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Barometro Economia: i dati della Maritime Economy

SRM dedica l’articolo di marzo de “Il Barometro dell’economia” ai dati rilevati attraverso il nuovo progetto di ricerca denominato“Maritime Economy”: l’Osservatorio permanente online sull’economia marittima (www.srm-maritimeconomy.com) rivolto ad analizzare e monitorare il trend, le statistiche e le prospettive dell’economia del mare vista nei suoi aspetti commerciali. Un comparto, importante per il rilancio del Paese e del Mezzogiorno, in quanto driver per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese nonché fattore necessario per assicurare alle imprese stesse efficienza e tempestività nella consegna e/o nello smistamento delle merci prodotte.
Molti Paesi hanno fondato le radici del proprio successo nello sviluppo di un efficiente sistema logistico-marittimo e portuale; tra gli esempi più significativi la Germania, con i suoi porti di Amburgo e Brema che rappresentano il 10,8% della quota di mercato delle merci trasportate via mare da scali Europei, e l’Olanda con Rotterdam e Amsterdam che ne rappresentano il 27,3%.

Il nostro Paese, con il Mezzogiorno in prima fila, vanta eccellenze armatoriali assolute ed è leader europeo, nel Mediterraneo e nel Mar Nero, nel segmento dello Short Sea Shipping con una quota di merci trasportate che raggiunge il 36,6% del totale (quasi 250 milioni di tonnellate).

A confermare il sostegno importante all’internazionalizzazione del nostro sistema economico da parte della Maritime Economy arrivanogli ultimi dati (III trimestre 2013) sull’interscambio marittimo del Mezzogiorno che registrano merci scambiate per un valore pari a quasi 45 miliardi di euro. Di questo importo il 15,1% è ascrivibile alla Campania con 6,8 miliardi di euro. Nello stesso periodo l’interscambio marittimo nazionale ha raggiunto 172 miliardi di euro.

La Campania, con i porti di Napoli e Salerno, ha 5 principali aree di riferimento nei rapporti commerciali via mare; aree che, nel loro insieme, assorbono quasi il 75% del volume complessivo. I Paesi dell’Asia Orientale sono i primi partner con il 22,2% del totale; seguono l’UE28 e l’America settentrionale con, rispettivamente, un peso del 15,6% e 14,5%. Partner di significativa importanza sono anche i paesi del Nord Africa che, con una quota del 12,2%, hanno mostrato una rilevante crescita rispetto allo stesso periodo del 2012: +22%. Ed è proprio l’area MED che negli ultimi anni sta raggiungendo le maggiori performances commerciali con l’Italia, soprattutto in riferimento al commercio via mare che assorbe il 76% del valore complessivo degli scambi con il nostro Paese. SRM sta da tempo ponendo l’attenzione sulle opportunità connesse allo sviluppo economico di quest’area.

Guardando al trend annuale generale (III trim. 2013/III trim. 2012)la Campania mostra, in termini di interscambio, un incremento del 6,9%; e l’export fa da traino al suo sviluppo con una crescita dell’8,7%, (-14,3% per il Mezzogiorno e +1,1% per l’ Italia). I metalli ed i manufatti in metallo ed gli alimentari sono le principali categorie merceologiche con un valore complessivo di oltre 2,5 miliardi di euro, pari al 37,5% del totale.

Sul tema della logistica, è atteso il vertice dei porti europei di Goteborg del 15-16 maggio prossimo quando si porteranno, tra l’altro, all’attenzione dei policy makers europei, spunti e proposte per raggiungere la competitività e le strategie da attuare da parte delle infrastrutture portuali; sulla base di tali indirizzi occorrerà agire affinchè i nostri porti non si lascino “aggredire” dai competitor nordafricani, sempre più forti. Non a caso un Paese come il Marocco ha previsto di investire, nel 2014-2018, circa 560 milioni di euro nei porti nazionali, si stima per il porto di Tanger MED un aumento del 40% del traffico container nel 2013.

I dati confermano, in definitiva, un settore sempre dinamico, alla ricerca di nuove strategie ed alleanze, un comparto che però ha necessità di una forte attenzione da parte delle istituzioni che dal canto loro devono pianificare risorse certe per lo sviluppo e garantire nell’immediato futuro un approccio normativo volto a sburocratizzare gli iter per la realizzazione delle infrastrutture. Un ruolo importante potranno avere le risorse della programmazione comunitaria 2014-2020 ed il nuovo strumento Connecting Europe Facility; queste se spese in modo efficiente ed efficace potranno rappresentare quella linfa che in questo momento occorre alle nostre infrastrutture per poter accelerare nel raggiungimento dell’obiettivo della competitività; ciò insieme ad una presa di coscienza di quanto questo settore possa rivestire un ruolo strategico per l’economia del Paese e del Mezzogiorno.
Da “Il Barometro dell’Economia”, rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli

 

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