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Confindustria-SRM: Nuovo Check Up Mezzogiorno presentato il 4 agosto a Roma

confindustria2Il 4 agosto Confidustria e SRM hanno presentato a Roma nel corso di una conferenza stampa il numero di Luglio 2016 del Check up Mezzogiorno.

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Confindustria-SRM: Check up Mezzogiorno, Il Sud riparte con vitalità, imprese ed export record ma pesano incertezze.

Il Mezzogiorno ha un potenziale di crescita enorme, investimenti cruciali.

Dopo la piccola ripartenza del 2015, nella quale è cresciuta per la prima volta negli ultimi anni più del Centro-Nord, l’economia del Mezzogiorno è in cerca di conferme nei primi mesi del 2016, quando i segnali positivi devono tenere conto di elementi di incertezza interni ed internazionali che possono condizionarne le prospettive.

Secondo il Check-up Mezzogiorno, curato da Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) i segnali sono contrastanti: le previsioni sulla crescita del PIL restano (di poco) positive (+0,3% nel 2016, secondo le ultime stime), ma le incognite rimangono elevate, sia per fattori interni, sia di instabilità internazionale.

Il clima di fiducia delle imprese, pur restando più elevato della media degli ultimi anni, registra nella prima parte dell’anno un andamento più incerto proprio nel meridione, cosi come la percezione dei consumatori sul clima economico.

Il numero delle imprese torna a crescere, e per la prima volta dal 2008, il saldo torna positivo al Sud (+0,6% con oltre 10mila imprese in più), con poco meno di 1 milione 700mila imprese in attività, anche grazie alla robusta riduzione dei fallimenti in quasi tutte le regioni. Soprattutto, continua la crescita delle imprese di capitali (16mila imprese in più, pari a +6%), più forte rispetto alle altre regioni, quella delle imprese giovanili (oltre 220 mila al Sud), così come delle Start up innovative (+39,2% rispetto allo scorso anno) e delle imprese “in rete” (più di 3.700 a giugno 2016): tutti segnali di grande vitalità imprenditoriale. In parte largamente prevalente, però, si tratta di imprese di piccola e piccolissima dimensione, rafforzando la caratteristica principale del tessuto produttivo meridionale, che resta composto nella quasi totalità di micro e piccole imprese (il 99% delle imprese meridionali ha meno di 49 addetti).

Le esportazioni fanno registrare un record, anche se non mancano delle ombre. Nel complesso, infatti, rispetto al primo trimestre del 2015, l’export meridionale cresce del 2,5% (a fronte di una sostanziale stazionarietà del dato nazionale). In particolare, l’andamento dell’export dei distretti meridionali si conferma positivo, con un aumento medio dell’8,3%, superiore a quello medio dei distretti del Centro Nord (compresi tra il 3 e il 5%). Ma all’interno della macro-area si rafforza la differenziazione dei risultati. Calano, infatti, le esportazioni in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, mentre crescono in Abruzzo, Molise e Basilicata: aumenta in maniera significativa l’export dell’automotive (+32,9%) e dell’elettronica (+22,2%) ma continua il calo dei prodotti della raffinazione (-27,4%), dei prodotti chimici e farmaceutici e, per la prima volta subisce una piccola battuta d’arresto l’agroalimentare (-2,4%), settore cresciuto ininterrottamente anche negli anni della crisi.

Anche la destinazione geografica delle esportazioni meridionali si modifica (e spiega in parte l’andamento dei valori esportati). Sale, infatti, l’export verso i Paesi dell’eurozona (in particolare verso Francia e Germania) e gli USA, sospinto dall’automotive, cala quello verso i BRICS e i Paesi dell’area Med, dove pesano il rallentamento della crescita globale e l’instabilità dell’area: fra questi ultimi, cala soprattutto l’export verso Turchia  (-35%) e Libia (-20%).

Migliora il tasso di occupazione, salito di 0,6 punti percentuali rispetto al I trimestre 2015, con oltre 50mila occupati in più, ma la crescita degli occupati a tempo indeterminato, che ha contribuito non poco a consolidare la fiducia nel corso del 2015, sembra frenare nei primi mesi del 2016, anche a causa della riduzione dell’effetto degli sgravi contributivi. Le assunzioni agevolate nei primi cinque mesi si sono ridotte, infatti, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, di circa il 57%. Resta molto elevata la disoccupazione (superiore al 20%), soprattutto quella giovanile (53,9%) e femminile (22,2%). Il dato sulla Cassa Integrazione, però, si mantiene sui livelli pre-crisi, già raggiunti nel 2015, a conferma della stabilizzazione dell’economia meridionale.

