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Barometro Economia | Giovani e Impresa: l’intraprendenza dei giovani imprenditori del Sud

Nel  “Barometro dell’Economia” di febbraio SRM realizza un focus sulla decima edizione del rapporto sul  sentiment economico e sulla percezione competitiva dei Giovani Imprenditori, attori che rivestono sempre più un’importanza particolare per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese.

Come rilevato dai dati di fonte Movimprese, si va consolidando il contributo positivo degli under 35 al bilancio demografico delle imprese italiane: nei primi 9 mesi del 2016 i giovani hanno fondato circa 90mila imprese, vale a dire 300 al giorno (il 31% del totale Italia) e quasi 40mila, nello stesso periodo, hanno cessato l’attività (15,7% del totale Italia). La dinamicità degli under 35 genera quindi, un saldo positivo, di circa 50mila unità, oltre che in crescita (+42mila nei primi 9 mesi del 2015), raggiungendo complessivamente, nei primi 9 mesi del 2016, circa 600mila imprese giovanili, pari al 10% del totale delle imprese.

Gran parte di tali dinamiche sono alimentate dal Mezzogiorno dove risiede circa il 40% delle imprese giovanili italiane. In particolare la Campania conserva il secondo posto nella classifica italiana (al 1° Lombardia) per numero di imprenditori giovani (quasi 77mila imprese), per nuovi iscritti (oltre 11mila), per cancellazioni (oltre 4.700 imprese) e per saldo tra iscrizioni e cancellazioni (oltre 6.300 unità).

L’autoimprenditorialità è una strada che in Campania continua ad attirare la popolazione giovanile andando a riempire una parte di quel vuoto economico e sociale  generato dagli elevati livelli di disoccupazione giovanile. Oggi, la presenza dei under 35 arriva a rappresentare oltre il 13% del sistema imprenditoriale campano a fronte del 10% del dato nazionale.

I risultati dell’Osservatorio SRM evidenziano un sentiment economico sempre positivo dei giovani imprenditori ma in lieve peggioramento rispetto all’anno precedente.

L’indice di fiducia dei giovani imprenditori campani conserva infatti un valore positivo (102,1), superiore al dato nazionale (100,7) e quasi in linea con quello meridionale (102,8) nonostante il calo di 5 punti rispetto al gennaio 2016, trend riscontrabile, anche se in minor misura, nelle altre aree geografiche (-1,1 Italia e -0,3 Mezzogiorno).

Probabilmente le aspettative nutrite dai giovani imprenditori non hanno avuto un totale riscontro negli attuali ritmi di ripresa i cui indicatori congiunturali hanno evidenziato infatti una contenuta espansione dell’attività economica. Tuttavia resta positiva la percezione sulle proprie capacità di competere specie in quei fattori che meglio riescono a supportare le imprese nella loro sfida di mercato come l’internazionalizzazione  e l’innovazione, benché l’ambiente in cui si opera sia diventato più complesso.

L’espansione al di fuori dei propri confini nazionali e l’innovazione si collocano tra le azioni più strategiche che le imprese hanno a disposizione per attivarsi e rinnovarsi sui mercati di riferimento in quanto consentono di diversificare il rischio aziendale, aumentare il fatturato e la redditività, migliorare le economie di scala, ampliare le competenze differenti.

Relativamente all’internazionalizzazione, i giovani imprenditori italiani, mostrano una buona propensione ad esportare. Ciò si riscontra soprattutto nel Mezzogiorno ed in particolare in Campania dove i giovani mostrano anche una interessante capacità di sviluppare collaborazioni commerciali, tecnologiche e produttive.

Dal confronto con i risultati di un’analoga indagine di gennaio 2016, si nota un lieve peggioramento delle valutazioni dei giovani imprenditori su diversi fattori di internazionalizzazione. In Campania la valutazione espressa dai giovani imprenditori sulla propensione all’esportazione è calata di 2,3 punti (Mezzogiorno -3,3). Certo, non è facile per un giovane imprenditore possedere i fattori critici di successo, soprattutto quando il contesto competitivo diventa più complesso ed articolato.

Anche per quanto riguarda l’innovazione, i giovani imprenditori italiani dichiarano di essere più propensi degli altri imprenditori a realizzare innovazione (giudizio medio positivo 25,3) e, dal confronto dei dati con l’indagine precedente, si rileva che questa attitudine è in calo (era 32,9).

Ancora una volta il Mezzogiorno e la Campania si contraddistinguono per una più elevata percezione di sé rispetto al sistema generale delle imprese nella propensione ad innovare, il saldo è infatti positivo (rispettivamente 36 e 43,8) benché in calo (era rispettivamente 46,1 e 54,7). Migliora invece la capacità di reperire all’esterno i finanziamenti sia pubblici che privati per realizzare le operazioni di innovazione (in Campania il saldo medio da 29,1 arriva a 30,3).

Concludendo, occorrono capacità e risorse per sviluppare il nuovo paradigma competitivo, elementi che nonostante le maggiori difficoltà,  i giovani imprenditori si impegnano ad acquisire. Tuttavia ciò non è sufficiente. A ciò si aggiunge  la necessità di creare un efficiente sistema di accompagnamento del nostro sistema Paese (economico, imprenditoriale, pubblico ecc.) che consenta di valorizzare al meglio le proprie qualità e le competenze dei giovani imprenditori. (Per approfondimenti scarica l’indagine).

 

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

 

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