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Barometro Economia: In Campania decolla l’Area MED

Nel primo articolo del 2014 “Il Barometro dell’economia” segnala che l’export della Campania decolla in particolare nell’Area MED. In base ai dati recentemente pubblicati dall’Istat, nei primi nove mesi del 2013 le esportazioni della regione sono infatti risultate in crescita dello 0,9% rispetto al dato registrato nello stesso periodo del 2012, toccando un valore di 7,1 miliardi di euro; la dinamica dell’export campano nel periodo considerato è risultata migliore sia rispetto al Mezzogiorno (-9,5%), che all’Italia complessivamente (-0,3%).

In particolare, l’industria manifatturiera campana, escludendo il comparto energetico, ha registrato un incremento delle proprie esportazioni dello 0,5% nel periodo gennaio-settembre 2013 rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (-4,2% il dato del Mezzogiorno), per un valore di oltre 6,7 miliardi di euro (circa il 95% del totale dell’export regionale).

Le performance sui mercati internazionali di molti dei settori di punta dell’industria meridionale hanno registrato in Campania una performance positiva; in particolare  nel comparto chimico (+11,5%, contro +1,7% per il Mezzogiorno), nel settore degli apparecchi elettrici  (+7,9%; +0,5% a livello meridionale), nel tessile-abbigliamento (+7,7%; -2,7% nel Mezzogiorno) e nella meccanica (+5,8%; -14,5% nel Mezzogiorno). Interessante anche  la crescita dell’export agroalimentare (+4,5% nel periodo), in linea con il dato medio del Mezzogiorno (+4,3%), e dei mezzi di trasporto  cresciuti dell’1,3%, anche questo un dato superiore a quello medio meridionale (+0,4%).

Qualche considerazione in più è utile spenderla per il settore della metallurgia, un settore che incide per circa l’8,5% sull’export di prodotti non energetici, sia per la Campania che per il Mezzogiorno; in Campania, il comparto registra un andamento positivo delle vendite all’estero (+4,2%), differentemente dal dato meridionale (-26,3%), su cui pesano le vicende dell’Ilva di Taranto, che hanno influito sulla produzione di acciaio nel corso dell’anno e, di conseguenza, sulle esportazioni.

Guardando ai mercati di sbocco, è in forte crescita l’export manifatturiero della Campania verso i Paesi extra UE del bacino del Mediterraneo (Mediterraneo meridionale ed orientale; di seguito Area Med): +14% nei primi nove mesi del 2013 (556 milioni di euro) sul corrispettivo periodo del 2012, in un contesto meridionale non certo brillante (-7,9%).

Ad incidere maggiormente sull’andamento positivo delle esportazioni campane verso quest’area è stata la dinamica dell’export verso i paesi della Sponda Sud del Mediterraneo: nel periodo considerato (gennaio-settembre 2013), le esportazioni manifatturiere della Campania verso la Libia sono quasi raddoppiate, quelle verso l’Algeria sono cresciute del 29,2%, mentre le esportazioni verso laTunisia – primo mercato di sbocco di tutta l’Area Med per le produzioni campane, con circa 170 milioni di euro – sono cresciute del 5,3%  (+8,9% per il Mezzogiorno).

Esaminando le altre aree, non mancano ulteriori elementi interessanti per la Campania. Sono, infatti, aumentate le esportazioni manifatturiere sia verso i Paesi dell’Eurozona (circa 2,2 miliardi di euro) (+1,2%; -11,2% per il Mezzogiorno), sia verso i Paesi dell’Unione Europea non euro (+7,4% per la Campania; -4,6% per il Mezzogiorno). Positive anche le dinamiche esportative verso gli Stati Uniti (+2,4%; in calo del 26,1% per il Mezzogiorno).

In sintesi, le imprese campane sono riuscite a mantenersi competitive sui mercati internazionali nel corso dei primi nove mesi del 2013, grazie al rafforzamento dei legami commerciali con alcuni Paesi del Mediterraneo ma anche con l’Europa dell’Est e il tradizionale mercato Nord Americano. Dinamiche queste che sono conseguenza di performance positive sia in settori di tipo tradizionale (agroalimentare e tessile), che in quelli a maggiore contenuto tecnologico (chimico e meccanica). L’export meridionale, al contrario oltre alle problematiche relative alla metallurgia, ha risentito anche della sensibile contrazione della domanda di prodotti petroliferi raffinati (si ricorda al riguardo che la componente energetica pesa oltre il 30% per l’export del Mezzogiorno) in alcuni tradizionali mercati di sbocco, la Turchia su tutti.
Da “Il Barometro dell’Economia”, rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli

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