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Barometro Economia: Cresce al Sud Export e Traffico Aereo
SRM dedica l’articolo di aprile de “Il Barometro dell’economia” all’apertura internazionale dei territori: indicatore importante della capacità di una regione di crescere sia in termini di sviluppo sociale che economico.  Due i parametri utili per capire il trend in atto: quelli riferiti al traffico aereo – prendendo in esame i passeggeri internazionali – e l’export di merci.

Soffermandoci sul traffico aereo, i recenti dati congiunturali, relativi al primo bimestre 2014, mostrano come in Italia il traffico degli scali abbia superato i 17,5 milioni di passeggeri con una componente internazionale del 58,3% in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 4,5%, rispetto alla crescita più contenuta dei passeggeri nazionali (+ 1,2%).

Il Mezzogiorno ha un ruolo di rilievo. Sempre in riferimento al primo bimestre 2014 gli aeroporti meridionali hanno totalizzato 3,6 milioni di passeggeri che rappresentano il 20,7% del totale nazionale. Volendo sottolineare la componente internazionale – parametro che può evidenziare anche lo stato di salute del turismo – è opportuno evidenziare che quasi tutti gli aeroporti del Sud-Italia hanno avuto una crescita: Napoli in testa con un +17,9%, pari a 250 mila passeggeri internazionali che rappresentano il 42% del traffico totale, Catania (+12,4%, 99 mila) e Cagliari (+13,2%, 44 mila). Molto buona anche le performance di Palermo con un + 5,6%.

La performance dei primi mesi del 2014 conferma dunque gli ottimi risultati di traffico internazionale che l’aeroporto campano aveva registrato l’anno scorso con 2,9 milioni di passeggeri (+2,1% sul 2012) che hanno rappresentato il 53% del traffico complessivo dello scalo, pari a 5,4 milioni. Il trend di crescita del segmento internazionale nel 2013 è stato registrato da tutti gli aeroporti del Mezzogiorno che mediamente sono cresciuti dell’8,2% superando la soglia dei 10 milioni, su complessivi 34 milioni.

Le statistiche dell’aeroporto campano, lasciano quindi intravedere segnali – seppur da interpretare con le dovute cautele – che fanno  pensare  ad un positivo andamento anche per la stagione turistica estiva 2014.

Tale fenomeno si lega anche alle buone performance registrate nell’export delle imprese campane. I dati al 2013 mostrano infatti che il fatturato manifatturiero esportato dalla Campania è cresciuto dell’1,5% circa su base annua contro il calo dell’8,9% del Mezzogiorno e un indice statico per l’Italia. La vocazione manifatturiera dell’ export della Campania è confermata dal  volume del fatturato che a dicembre 2013 ha superato i 9 miliardi registrando un peso sul Mezzogiorno del 23% circa.

Particolarmente interessante è vedere le aree geo-economiche di riferimento: l’America Settentrionale registra un +6,8%, ma soprattutto dall’Area del Sud Mediterraneo cresce del +9,3%. Due direttrici che si confermano come destinazioni importanti dell’export Campano.  In termini settoriali, invece, la forza competitiva proviene sia dai poli tradizionali come quello Alimentare (nel 2013 Mozzarella di bufala campana +10,9%, Conserve +8,4%, Caffè e pasta +7,6%) che dai poli innovativi come quello Aeronautico (+22,1%).

Possiamo trarre da queste informazioni e da questi numeri due riflessioni conclusive.

Gli aeroporti sono infrastrutture rilevanti per garantire l’accessibilità e quindi la fruibilità turistica di alcune aree in particolare del Mezzogiorno. Investire in infrastrutture e servizi aeroportuali può dunque rappresentare una delle priorità su cui puntare per rafforzare il settore turistico e per rilanciare la competitività internazionale del sistema economico. Dall’altro lato occorrono incisive strategie istituzionali rivolte a favorire i processi di internazionalizzazione delle imprese, magari attraverso incentivi mirati e promuovendo la qualità del Made in Italy.

In entrambi i casi la sfida dei fondi strutturali 2014-2020 deve essere colta; con queste risorse si potranno realizzare importanti progetti infrastrutturali ed avviare iniziative che possano incentivare le imprese a crescere ed investire; ma andranno utilizzati e pianificati con efficienza ed efficacia e favorendo ciò che davvero può creare sviluppo ed occupazione stabile.

Questi dati mostrano che la ripresa è possibile.

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