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Barometro Economia: Campania, le imprese tornano a crescere
L’articolo di marzo de “Il Barometro dell’economia” sull’analisi dell’andamento del sistema delle imprese meridionali, che nel 2014 sembra aver ritrovato la strada della crescita dopo un anno altalenante e certo non facile.

Il saldo tra aperture e chiusure del 2014 nel Mezzogiorno è pari a circa 12mila imprese con un tasso di crescita dello 0,6% più elevato dell’Italia (0,51%) e doppio rispetto al 2013 (+0,31%). Il risultato è determinato, in particolare, dalla frenata delle cessazioni (113.527 le imprese chiuse, 7.538 in meno rispetto alla fine del 2013). Il dato appare il migliore dal 2011 e potrebbe indicare, finalmente, un effettivo rilancio di attività imprenditoriale nel corso del 2015.Al dato – già di per sé positivo – dello stop delle cessazioni si aggiunge un incremento delle aperture.

Nell’ultimo anno, le nuove iniziative imprenditoriali avviate nel Mezzogiorno sono state oltre 125mila pari ad oltre 1/3 delle nuove proposte di impresa avviate in Italia. Il dato sembra evidenziare che, nonostante le incertezze del quadro economico, vi sia una volontà degli imprenditori meridionali di “voler fare”. La cosiddetta “voglia di impresa” non viene dunque meno e, a giudicare dalle cifre, gli ostacoli all’ingresso di nuovi attori sul mercato appaiono tutt’altro che insormontabili.

Il perdurare della crisi, tuttavia, sta fiaccando sempre più la capacità di tenuta complessiva degli stock che, da quattro anni vede ridursi, seppure con alterna intensità, il numero delle  imprese attive che al 2014 si attestano su 1.993.099 unità. Le imprese attive complessivamente si riducono nonostante l’aumento di vitalità, in parte per l’incidenza dei fallimenti e in parte perché il numero delle imprese attive si riduce numericamente ma si irrobustisce il sistema imprenditoriale.

In questa dinamica generale, occorre difatti  sottolineare, che, soprattutto in alcuni settori, è in corso un processo di progressivo rafforzamento del tessuto produttivo verso formule organizzative meglio strutturate e l’inversione di tendenza riguarda in particolare le società di capitali che mostrano un segnale evidente. Tale tendenza ad orientarsi verso forme più evolute di impresa dipende anche dal sempre crescente interesse del sistema imprenditoriale verso gli altri mercati ed anche perché la forma di società di capitali appare più attrattiva per i nuovi imprenditori giacché si amalgama meglio ad un percorso di crescita di business.

La dinamica complessiva dei saldi dell’anno è totalmente spiegata dal saldo positivo (tra iscrizioni e cessazioni) delle società di capitali: 19.335 in termini assoluti, anche se, tale dinamica registra un calo (-1,5% rispetto al 2013 contro il +3,29% dell’Italia). In termini di stock le società di capitali attive hanno raggiunto nel Mezzogiorno nell’ultimo anno le 258.418 unità. Il tasso di crescita delle imprese attive negli ultimi 6 anni è stato sistematicamente superiore nel Mezzogiorno rispetto alla media italiana. Questa tendenza ha determinato, nel Mezzogiorno, un aumento del peso percentuale delle società di capitale sul totale: passato dall’11,5% del 2008 (inizio crisi) al 17,3% del 2014.

Tra le regioni meridionali, la Campania è quella che registra la migliore performance con un saldo pari a 5.841 imprese e mette in mostra un saldo in crescita dell’1,04% pari al doppio del valore medio nazionale (0,51%) attestandosi seconda in Italia dopo il Lazio. Tale performance è interamente spiegata dall’andamento delle società di capitali che chiudono il 2014 con un saldo positivo di 6.675 imprese anche se per la gran parte di esse non è possibile desumerne la tipologia di attività.

Ad emergere è la dinamicità delle province. In Italia, dopo Roma e Milano ad essere più dinamiche sono proprio alcune province della Campania che si classificano tra le prime 10. In particolare la provincia di Napoli è al terzo posto con un saldo di oltre 4mila imprese ed un tasso di crescita dell’1,47% (contro lo 0,51 dell’Italia), segue la provincia di Caserta al 5° posto con oltre mille imprese (con un tasso di crescita dell’1,12%) e quella di Salerno al 9° con 704 imprese (+0,59).

La crescita riguarda comunque un po’ tutte le province meridionali (il 45% delle imprese che hanno saldo positivo sono nel Mezzogiorno) e non appare legata soltanto alla dimensione e popolosità dell’area ma, bensì, sembra legata proprio ad un desiderio di intraprendere nuove attività ed anche forse ad un disperato bisogno di darsi finalmente un “futuro” .

 

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