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Barometro Economia | Start up innovative, in Campania voglia di crescita

Nel “Barometro dell’Economia” di maggio SRM segnala che continua la crescita delle imprese guidate da under 35, una parte fondamentale del nostro tessuto imprenditoriale che, oltre a distinguersi per l’alta capacità innovativa, porta avanti l’importante tradizione imprenditoriale del nostro Paese.

Già da alcuni anni, in un clima di difficoltà crescente che vede aumentare i numeri della disoccupazione e diminuire le “aspettative” rispetto alle generazioni precedenti, i giovani hanno infatti compreso l’importanza di costruire in prima persona il proprio futuro. Ed è opinione diffusa che, oggi più che mai, proprio loro sono diventati il vero fattore strategico per dare un nuovo impulso alla crescita economica del nostro Paese; se non altro per il coraggio, la tenacia e la passione che li contraddistingue, elementi importanti per sprigionare quei fattori di competitività che consentono di affrontare con successo i rischi e gli sforzi dell’attività imprenditoriale.

In Italia, a fine 2016, si contano oltre  608mila imprese guidate da giovani con me di 35 anni, il 10% dell’intero tessuto imprenditoriale nazionale. Nei dodici mesi dell’anno, in particolare, i giovani imprenditori dello Stivale hanno messo a segno un saldo di 63.646 unità in più tra aperture e chiusure di imprese, concentrato per il 40% nelle regioni delle Mezzogiorno.

La vitalità imprenditoriale dei giovani italiani si registra, quindi, soprattutto nelle regioni meridionali che, in termini di saldo tra imprese iscritte e cessate, mostrano alcuni dei tassi più alti del Paese; la Basilicata, nello specifico, è la regione in cui le imprese under 35 hanno maggiormente accelerato il passo rispetto al 2015 con un saldo che cresce del +16,7% (pari a 1.078 imprese giovanili in più).

In valori assoluti, invece, un ruolo di primo piano spetta alla Campania, seconda sola alla Lombardia, con oltre 79mila imprese giovanili pari a circa il 13,7% del totale delle imprese della regione (nel Mezzogiorno il 12,5%) ed un saldo annuale che aumenta di 8.600 unità. Ben tre province campane inoltre si collocano tra le prime dieci della classifica nazionale per numero di imprenditori giovani: Napoli al 2° posto, dopo Roma e prima di Milano, e poi Salerno al 6° posto e Caserta all’8° posto.

Queste dinamiche si leggono anche nella crescita delle cosiddette Start up (in particolare quelle innovative) che vedono spesso i giovani quale motore fondamentale in termini di idee, passione e competenze tecnologiche. Solo per dare qualche numero, ad aprile 2017, le start up innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese sono oltre 7.000. Una cifra notevole che evidenzia come la penisola sia terreno fertile per lo sviluppo di questa tipologia di imprese.

Inoltre, se si amplia il campo di osservazione considerando anche le start up che pur producendo innovazione non risultano iscritte ai registri “ufficiali”, le realtà individuate superano le 12mila e 500 unità. I dati, contenuti nell’ultimo Rapporto PMI Mezzogiorno, mostrano come nelle regioni del Sud si contano 2.823 Start up innovative, pari al 22,5% del totale nazionale, delle quali 833 in Campania, 530 in Sicilia e 527 in Puglia, le tre regioni con la presenza più alta. Nel Mezzogiorno, tuttavia, il peso relativo delle start up innovative è inferiore rispetto al resto del Paese con un Nord Ovest che ne assorbe oltre il 30%.

In conclusione, le nuove leve imprenditoriali rappresentate dalle start up innovative racchiudono le chiavi competitive del successo di un impresa (in qualunque settore ed in qualunque latitudine) che si possono declinare nelle cosiddette 5”I”: Impresa ed Imprenditorialità, Investimenti, Innovazione ed Internazionalizzazione.

Le start up innovative, infatti, sono italiane di nascita ma internazionali per passione; piccole ma con tanta voglia di crescere; pronte a scommettere sul futuro e sulle proprie capacità partendo da idee progettuali spesso brillanti. Ma ciò non basta. È necessario costruirvi intorno una struttura adeguata (impresa), con una capacità manageriale ben definita (imprenditorialità) che possa garantire nel tempo le risorse necessarie per effettuare gli investimenti utili a stare sul mercato (innovazione) e volgere il proprio obiettivo in tutte le direzioni possibili (internazionalizzazione).

È compito delle istituzioni, delle banche e del sistema imprenditoriale nel suo insieme provare a fornire alle nuove imprese e alle start up, in particolare a quelle del Mezzogiorno, tutti gli strumenti necessari per vincere la sfida della competizione. Guardare al futuro puntando su esse può essere decisivo per intraprendere un nuovo percorso di crescita.

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

 

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