Si stabilizzano le dinamiche creditizie. Nel 2015, infatti, gli impieghi crescono al Sud in misura maggiore (+2,5%) rispetto alle altre ripartizioni (dove anzi calano, ad eccezione del Centro): si rafforza la domanda di credito, e scendono i tassi attivi sulle operazioni a breve, anche se rimane un differenziale di circa 1 punto e mezzo rispetto alla media italiana, che riflette la polarizzazione (più ampia al Sud rispetto al resto del Paese) tra le imprese che vedono migliorare il proprio rating rispetto ad un anno fa e quelle che lo peggiorano. Crescono, tuttavia, anche le sofferenze, che hanno ormai superato la soglia dei 42 miliardi di euro (pari al 15,1% del totale dei crediti concessi) su un totale di 144 sul piano nazionale.

Segnali chiaramente positivi vengono dal turismo: attraverso un costante incremento degli arrivi nei porti (150 mila crocieristi in più nel solo porto di Napoli) e negli aeroporti (+3,4%), non si ferma infatti la crescita delle presenze e della spesa dei turisti stranieri, cresciuti nel 2015 di 500.000 unità. Cresce anche la loro spesa (di quasi mezzo miliardo di euro), con aumenti equamente distribuiti in tutte le regioni. La crescita del 13% degli introiti di musei, monumenti e aree archeologiche conferma che si tratta di un turismo di qualità, in grado di spingere la filiera della cultura, già oggi consistente (14 miliardi di euro di valore aggiunto al Sud e quasi 300 mila occupati) ma che potrebbe generare opportunità di ben altra natura, considerando dotazione e diffusione del patrimonio esistente.

La fotografia del Mezzogiorno all’inizio del 2016 è dunque quella di una area che torna lentamente alla crescita, in cui i segnali positivi, peraltro ancora insufficienti a colmare in tempi brevi i divari apertisi con la crisi, si affiancano ad elementi di incertezza più o meno significativi.  Il terreno perduto tra il 2007 ed il 2014 è davvero molto ampio, e la timida ripartenza del 2015 segna solo la rotta della possibile inversione di tendenza. Il Sud ha un potenziale di crescita enorme, ma è la ripresa degli investimenti privati e pubblici a poter fare la differenza tra la ripartenza e il ripiegamento delle prospettive di crescita.

Il punto chiave è l’irrobustimento del tessuto produttivo. Tornano, infatti, positivi i margini, crescono, sia pure meno della media nazionale, fatturato, valore aggiunto ed investimenti (timidamente anche nelle costruzioni, in maniera più robusta nell’agricoltura). Tuttavia, tali miglioramenti sono concentrati nella componente più strutturata del tessuto produttivo ed imprenditoriale meridionale, quella cioè delle imprese di capitali con oltre 50 addetti, e devono ora  estendersi alla parte restante del tessuto produttivo meridionale, che resta quella maggioritaria.

Altrettanto cruciali gli investimenti pubblici. Grazie all’accelerazione legata alla fase di chiusura dei fondi strutturali 2007-13, le prime stime segnalano un possibile ritorno alla crescita della spesa in conto capitale per il 2015. E’ ora decisivo che questa tendenza si consolidi nel 2016, secondo il profilo di crescita indicato dal DEF e sfruttando gli spazi di flessibilità concessi da Bruxelles con la clausola degli investimenti.

Ancora una volta, è decisivo il ruolo che può essere svolto dai Fondi strutturali. Sfruttando con intelligenza e pienamente tali risorse e quelle nazionali per la coesione (oltre 85 miliardi di euro per i prossimi 8 anni), si possono concretamente declinare politiche più intense ma uguali a quelle necessarie al resto del Paese, capaci di irrobustire gli investimenti pubblici e privati e di ridurre divari storici e più recenti: selezionando con accortezza, grazie ai Patti attuativi del Masterplan, le infrastrutture prioritarie, gli interventi di rigenerazione urbana, quelli per lo sviluppo industriale, quelli per far incontrare i giovani e le imprese. E rendendo ancor più incisivi gli strumenti per la competitività del tessuto produttivo, come il credito d’imposta per gli investimenti, e per l’occupazione, come gli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato.

