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Barometro Economia: Giovani imprenditori, a Sud nuova fiducia
L’articolo di settembre de “Il Barometro dell’economia” riporta i risultati del nuovo numero dell’Osservatorio sui Giovani Imprenditori, la pubblicazione periodica di SRM sulle dinamiche competitive e sulle aspettative economiche dei giovani imprenditori italiani ed in particolare meridionali.
Il sistema produttivo italiano, dopo la lunga stagione di crisi, mostra una notevole capacità di rigenerare risorse imprenditoriali grazie alla forte dinamica della sua componente giovanile. Le imprese guidate da giovani, rappresentano infatti, ben il 32,3% (oltre 31.000) delle nuove forze imprenditoriali nazionali nate nel II trimestre dell’anno (97.811). Al netto delle chiusure rilevate nello stesso periodo (circa 11.050), l’insieme delle imprese under 35 nel secondo trimestre dell’anno è cresciuto di oltre 20mila unità, arrivando a sfiorare il valore di 600mila aziende. Il contributo appare ancora più interessante se si guarda alla sua intensità: il tasso di crescita trimestrale dell’imprenditoria giovanile è di +3,6% contro lo 0,6% del complesso delle imprese.
Non solo, ma ancora una volta è dai giovani imprenditori del Sud che si è avuto il maggiore contributo alla vitalità imprenditoriale nel Paese. In questa area geografica ha sede oltre il 40,7% delle nuove imprese giovanili. La base imprenditoriale giovanile del Mezzogiorno cresce di 8.339 unità arrivando a oltre 245mila, +3,5% rispetto al trimestre precedente.
La Campania si colloca al 2° posto nella classifica italiana per numero di imprenditori giovani, dopo la Lombardia. In Campania sono infatti presenti, nel II trimestre 2015, 4.253 imprese giovanili,  il 39,7% del totale delle imprese della regione, nel Mezzogiorno il dato è del 36,8%. Questi numeri confrontati con la media nazionale, pari al 32,3%, esprimono con evidenza il ruolo ed il peso rilevante che i giovani imprenditori meridionali ricoprono sul territorio.
Le risultanze dell’Osservatorio sulla percezione dei giovani imprenditori in merito alle principali variabili economiche, con riferimento al I semestre 2015, evidenziano alcuni elementi significativi con una situazione in lieve miglioramento rispetto ai semestri precedenti.
L’indice di fiducia dei giovani imprenditori raggiunge quota 100 (valore oltre il quale il clima di fiducia è positivo), in crescita rispetto al 95,6 del periodo precedente. Il miglioramento del clima di fiducia si verifica in tutte le aree geografiche, soprattutto nel Mezzogiorno dove si raggiungono livelli positivi dell’indice (da 94,7 a 101,7), superiori sia rispetto al dato nazionale, sia rispetto a quello delle restanti aree geografiche. Tale scenario si riflette anche in Campania che, grazie ad un trend particolarmente positivo, mostra un indice pari a 103,7.
Migliorano inoltre la dinamica delle attese sulla produzione per i prossimi mesi e la percezione sull’andamento attuale dell’economia.
Un particolare approfondimento è stato poi svolto in tema di “risorse umane”, uno dei principali driver di sviluppo aziendale e anch’esso evidenzia segnali positivi.
In riferimento all’occupazione, ad esempio, il giudizio dei giovani imprenditori rispetto al resto delle imprese circa la loro capacità di selezionare il personale, impiegare donne e giovani, investire in formazione e coinvolgere il personale sugli obiettivi aziendali è stato positivo. Soprattutto si ritengono più capaci degli altri ad assumere personale giovane e a selezionare il personale femminile con una valutazione in netto miglioramento rispetto all’analoga indagine svolta a maggio del 2014.
Risultati positivi e, nel caso specifico, migliori rispetto alle altre aree geografiche, si riscontrano nel Mezzogiorno, anche se occorre precisare che tali imprenditori operano in un contesto meno solido e competitivo e meno stressato dalla concorrenza nazionale ed internazionale.
Si è indagato, inoltre, sull’opinione dei giovani imprenditori rispetto ad alcuni punti chiave della riforma del lavoro incentrata sul Jobs Act, in particolare gli effetti sulla flessibilità in entrata ed in uscita. I giudizi dei giovani imprenditori sugli interventi messi a punto dal governo nazionale in materia di lavoro lasciano intravedere un miglioramento della flessibilità in entrata ed un peggioramento per quella in uscita.
In conclusione, i risultati dell’Osservatorio Congiunturale sui Giovani Imprenditori di SRM evidenziano che, dopo i riflessi negativi di una lunga crisi economica, finalmente si intravede uno spiraglio di luce alimentato da un clima di fiducia positivo e da una percezione molto positiva delle proprie capacità di competere come quelle del capitale umano. Ancora una volta questa classe di imprenditori si dimostra pronta a rimettersi in gioco, nonostante un ambiente competitivo sempre più difficile e articolato.

 

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