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Barometro Economia: Start-up nel Mezzogiorno
L’articolo di maggio de “Il Barometro dell’economia” si concentra su tema delle giovani imprese innovative. Perché i giovani hanno compreso, in un clima di difficoltà crescente, che il futuro devono costruirselo da soli al di là dei numeri della disoccupazione e delle “aspettative” purtroppo ribassate rispetto alla precedente generazione.

E’ opinione diffusa che, oggi più che mai, i giovani siano diventati il vero fattore strategico per ripristinare la crescita economica del nostro Paese, se non altro per il loro coraggio la loro tenacia e passione, elementi importanti per sprigionare quei fattori di competitività che consentono di affrontare con successo i rischi e gli sforzi dell’attività imprenditoriale.In Italia al 2014 si contano ben 564.000 imprese giovanili attive ed in tale contesto il Mezzogiorno si presenta come un territorio con una forte intensità di imprenditoria giovanile (sotto i 35 anni) con un peso pari al 40% del totale.Tra le regioni meridionali la Campania ha un ruolo di primo piano: qui sono infatti  presenti 68.460 imprese giovanili circa il 15% del totale delle imprese della regione (nel Mezzogiorno il 17%). Questi numeri confrontati con la media nazionale, pari all’11%, esprimono con evidenza il ruolo ed il peso rilevante che i giovani imprenditori meridionali ricoprono sul territorio. A conferma di ciò, ben tre province campane si collocano tra le prime dieci italiane nella classifica per numero di imprenditori giovani: Napoli al 2° posto, dopo Roma e prima di Milano, e poi Salerno al 6° posto e Caserta all’8° posto.

Queste dinamiche si leggono pienamente anche nella crescita delle cosiddette Start up  (in particolare quelle innovative) che vedono spesso i giovani quale motore fondamentale in termini di idee, passione e competenze tecnologiche. Solo per dare qualche numero, ad Aprile 2015, le start up innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese sono 3.842. Una cifra notevole che segnala come la penisola sia terreno fertile per lo sviluppo di questa tipologia di imprese. Ideate dal legislatore nel 2012, già nel 2013 hanno sfiorato le 1.300 unità ma hanno avuto un ulteriore boom nel 2014, quando ben 1.829 imprese con le caratteristiche di alto valore tecnologico hanno aperto i battenti.

Il Nord Ovest è l’area che ospita il maggior numero di start up (1186, in particolare la Lombardia 842), seguito dal Nord Est (987 con buone performance del Veneto 281). Significativo e degno di attenzione è però il contributo fornito dal Mezzogiorno con 858 imprese, di poco inferiore a quello del Nord Est e superiore a quello del Centro (811). In Campania sono presenti 225 start up innovative pari al 5,9% del totale nazionale.

In conclusione le nuove leve imprenditoriali rappresentate dalle start up innovative, racchiudono le chiavi competitive del successo di un impresa (in qualunque settore ed in qualunque latitudine) che si possono declinare nelle cosiddette 5”I”: Impresa ed Imprenditorialità, Investimenti, Innovazione ed Internazionalizzazione.

Le start up innovative infatti sono Italiane di nascita ma internazionali per passione; piccole ma con tanta voglia di crescere; pronte a scommettere sul futuro e sulle proprie capacità.

Quando un’impresa nasce diventa infatti fondamentale aver ben chiaro che non basta solo una brillante idea progettuale, se questa non viene fortificata e strutturata costruendo attorno ad una struttura adeguata (impresa) con una capacità manageriale ben definita (imprenditorialità) che possa garantire nel tempo le risorse necessarie per effettuare gli investimenti utili a stare sul mercato (innovazione) e volgere il proprio obiettivo in tutte le direzioni possibili (internazionalizzazione).

E’ compito di istituzioni, banche e sistema delle imprese provare a fornire alle start up, in particolare nel Mezzogiorno, gli strumenti necessari per vincere la sfida della competizione.

 

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