Il tempo resta la variabile chiave. Sebbene velate di incertezza, le prospettive economiche restano timidamente positive: se il Sud ne sa approfittare, può trainare la ripartenza dell’intero Paese.

 

PIL 2015 per macroaree e previsioni 2016 per il Mezzogiorno (valori percentuali)

2015 2016
Nord-Ovest 1
Nord-Est 0,8
Centro 0,2
Mezzogiorno 1 0,3
Italia 0,8 0,8

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Istat e Svimez


Imprese attive e società di capitali nelle regioni meridionali, II trimestre 2015 e 2016 (valori assoluti e variazioni percentuali)

Imprese attive Società di capitali
II trim 2015 II trim 2016 Variazione % II trim 2015 II trim 2016 Variazione %
Abruzzo 127.506 127.087 -0,3 21.584 22.746 5,4
Basilicata 51.912 52.281 0,7 6.486 7.046 8,6
Calabria 155.410 157.150 1,1 19.198 20.710 7,9
Campania 470.093 475.653 1,2 93.508 99.389 6,3
Molise 30.898 31.004 0,3 4.188 4.479 6,9
Puglia 328.075 330.238 0,7 49.700 52.373 5,4
Sardegna 142.728 142.441 -0,2 20.208 21.170 4,8
Sicilia 366.085 366.801 0,2 51.604 54.504 5,6
Centro-Nord 3.471.865 3.470.567 0 765.311 788.666 3,1
Mezzogiorno 1.672.707 1.682.655 0,6 266.476 282.417 6
Italia 5.144.572 5.153.222 0,2 1.031.787 1.071.083 3,8

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Movimprese

 

Andamento degli impieghi totali* IV trim. 2014 – IV trim. 2015 per macro-aree (valori in miliardi di euro) e andamento delle sofferenze e del tasso di sofferenza, dicembre 2014 – Dicembre 2015

graf1

Mezzogiorno Centro-Nord
Sofferenze** Tasso di sofferenza*** Sofferenze** Tasso di sofferenza***
Dicembre 2015 42.502 15,1 144.558 9,4
Dicembre 2014 37.620 13,7 131.319 8,5

* Impieghi delle banche e della Cassa Depositi e Prestiti

** Valori in milioni di euro

*** Sofferenze/Impieghi totali (valori percentuali); dal 30/06/2011 il dato include le sofferenze relative alla Cassa Depositi e Prestiti.

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Banca d’Italia

 

Differenza del numero di occupati tra il I trim. 2015 ed il I trim. 2016 (valori assoluti, in migliaia)

graf2 

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati ISTAT

 

NEET di 15-34  per titolo di studio e ripartizione territoriale nel 2015 (valori assoluti e percentuali)

Paese/area Nessun titolo di studio, licenza di scuola elementare e media Diploma Laurea e post laurea Totale
Valori assoluti in migliaia
Italia 1.362 1.622 437 3.421
Nord-Ovest 239 287 73 599
Nord-Est 139 199 66 404
Centro 169 275 86 531
Mezzogiorno 815 861 211 1.887
Incidenza %
Italia 28,0 27,4 22,6 26,9
Nord-Ovest 20,2 20,3 13,9 19,2
Nord-Est 17,5 18,4 17,0 17,9
Centro 20,8 23,6 20,3 22,1
Mezzogiorno 39,3 38,3 35,7 38,4

Fonte: elaborazione Confindustria e SRM su dati ISTAT

 

Lo sgravio per le nuove assunzioni a tempo indeterminato*, gennaio – maggio tra  2015 e 2016

