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Barometro Economia: Shipping, Cresce la Campania
L’articolo di aprile de “Il Barometro dell’economia” inizia citando il recente rapporto di Oxford Economics “The economic value of the EU shipping industry” che ha confermato che puntare sullo sviluppo del trasporto marittimo è una scommessa vincente. Parliamo di 615 mila occupati diretti in Europa, un contributo al PIL di circa 56 miliardi di Euro (se consideriamo anche l’indotto tali importi salgono a 147 miliardi di euro e 2,2 milioni di occupati), una flotta complessiva di 23mila navi.

Interessante anche il moltiplicatore economico connesso allo shipping, il report menziona che per ogni miliardo di PIL che il settore va a produrre, se ne generano ulteriori 1,6 nell’economia generale.Per essere più vicini al nostro Paese ed alle opportunità da cogliere, giova ricordare alcuni grandi progetti che in questo momento sono nelle fasi avanzate di realizzazione. L’allargamento del Canale di Suez in Egitto, che raddoppierà il numero di passaggi navali portandoli a quasi 100 giornalieri (con un ricavo, per il Governo Egiziano, stimato in 13 miliardi di dollari) e la messa a regime del secondo terminal container del Porto di Tanger Med che ha registrato nel 2014 il nuovo record di traffico con oltre 3.000.000 di Teus. Queste notizie vanno ad avallare la teoria che auspica una sempre maggiore centralità, in prospettiva futura, del Mar Mediterraneo nell’ambito dei traffici internazionali di merci e la possibilità, per l’Italia di avere nuove opportunità commerciali e logistiche.

Parlando di competitors sono, inoltre, recenti le informazioni relative ai nuovi investimenti portuali che il Marocco starebbe per effettuare, pari a circa 1 miliardo di Euro e l’inaugurazione prossima del nuovo terminal del Porto di Rotterdam che sarà gestito dal colosso terminalistico APM del gruppo Maersk; avrà una capacità di 4,5 milioni di Teus, particolarità è che si tratta del primo terminal per contenitori completamente automatizzato, con gru di banchina controllate da remoto e approdo per navi oceaniche.

I dati e le notizie confermano un mondo in movimento e che investe.

Che la maritime economy sia un pilastro per la nostra struttura produttiva ci viene confermato anche dagli ultimi dati al 2014 sull’interscambio marittimo del Mezzogiorno che registra un valore pari a circa 54,6 miliardi di euro. Di questo importo il 16,8% è da assegnare alla Campania con 9,2 miliardi; la modalità del trasporto marittimo pesa per oltre il 45% sul commercio complessivo regionale.

Guardando al trend annuale generale, la Campania mostra, in termini di interscambio, un incremento del +2,2% (-9,3% per il Mezzogiorno e -1,8% per l’ Italia) dovuto per lo più ad un aumento delle importazioni che registrano una crescita del 7,7%. In termini di interscambio, inoltre, i settori che hanno avuto le migliori performance sono quelli dei minerali metalliferi con +42,7%, dell’agricoltura con +13,9% e dell’industria tessile con un +9,6%.

La Campania, con i porti di Napoli e Salerno, ha 5 grandi aree di riferimento nei rapporti commerciali via mare; aree che, nel loro insieme, assorbono circa i tre quarti del volume complessivo; i Paesi dell’Asia Orientale sono al primo posto con il 22,5% del totale scambiato, ma le aree che hanno raggiunto risultati pìù significativi in termini di variazione percentuale annua sono l’Asia Centrale con un +20,3% ed i Paesi dell’America centro-meridionale con un +13,5%.

Partner di significativa importanza sono anche i paesi del Nord Africa che assorbono una quota del 9,7%; negli ultimi anni l’area MED sta registrando importanti performances commerciali con l’Italia, e va ribadito che il 76% degli scambi del nostro Paese con questa zona del mondo avviene con modalità marittima.

SRM monitora costantemente il comparto ed ha realizzato nel 2014 un progetto di ricerca denominato “Osservatorio economico sul trasporti marittimi e la logistica” rivolto a compiere analisi, studi, riflessioni ed a ascoltare i protagonisti del settore, per avere sempre contezza dei fenomeni ad esso collegati ed alle opportunità da cogliere. Occorre, e questo SRM lo ha detto e lo ribadisce, una seria e decisa politica di sviluppo che ponga la portualità al centro delle strategie, unita ad un’incisiva azione rivolta ad incentivare gli investimenti esteri nell’Italia. La partita è iniziata.

 

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