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Barometro Economia: Giovani Imprenditori e voglia di innovare
Nell’articolo di agosto de “Il Barometro dell’economia” SRM segnala i risultati dell’Osservatorio sui Giovani Imprenditori, l’indagine realizzata periodicamente dal Centro Studi incentrata sull’andamento delle imprese under 35 in Italia e nel Mezzogiorno, con dati presentati anche a livello regionale.

 

In un contesto di forte difficoltà del Paese e del Mezzogiorno – confermato anche dai recentissimi dati del “Check up Mezzogiorno” pubblicati da SRM e Confindustria – è interessante volgere l’attenzione a quanti non si vogliono arrendere e cercano strade nuove per rilanciarsi e riprendere un percorso sano di crescita. Ecco perché SRM concentra da tempo l’attenzione sui giovani imprenditori.

Essi hanno compreso, in un clima di difficoltà crescente, che il futuro devono costruirselo da soli al di là dei numeri terribili della disoccupazione e delle “aspettative” purtroppo ribassate rispetto alla precedente generazione. Questa generazione di giovani, maggiormente istruiti e con risorse tecnologiche più avanzate del passato, fornisce alcuni dati molto interessanti: il Mezzogiorno e la Campania sono territori con una forte intensità di imprenditoria giovanile (sotto i 35 anni).

In Campania sono infatti  presenti 69.420 imprese giovanili circa il 15% del totale delle imprese della regione, nel Mezzogiorno il dato è del 17,2%. Questi numeri confrontati con la media nazionale, pari all’11,2%, esprimono con evidenza il ruolo ed il peso rilevante che i giovani imprenditori meridionali ricoprono sul territorio. A conferma di ciò, ben tre province campane si collocano tra le prime dieci province italiane nella classifica per numero di imprenditori giovani: Napoli al 2° posto, dopo Roma e prima di Milano, e poi Salerno al 6° posto e Caserta al 7° posto.

Le risultanze dell’Osservatorio, evidenziano alcuni elementi significativi. In primo luogo, come era lecito aspettarsi, l’attuale instabilità del contesto economico si riflette sulla negativa percezione della loro condizione (si ricorda che circa la metà delle imprese giovanili sono di nuova costituzione) rispetto agli andamenti delle principali variabili economico-produttive. Tuttavia l’indice di fiducia delle imprese giovani meridionali seppur non positivo (pari a 98,3)  risulta comunque in ripresa (dal 94,3 del precedente quadrimestre) ed in linea con quello medio italiano. Sul valore dell’indice di fiducia incide soprattutto il giudizio degli ordini che appare meno negativo del quadrimestre precedente (nel Mezzogiorno passa da -40,7 a -23,7). Questo potrebbe indicare un primo segnale di una ripresa attesa che però tarda a manifestarsi.

In tale difficile contesto, è interessante verificare come i giovani imprenditori meridionali evidenzino una “propensione ad innovare” migliore rispetto ai loro colleghi nel resto del Paese (il saldo positivo tra chi innova e chi non innova è pari a -0,9 nel Mezzogiorno rispetto ad un dato medio italiano del -13,4), ed una volontà di investire per “internazionalizzare” meno negativa (-7,1 nel Mezzogiorno rispetto al -18,4 del dato italiano).

In conclusione, i risultati del sesto numero dell’Osservatorio Congiunturale sui Giovani Imprenditori di SRM evidenziano una “voglia” di crescita e di non arrendersi delle imprese giovanili meridionali.

Emerge con chiarezza che l’imprenditorialità giovanile rappresenta una “valvola di sfogo” ed un valore importante per la competitività del territorio. Questo vale sia per le imprese familiari di lunga tradizione che sono nella fase di ricambio generazionale, sia per le neo-imprese, frutto di nuove idee imprenditoriali e della voglia di fare impresa. Lo sviluppo di una cultura di impresa tra i giovani, fattore che è importante veicolare già dalla scuola secondaria e dall’università, significa pertanto investire sul futuro di una nuova generazione. E nel Mezzogiorno questo può rappresentare un elemento di fiducia e di spinta alla crescita, ancora più significativo di quanto non sia per il resto del Paese.

 

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