Numero assunzioni a tempo indeterminato 2015 2016 Var. %
Mezzogiorno 151.400 65.143 -57,0%
Abruzzo 10.311 3.473 -69,1%
Basilicata 3.963 1.523 -70,3%
Calabria 11.763 4.846 -63,5%
Campania 51.573 21.977 -61,2%
Molise 2.235 837 -64,8%
Puglia 29.038 12.597 -60,7%
Sardegna 10.834 4.232 -66,3%
Sicilia 31.683 15.658 -56,2%
Estero 56 38 -32,1%
Nord-Ovest 103.924 38.377 -63,1%
Nord-Est 75.298 24.773 -67,1%
Centro 96.526 30.510 -68,4%
Totale 427.024 158.841 -62,8%
Numero trasformazioni a tempo indeterminato di rapporto a termine
Mezzogiorno 20.010 7.701 -61,5%
Abruzzo 2.251 641 -71,5%
Basilicata 575 220 -61,7%
Calabria 1.186 391 -67,0%
Campania 5.895 2.241 -62,0%
Molise 324 124 -61,7%
Puglia 4.664 1.936 -58,5%
Sardegna 1.864 804 -56,9%
Sicilia 3.251 1.344 -58,7%
Estero 13 10 -23,1%
Nord-Ovest 42.041 15.200 -63,8%
Nord-Est 31.275 11.748 -62,4%
Centro 26.253 8.767 -66,6%
Totale 119.592 43.426 -63,7%
Mezzogiorno 171.410 72.844 -57,5%
Centro-Nord 375.317 129.375 -65,5%
Totale Estero 69 48 -30,4%
Totale 546.796 202.267 -63,0%

*Rapporti di lavoro instaurati con la fruizione dell’esonero contributivo L. 190/2014 (“Stabilità 2015”) e con la L. 208/2015 (“Stabilità 2016”). Il campo di osservazione è riferito esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi i lavoratori domestici e gli operatori agricoli) e ai lavoratori degli Enti pubblici economici.

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati INPS

 

Le esportazioni nei distretti agro-alimentari del Mezzogiorno, 2015

Mln euro Var. %2014/2015
Conserve di Nocera 969,3 3,4
Alimentare napoletano 732,9 13,6
Ortofrutta del barese 683,2 29,9
Olio e pasta del barese 224 -0,8
Ortofrutta e conserve del foggiano 211 3,6
Mozzarella di bufala campana 194,9 76,3
Agricoltura della Piana del Sele 177,8 10,9
Aimentare di Avellino 158,8 -8,9
Pasta di Fara 140,6 15,8
Ortofrutta di Catania 140,5 10,1
Vini del Montepulciano d’Abruzzo 133,4 8,3
Pomodoro di Pachino 131,6 1,7
Vini e liquori della Sicilia occidentale 88,1 0,7
Lattiero-caseario del sassarese 72,5 16,4

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche – Monitor dei Distretti del Mezzogiorno

 

Esportazioni manifatturiere del Mezzogiorno per settore: I trimestre 2016 (valori cumulati in miliardi di euro e in percentuale)

SETTORE I trim.2016 Variazione % su I 2015 I trim.2016 Variazione % su I 2015
Mezzogiorno Centro-Nord
Prodotti alimentari, bevande e tabacco 1,1 -2,4 5,9 2,7
Prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori 0,5 -1,1 11,5 0,3
Legno e prodotti in legno; carta e stampa 0,1 -8,1 1,9 2,5
Coke e prodotti petroliferi raffinati 1,4 -27,4 0,5 -14,2
Sostanze e prodotti chimici 0,4 -7,4 6,1 2,2
Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici 0,5 -1,8 4,5 4,2
Articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 0,4 0,6 5,6 4,1
Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti 0,6 17,3 9,7 -8,5
Computer, apparecchi elettronici e ottici 0,3 22,2 2,8 2,6
Apparecchi elettrici 0,2 15,1 4,9 -1,5
Macchinari ed apparecchi n.c.a. 0,5 -4,7 16,9 0,8
Mezzi di trasporto 2,7 32,9 8,8 -6,2
Prodotti delle altre attività manifatturiere 0,2 5,6 5,5 2,3
Totale Manifatturiero 8,9 2,1 84,6 -0,6

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Istat

 

Le esportazioni nelle province meridionali (dati I trimestre 2015 – I trimestre 2016); valori in milioni di euro e in percentuale

