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Barometro Economia: I fattori strategici dell’export campano

Il “Barometro dell’Economia” di aprile 2016 evidenzia che all’analisi delle stime per l’anno 2015, anche per la Campania si rilevano i primi segnali di una ripresa – seppur lieve – dell’attività economica con un Pil che cresce – in termini reali – dello 0,3%, in linea con quanto è avvenuto nel Mezzogiorno (0,2%). Un fattore rilevante che favorisce la ripresa è sicuramente la domanda estera, il cui fatturato mostra segnali positivi grazie all’attrattività internazionale dei suoi prodotti di eccellenza.

Nel 2015 le esportazioni della Campania sono risultate in crescita  del 2,8% rispetto  al 2014, superando i 9,7 miliardi di euro. La dinamica dell’export della regione è quindi in ripresa, ma più lenta rispetto al trend dell’area meridionale e nazionale (rispettivamente di +4,0% e +3,8%).

Nel futuro l’export inoltre continuerà a sostenere la nostra economia e ad aumentare ma a ritmi più contenuti: si prevede infatti una crescita per il periodo 2015-19 dell’1,5% in Campania e del 2,0% nel Mezzogiorno.

L’analisi dell’export regionale ci permette di avere una migliore percezione di com’è composta e strutturata l’economia produttiva della Campania e dove essa può tendere.

In particolare, nell’ambito dell’industria manifatturiera campana (che contribuisce all’export totale della regione per una quota vicina al 95%), i settori merceologici che registrano le migliori performance sui mercati internazionali sono il Metallurgico (+10,2%; -5,2% nel Mezzogiorno), l’Industria alimentare (+9,4%; +7,6% nel Mezzogiorno), i Macchinari (+8,7%; +2,4% nel Mezzogiorno). Positivo anche il trend degli Apparecchi elettrici (+4,8%; +16,3% nel Mezzogiorno) e del Legno e carta (+2,3%; +0,3% nel Mezzogiorno).

A premiare la Campania è dunque l’alimentare, settore strettamente legato alla qualità tipica del “Made in Italy”ed il metallurgico  i cui prodotti trovano largo impiego nella meccanica, nella produzione di veicoli, di sistemi di trasporto e di elettrodomestici, settori comunque rilevanti dell’economia campana.

Guardando ai mercati di sbocco, le esportazioni manifatturiere della Campania  e meridionali risultano maggiormente diversificate sui mercati esteri rispetto all’Italia. Lo conferma la loro quota di export verso i paesi dell’Ue28, pari al 51%, valore inferiore rispetto a quello nazionale (55%) il che esprime una maggiore apertura ai mercati extra-europei. Esse si orientano infatti oltre che verso i paesi dell’UE28 (soprattutto Francia, Regno Unito, Germania e Svizzera) in misura maggiore agli USA (9,2%, Italia 8,9%), e poi a seguire anche Giappone (2,9%, Italia 1,4%), Tunisia (2,5%, Italia 0,7%) Canada (2,3%, Italia 0,9%).

In termini di crescita tendenziale le esportazioni verso i Paesi dell’Eurozona (oltre 9,2 miliardi di euro) sono aumentate (+2,9%), mentre registrano performance migliori le esportazioni verso l’Asia orientale ( +10,2% in particolare Giappone +14,3% e Cina +8,1%), il Medio Oriente (+7,7%), l’Africa settentrionale (+6,7%) e l’Asia centrale (+5,0%), soddisfando  anche quella domanda crescente di beni di media/alta gamma  del segmento middle class internazionale.

Cala invece, il dato verso i Paesi europei non Ue (-2,2%) ed in particolare verso la Russia (-41%), verso l’America settentrionale (-4,3%, USA -16,8%), l’America centro-meridionale (-6%), Brasile -44%) e l’Africa centro-meridionale (-5,8%). E’ evidente che la debolezza della domanda nelle economie emergenti si è riflessa anche sull’andamento delle esportazioni campane, la cui crescita verso tali paesi si è arrestata.

In tale contesto, la dimensione internazionale della Campania, pur se indebolita dal rallentamento della domanda delle economie emergenti, grazie alla specializzazione in produzioni d’eccellenza, ed alla maggiore diversificazione dei mercati in cui opera ha tutti i presupposti per accelerare i ritmi di crescita economica futura. Tuttavia, per superare l’attuale raffreddamento della ripresa in Campania, alla spinta delle esportazioni, dovrà sempre più affiancarsi la ripresa della domanda interna, in particolare dei consumi poiché darebbe un grande impulso alle principali e tradizionali produzioni economiche, vere forze propulsive del territorio.

 

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

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