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Comunicato Stampa | Economia del Mare: Opportunità concreta per lo sviluppo economico della Sardegna

Cagliari, 7 settembre 2016 – Le vie del mare asset strategici per lo sviluppo del territorio della Sardegna. Questo il tema del convegno dedicato a “L’Economia del mare” voluto da Intesa Sanpaolo e realizzato in collaborazione con SRM e Confindustria Sardegna Meridionale che lo ha oggi ospitato nella propria sede cagliaritana.

Scarica il comunicato stampa dell’iniziativa
Ad aprire i lavori Francesco Marini, Vice Presidente Confindustria Sardegna Meridionale cui hanno fatto seguito le due relazioni di SRM su Rischi e opportunità al centro del Mediterraneo da parte del Direttore Generale Massimo Deandreis e di Alessandro Panaro, Responsabile Maritime & Mediterranean Economy.

A seguire Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna Intesa Sanpaolo su Il quadro macroeconomico regionale e l’evoluzione connessa alla trasformazione degli scenari marittimi, Roberto Farci, Segretario Generale Autorità Portuale Cagliari, Il porto di Cagliari: sfide e prospettive, Massimo Mura, Amministratore Delegato Tirrenia – Gruppo Moby, Progetti e iniziative per lo sviluppo del turismo e del territorio, Stefano Visone, Direttore Commerciale Imprese Regione Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna Intesa Sanpaolo, Il ruolo della banca a sostegno dell’economia marittima. A chiudere i lavori Massimo Deiana, Assessore Regionale Trasporti Regione Sardegna.

Pierluigi Monceri, direttore regionale Intesa Sanpaolo per Lazio, Sardegna, Toscana e Umbria: “L’analisi di SRM e la conoscenza delle dinamiche economiche della regione danno grande evidenza ed importanza al ruolo strategico dell’economia del mare, intesa in tutte le sue declinazioni. Il sistema portuale di Cagliari è uno dei più importanti in Italia ma presenta ancora grandi possibilità di crescita. E’ uno sviluppo assolutamente necessario per assicurare all’Isola tutte le opportunità di crescita e rafforzare la sinergia con altri comparti, in particolare con quello turistico, e per favorire la spinta all’internazionalizzazione per il settore agroalimentare e manifatturiero.”

Massimo Deandreis, “La nostra ricerca evidenzia che nonostante il contesto di instabilità politica, il Mediterraneo è sempre più centrale nelle rotte globali e nelle strategie degli operatori marittimo-portuali. Questo grazie al nuovo Canale di Suez, al crescente ruolo della Cina ed al recente allargamento del Canale di Panama che avrà impatti anche per noi. La Sardegna per la sua posizione geografica può, meglio di altri, cogliere le opportunità che si aprono e accettare la sfida competitiva che arriva da altri porti mediterranei. Puntare con più convinzione sul cluster marittimo e sull’attuazione della Riforma Delrio diventa quanto mai strategico per una regione che ha il 93% del suo interscambio via mare e dove, ogni anno, passano dai suoi porti oltre mezzo milione di turisti”.

 

Il report di SRM
La Sardegna e il ruolo della filiera “ Mare”
Il 93% dell’import-export della regione avviene via mare per un valore pari a 10,8 mld€. La forte componente legata al comparto del petrolio greggio, pari all’89% del totale, – i cui prezzi hanno subito un forte calo – ha condizionato il trend dell’ultimo periodo. Il Medio Oriente e il Nord Africa sono principali Aree di riferimento per il commercio estero della Sardegna: pesano insieme per il 44%.

Il ruolo del Porto di Cagliari per la filiera “Mare” della Sardegna
Al 2015 il porto vanta primati di rilievo nelle classifiche italiane:
― 2° per movimentazione di rinfuse liquide (28,3 mln tonnellate)
― 3° per merci complessivamente movimentate (41 mln tonnellate)
― 5° per container (748 mila TEU)
Interessanti sono le prospettive relative alle crociere e al segmento Ro-Ro:
Crociere, 10° in Italia con 267 mila passeggeri, ma con tassi di crescita importanti (+226% sul 2014). Aspettative interessanti per il segmento luxury.
Ro-Ro (trasporto marittimo di autoveicoli), 12° in Italia con 3,7 mln di tonnellate, ma mostra ottime performance (+22% sul 2014). La Sardegna movimenta il 10,7% del traffico italiano.
― La struttura del traffico merci evidenzia la vocazione rinfusiera del porto con prevalenza del «liquid», con 28,2 milioni di tonnellate.
Importante la componente container che denota anche una capacità prospettica del porto in termini logistici. Attualmente la quota di traffico di transhipment (i container trasbordati da una nave all’altra) è molto elevata e raggiunge l’83% del totale.