Totale valore Totale valore
Territorio I trim. I trim. % I Territorio I trim. I trim. % I
2015 2016 2016 2015 2016 2016
su I 2015 su I 2015
Abruzzo 1.745,50 2.032,80 14,9 Calabria 93 85 -8,6
L’Aquila 98,1 136,3 38,2 Cosenza 18,9 16,6 -12,4
Teramo 286,2 306,8 2,6 Catanzaro 14,2 16,6 16,5
Pescara 118,2 123,9 4,8 Reggio Calabria 36 40 11,2
Chieti 1.252,00 1.464,80 17 Crotone 10,6 4,9 -53,8
Molise 83,2 209,3 151,4 Vibo Valentia 13 6,7 -48,2
Campobasso 65,7 189,6 188,6 Sicilia 1.815,10 1.676,60 -7,6
Isernia 17,5 19,7 12,3 Trapani 54,4 60,9 12,1
Campania 2.475,60 2.372,90 -4,2 Palermo 93,5 69,8 -25,4
Caserta 249,5 272,6 9,2 Messina 246 175,2 -28,8
Benevento 41,7 42 0,7 Agrigento 22,7 25,5 12,4
Napoli 1.315,10 1.241,20 -5,6 Caltanissetta 11,2 11,4 1,8
Avellino 256,8 242 -5,8 Enna 1.990,00 2 1,7
Salerno 612,2 574,8 -6,1 Catania 268,1 298,8 11,4
Puglia 1.908,50 1.871,40 -1,9 Ragusa 89,7 89 -0,8
Foggia 176,8 180,3 2 Siracusa 1.027,20 943,7 -8,1
Bari 1.003,00 896,5 -10,6 Sardegna 1.242,10 765,6 -38,4
Taranto 311,3 331,4 6,4 Sassari 38,4 31,1 -19
Brindisi 197,6 219,3 11 Nuoro 19,1 14,8 -22,2
Lecce 108,2 121 11,8 Cagliari 1.084,40 689,5 -36,4
B-A-T 111,3 122,3 9,9 Oristano 12,3 11 -11
Basilicata 518,5 1.132,50 118,4 Olbia-Tempio 12,6 9,4 -25,5
Potenza 448,1 1.046,70 133,6 Ogliastra 52,5 96,5 -99,8
Matera 70,4 85,8 21,8 Medio Campidano 0,4 0,1 -60,6
Carbonia-Iglesias 22,4 9,4 -57,8
Mezzogiorno 9.904,90 10,157,4 2,5        
Italia 97.946,10 97.761,10 -0,2

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM  su dati coeweb

 

Imprese giovanili attive per ripartizione e prime 10 province per numero di imprese giovanili (2015)

Provincia Totale* Totale (%) Imprese giovanili attive nel 2015 Incidenza % su totale imprese giovanili
Roma 37.457 6,6 Nord-Ovest 131.705 24
Napoli 33.414 5,9 Nord-Est 87.267 15,9
Milano 25.556 4,5 Centro 109.297 19,9
Torino 22.069 3,9 Mezzogiorno 220.255 40,2
Bari 16.480 2,9 Italia 548.524 100
Salerno 14.322 2,5
Palermo 12.218 2,2
Catania 12.175 2,2
Caserta 11.306 2
Brescia 11.046 2
Italia 564.000 100

* Dati riferiti al 2014

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Unioncamere, 2015

 

Start-up innovative* nelle regioni meridionali, valori assoluti e composizione percentuale

Start-up innovative Start-up innovative Incidenza (%) Var.% Aprile 2016
(Apr. 2016) (Apr.2015) sul totale in Italia su Aprile 2015
Abruzzo 121 73 2,2 65,8
Basilicata 41 25 0,8 64
Calabria 130 98 2,4 32,7
Campania 330 235 6,1 40,4
Molise 20 16 0,4 25
Puglia 207 160 3,8 29,4
Sardegna 143 117 2,6 22,2
Sicilia 254 171 4,7 48,5
Mezzogiorno 1.246 895 22,9 39,2
Centro-Nord 4.193 3.154 77,1 32,9
Italia 5.439 4.049 100 34,3

*Le start-up innovative sono società di capitali di diritto italiano, costituite anche in forma di cooperative, o società europee, che hanno sede in Italia e rispondono a determinati requisiti e hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Le start-up innovative sono disciplinate dalla legge n. 221/2012

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Registroimprese.it aprile 2016

 

 

Visitatori e introiti di Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali (anno 2015)

