Loading the content... Loading depends on your connection speed!





Opzioni di ricerca

Barometro Economia: Investimenti degli Enti Locali
L’articolo di dicembre de “Il Barometro dell’economia” si focalizza sul Rapporto 2014 Finanza Territoriale in Italia, elaborato da SRM insieme ad una rete di istituti composta da Ires, Irpet, Eupolis, Ipres e Liguria Ricerche, che sarà presentato a Bari il prossimo 5 dicembre. Si tratta della 10° edizione di uno dei pochi appuntamenti annuali rivolti ad analizzare lo stato di salute finanziario della Pubblica Amministrazione del nostro Paese, con particolare riferimento a Regioni, Province e Comuni.
La ricerca ha dedicato un capitolo specifico all’analisi del finanziamento degli investimenti prendendo in considerazione alcuni strumenti che possono ritenersi  indicatori, ovviamente non esaustivi, di “quanto” e “come” gli Enti locali stiano lavorando per la crescita del territorio; facendo ricorso sia all’indebitamento (ad esempio contraendo Mutui) sia al contributo pubblico in conto capitale (proveniente ad esempio dai fondi comunitari) o anche con il sostegno dei privati attraverso il project financing.
Dalle prime anticipazioni dei dati emerge il difficile momento che gli Enti stessi stanno attraversando ormai da tempo, con la conseguente diminuzione degli investimenti per lo sviluppo del territorio. La crisi economica da un lato e i vincoli del Patto di Stabilità dall’altro, rendono non semplice effettuare interventi e quanto mai urgente la necessità di trovare alternative alla finanza pubblica per realizzare infrastrutture e per fornire servizi sempre più di qualità al cittadino.Volendo soffermarci sui mutui, strumento “classico” e storico con cui gli Enti si finanziano, i dati diffusi quest’anno dalla Ragioneria Generale dello Stato, mostrano un volume di prestiti concessi in Italia pari a circa 1,4 miliardi di euro. La macroarea in cui si registra il maggior ricorso a tale strumento è il Nord Ovest con 581 milioni di euro corrispondenti al 40,3% del totale nazionale; seguono le regioni del Centro con 420 milioni di concessioni (il 29,1% del totale) e quelle del  Mezzogiorno con 241 milioni (16,7%).

Gli Enti locali della Campania sono al secondo posto nell’ambito della macro area (dopo la Calabria) con 43 milioni di euro (pari al 17,8%) e all’ottavo nella graduatoria nazionale con il 3% del dato complessivo. Ai primi posti, Lombardia (25,8%) e Lazio (23,9%).I dati, ed è questo un numero importante, mostrano una forte contrazione rispetto all’anno precedente che, nel caso del Sud raggiunge il -55,8% a fronte di un -23,6% a livello nazionale.

Il settore in cui si concentrano i maggiori investimenti per opere pubbliche per la Campania è quello delle “Opere varie” con un importo di 14,7 milioni di euro pari al 34,2% del totale regionale. Seguono il comparto “Viabilità e trasporti” con 10,8 milioni di euro e quello dell’“Edilizia sociale” con 4,4 milioni di euro.

Sul totale dei mutui concessi nella regione, oltre il 56,8% è riferito ai Comuni Capoluogo (in linea con il dato Italia del 53,4%); ciò denota, tra l’altro, l’esigenza importante ed attuale di realizzare infrastrutture nelle nostre città e la carenza di risorse pubbliche in conto capitale. Puntare sulle città è anche uno degli assunti sui quali si basa la programmazione dei fondi strutturali 2014-2020; lo sviluppo dei centri urbani e il rilancio delle smart cities possono davvero rappresentare due delle strade da seguire per rilanciare l’economia del Mezzogiorno e del Paese.

Il Rapporto fa emergere inoltre, proprio nella sezione speciale dedicata alle città, che in particolare Napoli, nella prospettiva di Area Metropolitana, deve al più presto decidere cosa fare per valorizzare le sue aree strategiche e metterle al servizio dello sviluppo: Bagnoli, il Centro Storico e Napoli est; deve altresì mettere in campo concrete politiche di sviluppo del Porto e di tutta la filiera marittima.

Per concludere, al di là del momento non facile che tutto il sistema produttivo e pubblico sta vivendo, in Italia ed in Europa, occorre comunque trovare meccanismi di stimolo agli investimenti, specie infrastrutturali, nel territorio poiché la carenza di risorse pubbliche è ormai diventata un assunto di cui tener conto.

Il primo imperativo strategico, secondo il Rapporto, può essere quello di favorire in modo più incisivo il ricorso alla finanza privata per realizzare opere pubbliche (project bond e sviluppo delle forme di partenariato pubblico privato); la finanza di progetto deve però essere supportata da una normativa ben articolata che preveda tempi certi da garantire alle imprese che devono gestire poi l’opera ed averne i benefici.

La seconda direzione da prendere deve essere quella di partire senza indugi con l’attuazione della strategia comunitaria inerente il periodo 2014-2020, per consentire agli Enti locali (ed anche alle imprese) di poter rapidamente utilizzare queste risorse: oltre 23 miliardi di euro di fondi UE di cui 6,3 per la Campania.

 

Condividi
Mobile version: Enabled