Il turismo in Sardegna: tra i suoi punti di forza e di debolezza una possibile chiave di successo
La regione si caratterizza per un’offerta turistica di elevata qualità e di carattere balneare. La Sardegna è la prima regione italiana per concentrazione della domanda alberghiera in strutture di qualità di 4 e 5 stelle: 65% delle presenze (Italia 44%). La ricchezza e la varietà dei siti turistici permettono alla Sardegna di essere uno snodo passeggeri significativo e in crescita. I turisti transitati per lo scalo nel 2015 sono stati 525 mila, in aumento del 59% rispetto al 2014. Questo importante aumento è riconducibile principalmente all’acquisizione nel corso del 2015 di nuovo traffico crocieristico in transito da Cagliari e di ulteriori rotte definite dagli armatori. I passeggeri delle navi da crociera sono stati 267 mila, con un aumento del 226% sul 2014. Lo studio segnala inoltre che a luglio 2016 è stato inaugurato il nuovo Terminal crociere sul Molo Rinascita che arricchisce e qualifica l’offerta del porto di Cagliari.

L’impatto economico sul territorio: il moltiplicatore del V.A. turistico
Il turismo è un «settore» trasversale in grado di attivare direttamente ed indirettamente ricchezza sul territorio. L’incidenza diretta del settore turistico, in termini di Pil, nella Sardegna sul totale è maggiore della media meridionale e nazionale (7,4% contro il 5,4% del Mezzogiorno ed il 6% dell’Italia).
Il valore aggiunto turistico della Sardegna è di 2,3 mld € pesa il 13,2% sul valore aggiunto turistico meridionale ed il 2,8% su quello nazionale. In Sardegna si stima che per ogni presenza aggiuntiva (sia esso un nuovo arrivo o un prolungamento di presenza) si generano 63,8 euro di Valore Aggiunto, un valore che però risulta inferiore sia al dato medio meridionale (70,8 €) che italiano (103,4 €). Pertanto, in questa regione il ruolo, il peso ed il “valore economico” del Turismo hanno evidenti margini di crescita in sinergie di filiera con altri settori. Un binomio sicuramente vincente potrebbe essere quello tra Turismo ed Agroalimentare, dato che la regione si caratterizza per diverse produzioni di qualità.

I driver possibili di crescita della Sardegna
La filiera Mare rappresenta una importante risorsa del territorio sardo che va dunque potenziata e sostenuta. I possibili driver di crescita di filiera si fondano, come mostra lo studio, su tre assi principali: L’impiego di Fondi Ue e Nuovi investimenti e le Free Zone.
I fondi comunitari della programmazione 2014-2020, pur non essendo direttamente assegnati al porto, dovranno/potranno contribuire a migliorare la filiera Mare; dall’ambiente, ai beni culturali e quindi al turismo o alla competitività del sistema produttivo e sulla sua internazionalizzazione. Tutti aspetti che vanno ad impattare sul porto e di cui occorre tener conto. Si tratta di quasi 1 miliardo di euro da utilizzare con efficacia ed efficienza. Sono inoltre previsti, specificatamente per il porto, dal Piano Operativo Triennale 2016-2018 dell’Autorità Portuale di Cagliari nuovi investimenti per oltre 150 milioni di euro che dovranno rilanciare ulteriormente lo scalo in ambito nazionale ed internazionale.
Le Free Zone possono rappresentare un elemento di attrattiva in quanto richiamano investimenti stranieri, i grandi armatori e i grandi carrier internazionali; comportano uno snellimento delle procedure e degli adempimenti per gli operatori dell’area e permettono una maggiore rapidità per la realizzazione di opere infrastrutturali.

In conclusione la ricerca mostra come il porto di Cagliari possa essere pivot di crescita per l’intera isola se integrato con il territorio in un’ottica logistica e di sinergia turistica con una prospettiva sempre maggiore alla proiezione internazionale combinata a politiche di attrazione degli investimenti, puntando alla realizzazione di free zone e all’uso attento delle risorse destinate agli investimenti.

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