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Barometro Economia | Investimenti degli Enti locali: Campania 2° in Italia per mutui

Nel “Barometro dell’Economia” di dicembre 2016 offriamo alcune anticipazioni sul Rapporto Finanza Territoriale in Italia elaborato da SRM insieme ad una rete di istituti composta da Ires, Irpet, Eupolis, Ipres e Liguria Ricerche. Si tratta di uno dei pochi appuntamenti annuali rivolti ad analizzare lo stato di salute finanziario della Pubblica Amministrazione del nostro Paese, con particolare riferimento a Regioni, Province e Comuni; il monitoraggio va avanti ormai da oltre 10 anni e l’edizione 2016 sarà presentata a Roma il prossimo 12 dicembre.

Tra le diverse analisi effettuate, la ricerca ha dedicato un capitolo specifico allo studio dei principali strumenti utilizzati dagli Enti locali per il finanziamento dei loro investimenti col fine di cogliere “quanto” e “come” essi stiano lavorando per la crescita del territorio, anche in considerazione del particolare momento congiunturale che stiamo vivendo. Emerge come i canali prescelti contemplino non solo il ricorso all’indebitamento (ad esempio contraendo Mutui) e al contributo pubblico in conto capitale (proveniente ad esempio dai fondi comunitari), ma anche il sostegno dei privati attraverso il project financing.

L’ultimo anno pur registrando molte delle difficoltà del passato, ha visto dei cambi di rotta significativi (l’abbandono del Patto di Stabilità da un lato e l’avvio di un nuovo ciclo di Programmazione dall’altro) che, se ben sfruttati, possono riportare gli investimenti sul sentiero della crescita.

Volendo soffermarci sui mutui, strumento “classico” e storico con cui gli Enti si finanziano, gli ultimi dati mostrano, infatti, un’inversione di tendenza con una crescita del 47,1% rispetto all’anno precedente e con nuove concessioni per un valore pari a 923 milioni di euro. Si interrompe, così, l’andamento in calo che ha caratterizzato il decennio 2005-2014 portando ad un decremento complessivo di oltre il 90%. La regione che ricorre in misura prevalente allo strumento del mutuo è la Lombardia con oltre un quarto delle emissioni complessivamente registrate a livello nazionale; a seguire la Campania con il 24,2% e la Liguria con il 10%.

La Campania è, quindi, seconda nel panorama nazionale e prima nel Mezzogiorno con una crescita rispetto all’anno precedente di oltre il 990% legata per lo più alla forte crescita dei mutui per il settore “Viabilità e trasporti” che si conferma il comparto in cui si concentrano i maggiori investimenti per opere pubbliche della Campania con 185 milioni di euro (erano 11,3 milioni nel precedente anno) pari ad oltre l’80% del totale regionale. A seguire il comparto dell’“energia” con un importo di 11,8 milioni di euro e quello delle “Opere varie” con 6 milioni. Sul totale dei mutui concessi nella regione, circa l’80% è riferito ai Comuni Capoluogo (contro il 55,1% del dato Italia) e la restante parte si distribuisce tra i Comuni con più di 20.000 abitanti e quelli al di sotto di tale soglia.

Si denota, quindi, l’esigenza di realizzare e potenziare infrastrutture nei centri urbani, specie di trasporto; di puntare sulla loro efficienza e su tutti gli elementi capaci di rilanciare la competitività dei singoli territori e, più in generale, del nostro Paese. Su tali tematiche, in particolare, si concentra uno degli approfondimenti della parte speciale del Rapporto, dedicato all’analisi della Programmazione 2014-2020.

In tema trasporti, in particolare, il POR FESR Campania di questo nuovo settennio, con uno stanziamento di oltre 220 milioni di euro, punta a migliorare la mobilità regionale, collegando i nodi secondari e terziari all’infrastruttura della Rete Trans-europea, compresi i nodi multimodali; il tutto in un’ottica di sostenibilità. Tra le priorità d’intervento, l’attenzione è quindi rivolta allo sviluppo e al miglioramento dei sistemi di trasporto ecologici e a bassa emissione di carbonio, tra cui il trasporto per vie navigabili interne e quello marittimo, i porti, i collegamenti multimodali e le infrastrutture aeroportuali.

Per concludere, al di là del momento non facile che tutto il sistema produttivo e pubblico sta vivendo, occorre trovare meccanismi di stimolo agli investimenti – specie infrastrutturali – sul territorio poiché la carenza di risorse pubbliche è ormai diventata una costante da cui non si può prescindere.

Le misure adottate negli ultimi anni in materia di investimenti hanno puntato per lo più a contenere in modo significativo la dinamica evolutiva della spesa per ricondurre l’andamento dei conti pubblici su un sentiero di continuo e graduale rientro del debito pubblico nei parametri comunitari.

L’ultimo anno ha segnato un cambio di passo che, si auspica, produrrà significativi effetti positivi a sostegno dei primi segnali di ripresa già registrati e legati all’aumento dei mutui e alla crescita del coinvolgimento del capitale privato. Quest’ultimo acquisisce un ruolo sempre più importante nell’ambito dei possibili canali di finanziamento alternativi e, in merito, si ribadisce come lo snellimento e il riordino delle procedure per facilitarne il più possibile la partecipazione è una delle azioni necessarie per stimolare il ricorso a tale canale.

Allo stesso tempo, l’accento va posto sui fondi comunitari a disposizione; mentre si assiste, di fatto, all’avvio dei nuovi Programmi 2014-2020 (che mostrano un notevole ritardo da recuperare), non si può non sottolineare la necessità di ripensare all’esperienza passata per cogliere tutti i possibili punti di miglioramento per quella futura. L’auspicio è quello di evitare di compiere gli stessi errori e, quindi, programmare e spendere le risorse con maggior celerità – eventualmente evitando anche l’eccessiva frammentazione a cui si è assistito – appare come uno dei punti su cui concentrarsi, soprattutto in considerazione del particolare momento che la nostra economia sta vivendo.

 

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

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