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Barometro Economia | Import-export marittimo a quota 9,4 miliardi

Nel “Barometro dell’Economia” di aprile SRM realizza un focus sugli ultimi dati diffusi sull’import-export del nostro Paese. I dati confermano l’importanza che ha il settore marittimo per le nostre strategie di crescita e di supporto all’internazionalizzazione delle imprese. Nel 2016, dei quasi 590 miliardi di euro di merci che abbiamo scambiato con il mondo, il 37% è avvenuto utilizzando la modalità di trasporto navale. Il dato sale se consideriamo il Mezzogiorno ed arriva al 60% (pari a 44,6 miliardi).

Se scendiamo nel dettaglio regionale, la Campania è un territorio che ha una forte dipendenza dal settore marittimo per le proprie relazioni internazionali commerciali: il mare infatti rappresenta il 54% del totale delle modalità di trasporto utilizzate dalle imprese per i propri scambi (9,4 miliardi).

Restando in Campania e guardando al trend annuale generale dell’interscambio (2016/2015) si osserva  una sostanziale tenuta, meglio del resto del Paese e del Sud: -1,4% contro -8,3% per il Mezzogiorno e -2,8% per l’ Italia. I settori che hanno peso maggiore sono quelli dell’Agroalimentare (21% del totale), dei Metalli che serve la filiera Automotive e Aerospazio (18%), dell’Abbigliamento-Moda (16%), dei Mezzi di trasporto (10%). Spesso SRM ha richiamato nelle proprie ricerche la sinergia che esiste nella nostra regione tra questi settori produttivi e il sistema logistico-marittimo del territorio.

La Campania ha 3 grandi aree di riferimento nei rapporti commerciali via mare; aree che, nel loro insieme, assorbono il 53% del volume complessivo; l’Asia Orientale al primo posto con il 24% del totale scambiato, seguita dall’UE28 con il 16% e dal Nord America con il 13%. Buone anche le performance dell’Africa Settentrionale e il Centro-Sud America con il 10% dell’import-export complessivo.

Le aree di riferimento delle nostre relazioni internazionali danno anche un’immagine di quanto potranno essere significativi nel medio lungo termine, gli effetti che porteranno gli ampliamenti dei Canali di Suez (per appunto l’Asia Orientale) e Panama (per il continente americano) e le scelte di rotta che saranno effettuate dai carrier che verosimilmente sceglieranno direttrici che consentiranno alle navi di passare in modo più fluido e con le stive verosimilmente piene di merci. La consolidata incidenza dell’Africa settentrionale sul nostro interscambio mostra invece quanto il Mediterraneo sia ancora centro dei nostri interessi commerciali.

L’Italia conferma anche il suo primato nell’import-export marittimo con l’area Mena che è stato pari a 52,8 miliardi di euro nel 2016, davanti alla Germania, nostro storico competitor, che ha registrato 45 miliardi.

Il sistema portuale campano, dunque, tiene e le sfide che saranno chiamati ad affrontare gli scali della regione sembrano essere molto stimolanti. La nuova Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale sancita dalla riforma e che vedrà i porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno agire con forte sinergia non potrà che migliorare l’assetto competitivo dei nostri scali se si saprenno attivare i giusti meccanismi di coordinamento e collaborazione.

Il Mediterraneo chiama di continuo le infrastrutture portuali a nuove sfide: flussi turistici da intercettare, Suez ormai a regime, Megaship e alleanze, il fenomeno degli investimenti Cinesi e un tessuto produttivo locale da servire con grande efficienza; gli spunti per crescere non mancano.

La filiera marittima infatti è il volano dell’economia e costituisce il propellente dell’internazionalizzazione per le nostre imprese che hanno sempre più bisogno di efficacia ed efficienza nel raggiungere i mercati di riferimento. Ora occorrerà definire come e in quali porti intendiamo investire i fondi comunitari e occorrerà deciderlo subito poiché nel frattempo i nostri competitor continuano ad investire e “correre”.

 

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

 

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