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Barometro Economia: Ripresa Export Manifatturiero al Sud
L’articolo di ottobre de “Il Barometro dell’economia” evidenzia che dalle previsioni ci si aspetta nel 2015 una ripresa della situazione economica in Campania e in generale nel Mezzogiorno, sebbene ancora a ritmi ridotti.

Un fattore rilevante per favorire la ripresa viene sicuramente dalla domanda estera, il cui fatturato mostra i primi segnali positivi grazie all’attrattività internazionale dei suoi prodotti di eccellenza.
Nel primo semestre 2015 le esportazioni della Campania sono risultate in crescita  del 2,8% rispetto  allo stesso periodo del 2014, raggiungendo quasi i 4,9 miliardi di euro. La dinamica dell’export della regione è quindi in ripresa, in linea con il trend dell’area meridionale e nazionale (rispettivamente di +3,2% e +5,0%).
L’export inoltre continuerà a sostenere la nostra economia e ad aumentare a ritmi elevati: si prevede infatti una crescita per il periodo 2015-18 del 3% in Campania e del 2,8% nel Mezzogiorno.

 

I risultati dell’export regionale al primo semestre dell’anno ci permettono di avere una migliore percezione di com’è composta e strutturata l’economia produttiva della Campania e dove essa può tendere.
In particolare, nell’ambito dell’industria manifatturiera campana (che contribuisce all’export totale della regione per una quota vicina al 95%), i settori merceologici che registrano le migliori performance sui mercati internazionali sono la Meccanica  (+17,1%; +5,1% per il Mezzogiorno), l’Industria alimentare (+14,8%; +9,9% nel Mezzogiorno), il Metallurgico (+14,5%; -12,7% nel Mezzogiorno). Positivo anche il trend del settore Automotive (+5,8%; +33,3% nel Mezzogiorno), Legno e carta (5,6%; +1,7% nel Mezzogiorno) e Tessile moda (+2,2%; +0,9% nel Mezzogiorno).

 

A premiare la Campania sono dunque i settori a maggior contenuto di innovazione e quelli legati alla qualità tipici del “Made in Italy”.
Guardando ai mercati di sbocco, le esportazioni manifatturiere della Campania  risultano maggiormente diversificate sui mercati esteri rispetto al Mezzogiorno probabilmente perché orientate a soddisfare quella domanda crescente di beni di media/alta gamma  del segmento middle class internazionale. Esse si orientano infatti oltre che verso i paesi dell’UE28 (49,4% contro 50,8 del Mezzogiorno), verso gli USA (con un peso di circa il 9%),  la Svizzera (7,6%) e poi a seguire anche Canada (3,6%), Giappone (3,1%), Tunisia (2,5%) e Cina (2,0%).

 

In termini di crescita tendenziale le esportazioni verso i Paesi dell’Eurozona (quasi 2,3 miliardi di euro) sono aumentate (+3,8%), mentre registrano performance migliori le esportazioni verso l’Asia centrale (+19,4%) l’Africa settentrionale (+16,6%), l’Asia orientale (+12,8%) e verso il Medio oriente (+6,2%). Cala invece, il dato verso i Paesi europei non Ue (-2,4%; +4,7%) ed in particolare verso la Russia (-45,2%; -42,1%).
La crisi ha ridefinito gli equilibri competitivi tra gli stati ma ha anche creato nuove opportunità di crescita. E’ interessante  notare che, rispetto all’Italia, per la Campania si delineano nuove geografie commerciali. Si è riscontrato infatti che il peso delle esportazioni campane nell’area Med e nel Golfo (503,5 mln di euro) sia molto vicino a quello negli Usa e nella Cina (504,8), mentre nel Mezzogiorno tale constatazione è ancora più evidente: le esportazioni verso il Med ed il Golfo superano 2 volte e mezzo quelle negli Usa e nella Cina.

 

In questo quadro, i dati ci confermano inoltre l’evidente vocazione della nostra regione in particolare verso il Mediterraneo nei confronti del quale, nel corso dell’ultimo decennio, l’export è cresciuto in media dell’11%. Nei  primi sei mesi del 2015 l’export manifatturiero campano verso l’Area Med conferma questa tendenza di lungo periodo (377 milioni di euro) e rafforza l’andamento positivo  (+15,4%).
In conclusione possiamo affermare che le prospettive di crescita sono fortemente connesse alla capacità che ha il nostro sistema Paese (economico, imprenditoriale, pubblico ecc.) di comprendere i profondi mutamenti che stanno avvenendo in campo internazionale e che riguardano sia il “dove” andare per migliorare la propria competitività ma anche il “cosa” fare per innovare e qualificare ancor di più le nostre produzioni e le nostre imprese.

 

In tale contesto, la dimensione internazionale della Campania, pur indebolita dal peso della crisi congiunturale, mette in risalto i propri presupposti di crescita ovvero “un significativo tessuto di imprese e di industria manifatturiera” che opera in modo consolidato” in settori di grande rilevanza” con un “elevato grado di interconnessione geografica”.

 

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