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Barometro Economia: Giovani e imprese
In occasione della pubblicazione del nuovo numero dell’Osservatorio sui Giovani Imprenditori, l’articolo di febbraio de “Il Barometro dell’economia” si incentra sulle dinamiche competitive e sulle aspettative economiche dei giovani imprenditori italiani ed in particolare meridionali.
Nonostante un clima di difficoltà crescente, la voglia di provarci dei giovani resta forte, soprattutto nel Mezzogiorno e nella Campania, territori con una forte intensità di imprenditoria giovanile (sotto i 35 anni). La Campania si colloca al secondo posto nella classifica italiana per numero di imprenditori giovani, dopo la Lombardia. In Campania sono infatti presenti 65.939 imprese giovanili, circa il 14,1% del totale delle imprese della regione, nel Mezzogiorno il dato è del 13,1%. Questi numeri confrontati con la media nazionale, pari all’10,6%, esprimono con evidenza il ruolo ed il peso rilevante che i giovani imprenditori meridionali ricoprono sul territorio.

Non solo, ma è dai giovani imprenditori del Sud che si è avuto il maggiore contributo all’afflusso di nuove forze imprenditoriali nel paese contrastando, quindi, le cessazioni di attività che in questi anni sono significativamente aumentate a causa della crisi, fino a raggiungere un saldo attivo del bilancio tra aperture e chiusure di imprese di 7.668 unità. In particolare, su 300mila imprese nate tra l’inizio dell’anno e la fine di settembre, quelle guidate da giovani con meno di 35 anni, pur rappresentando poco più del 10% di tutte le imprese, contribuiscono alla vitalità imprenditoriale per oltre il triplo di questo valore (esattamente il 33,9% nei primi nove mesi del 2013, con oltre 100.000) e la leva principale è proprio il Sud, dove ha sede il 38,5% delle nuove imprese giovanili, con quasi 40mila attività aperte in nove mesi.

Le risultanze dell’Osservatorio, evidenziano alcuni elementi significativi. In primo luogo, come era lecito aspettarsi, l’attuale instabilità del contesto economico continua a riflettersi sulla negativa percezione della loro condizione (si ricorda che circa il 40% delle imprese giovanili sono di nuova costituzione) rispetto agli andamenti delle principali variabili economico-produttive e ciò si verifica in tutte le aree geografiche. L’indice di fiducia delle imprese giovani meridionali negativo ed in calo (da 98,3 a 94,7), si posiziona su livelli inferiori al dato nazionale. Sul valore dell’indice di fiducia incide soprattutto il giudizio degli ordini che appare particolarmente negativo (-38,6) e più in calo (era -23,7. Tuttavia, sono in leggera ripresa – pur se ancora negativi – i giudizi sull’andamento prospettico dell’economia (prossimi 4 mesi), in Italia e nel Mezzogiorno.

Tuttavia i giovani, nonostante le difficoltà legate in parte anche alla minore esperienza e conoscenza dei mercati risultano consapevoli che la ripresa passa proprio dal rafforzamento della loro capacità di internazionalizzarsi ed innovarsi.

Relativamente all’internazionalizzazione, i giovani imprenditori italiani, mostrano una buona propensione ad esportare ed una interessante capacità nel riuscire ad inserirsi nei mercati tradizionali (giudizio medio 5,0) ed anche in quelli più nuovi (2,4). Dal confronto con i risultati di un’analoga indagine di gennaio 2013, è interessante notare, per l’Italia un chiaro miglioramento delle valutazioni dei giovani imprenditori su diversi fattori di internazionalizzazione.

Leggermente diversa è la situazione nel Mezzogiorno. La valutazione espressa dai giovani imprenditori meridionali sulla propensione all’esportazione, molto positiva nella precedente indagine, cala notevolmente (da 27,4 a 0) il che lascia sottendere la presenza di difficoltà che abbiano distolto la loro attenzione dall’attività di internazionalizzazione.

Per quanto riguarda l’innovazione, i giudizi appaiono leggermente migliori. Dall’analisi risulta che i giovani imprenditori italiani dichiarano di essere più propensi degli altri imprenditori a realizzare innovazione (giudizio medio positivo 10,6) ma ritengono di avere meno capacità di reperire finanziamenti pubblici e privati (-2,5). Dal confronto dei dati con l’indagine precedente, la propensione all’innovazione, benché positiva, è in calo (era di 11,9). Anche gli imprenditori giovani meridionali manifestano una buona percezione di sé, rispetto al sistema generale delle imprese nella propensione ad innovare (un saldo positivo di 7,5) nonostante il calo di circa il 50% (era 14,3). Inoltre al pari del dato nazionale, presentano un giudizio negativo – seppur in lieve miglioramento – nella capacità di reperire all’esterno finanziamenti per realizzare le operazioni di innovazione.

In conclusione, i risultati del settimo numero dell’Osservatorio Congiunturale sui Giovani Imprenditori di SRM evidenziano che nonostante le difficoltà competitive e congiunturali, non si assopisce nei giovani imprenditori la “voglia” di crescere e, per la vitalità che li contraddistingue, sono sempre pronti a riversare le nuove energie sui fattori strategici di sviluppo.

 

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