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Barometro Economia: Imprese, il boom in Campania
L’articolo di novembre de “Il Barometro dell’economia” analizza il bilancio del sistema delle imprese italiane del III trimestre 2015 che vede nel Mezzogiorno l’area geografica con le migliori performance in termini di tassi di crescita:  0,4% rispetto al valore medio nazionale dello 0,3%, con un saldo in tale trimestre tra aziende iscritte e cessate nel Sud pari a 8.356 imprese. Sul risultato ha influito, in particolare, il crollo delle cancellazioni, 2.796 in meno rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, al quale si è aggiunta la crescita delle iscrizioni  (+1.093).

La conseguenza delle due dinamiche è stata che lo stock delle imprese esistenti a fine settembre nel Mezzogiorno si sia attestato su 1.678.629 unità pari al 33% dell’Italia con un lievissimo calo delle imprese attive del – 0,1% rispetto al III 2013 (-0,2% in Italia).
La nati-mortalità ha avuto, quindi, un impatto di rilievo sul sistema produttivo evidenziando una parziale rivitalizzazione in atto del sistema imprenditoriale ed una maggiore strutturazione e consolidamento del tessuto imprenditoriale.
Le società di capitali attive sono difatti cresciute del 5,4% nel Mezzogiorno nell’ultimo anno, seguendo dei ritmi più intensi rispetto all’Italia (3,3% in Italia);  tendenza sistematicamente presente già da diversi anni che ha determinato, nel Mezzogiorno, un aumento del peso percentuale delle società di capitale sul totale, passato dall’11,3% del 2008 (inizio crisi) al 16,1% nel terzo trimestre del 2015, avvicinandosi così di più al dato medio nazionale (20,2%).
La Campania è la regione del Mezzogiorno che registra la migliore performance con un tasso di crescita di +0,5, grazie soprattutto alla provincia di Napoli, prima in Italia nel trimestre (+0,7%).
Con un saldo pari a 3.056 imprese e con oltre 569mila imprese, la Campania è la terza regione dopo Lazio e  Lombardia. Anche in Campania le imprese vanno rafforzandosi in termini strutturali; nel complesso, le società di capitali a settembre crescono del 5,4% rispetto al III trimestre del 2014,  con un numero delle iscrizioni (2.254) che più che compensaquello delle cessazioni (716), attestandosi  sulle  94.723 unità pari al 9% dell’Italia ed al 35% del Mezzogiorno.
In particolare quelle del comparto manifatturiero rappresentano il 32,2% delle imprese manifatturiere in Campania, valore in crescita (era 31,1% nel III trim 2014) lievemente superiore anche al dato nazionale (31,3%). Segno di una trasformazione e progressiva strutturazione del sistema imprenditoriale della regione.
Infine numeri confortanti anche sul fronte dei fallimenti: tra luglio e settembre più di 2.800 imprese italiane hanno aperto una procedura fallimentare, lo 0,7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014, grazie essenzialmente al calo registrato nelle costruzioni e nell’industria manifatturiera.
Nel contesto italiano il peso dei fallimenti delle imprese meridionali è stato pari al 22,9% del totale. Anche sotto questo aspetto, il Mezzogiorno si contraddistingue in modo positivo per il maggior calo del numero delle procedure fallimentari (-9,2%).
Diverse regioni meridionali presentano una variazione negativa del numero dei default con valori a due cifre in Abruzzo, Puglia e Sardegna. In Campania, il calo su base annua è stato del 7,3%, arrivando a  227 richieste di apertura di procedura fallimentare, anche sotto questo aspetto la regione evidenzia una ripresa in atto del processo di rivitalizzazione del sistema imprenditoriale.

 

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