graduatoria del tasso di crescita +0,9%. Inoltre, la Campania con 38.412 nuove iscrizioni (più di 105 nuove iscrizioni al giorno) è la regione meridionale con la migliore propensione alla neo-imprenditorialità ed è dietro solo alla Lombardia (166 nuove imprese al giorno) ed al Lazio (115 nuove imprese al giorno).

Da più parti e diversi indicatori ci stanno evidenziando che forse il momento più duro della crisi è superato, ora è necessario fare delle scelte. Ma per fare le scelte che servono al Paese si deve guardare a chi non si è scoraggiato e a chi ha ancora voglia di fare impresa. È quindi il momento di agire, rafforzare le reti, riformare il sistema burocratico. È un impegno che tutti – imprenditori, cittadini, istituzioni  – devono sentire proprio, per rilanciare le sorti complessive del nostro Paese, a partire dal Mezzogiorno e dalla Campania.
Da “Il Barometro dell’Economia”, rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli

 

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