Istituti Gratuiti Istituti a pagamento Totale Di cui non paganti (% sul totale visitatori) Introiti Lordi* IntroitiNetti Var. % introiti netti
Visitatori 2015 su 2014
Abruzzo 13 6 160.904 80,90% 70.497 70.497 14,4
Basilicata 5 12 256.241 71,10% 186.406 186.406 44,4
Calabria 12 5 357.212 72,60% 408.788 356.295 -14,2
Campania 35 40 7.070.615 45,80% 35.485.643 30.938.989 13,1
Molise 8 5 76.044 80,70% 28.464 28.464 9,3
Puglia 10 11 591.173 51,90% 1.190.167 870.917 41,5
Sardegna 8 11 464.894 54,70% 1.155.384 552.770 0,5
Mezzogiorno 91 90 8.977.083 49,40% 38.525.349 33.004.338 13,2
Centro-Nord 136 188 34.311.283 52,80% 116.913.045 92.230.122 14,4
Italia 227 278 43.288.366 52,10% 155.438.394 125.234.459 14,4

* Al lordo della quota spettante al concessionario del servizio biglietteria, ove presente

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati MIBACT – Ufficio di Statistica 2016

 

Spesa dei viaggiatori stranieri nelle Regioni del Mezzogiorno, anni 2014-2015 (dati in milioni di euro)

Regione visitata                                                                 Motivi personali Motivi di lavoro Totale
Totale di cui: vacanze
2014 2015 2014 2015 2014 2015 2014 2015
Abruzzo 151 149 64 85 44 45 195 194
Basilicata 71 36 29 20 12 5 83 41
Calabria 143 146 65 81 25 15 168 161
Campania 1.422 1.610 1.088 1.132 123 191 1.545 1.800
Molise 21 29 4 2 3 1 23 30
Puglia 416 450 269 308 105 93 521 544
Sardegna 564 575 475 446 33 33 597 608
Sicilia 1.426 1.596 1.244 1.428 70 31 1.496 1.627
Centro-Nord 23.341 24.365 17.748 18.932 5.350 5.439 28.690 29.804
Mezzogiorno 4.213 4.591 3.238 3.501 415 413 4.629 5.005
* Dati non ripartibili 867 696 840 662 54 52 922 748
Italia 28.422 29.652 21.827 23.096 5.819 5.904 34.240 35.556

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Banca d’Italia

 

Numero dei viaggiatori stranieri nelle Regioni del Mezzogiorno, anni 2014-2015 (dati in migliaia e percentuali)

Motivi personali Motivi di lavoro Totale Totale in %
Totale di cui: vacanze di cui:vacanze in %
2014 2015 2014 2015 2014 2015 2014 2015 2014 2015 2014 2015
Abruzzo 246 283 112 145 0,2 0,2 73 92 319 375 0,3 0,4
Basilicata 115 74 70 48 0,1 0,1 14 22 130 96 0,1 0,1
Calabria 161 219 82 120 0,1 0,2 26 20 187 239 0,2 0,2
Campania 2.636 2.783 2.127 2084 3,6 3,4 310 346 2.947 3.129 2,9 3
Molise 59 41 10 7 0 0 6 6 65 47 0,1 0
Puglia 883 897 601 650 1 1,1 199 215 1.083 1.112 1,1 1,1
Sardegna 919 1075 790 849 1,4 1,4 43 47 961 1122 0,9 1,1
Sicilia 2.683 2848 2.452 2581 4,2 4,2 91 64 2.773 2.912 2,7 2,8
Centro-Nord 68.676 78.668 46.033 55.528 78,4 89,5 17.947 17.256 86.625 95.924 84,6 91,4
Mezzogiorno 7.702 8219 6.243 6484 10,6 10,5 763 811 8.465 9.030 8,3 8,6
Non ripartibili 6.517 5849 6.456 5763 11 9,3 812 833 7.329 6.682 7,2 6,4
Italia 82.896 86.887 58.732 62.012 100 100 19.523 18.067 102.419 104.954 100 100

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Banca d’Italia

 

Le risorse della Politica di Coesione per la programmazione 2014-20 (valori in milioni di euro)

Risorse UE Risorse nazionali
(cofinanziamento ai fondi UE, FSC, PAC)
Totale risorse
Totale di cui: Mezzogiorno Totale di cui: Mezzogiorno Totale di cui: Mezzogiorno
A) Fondi SIE * 42.667,9 29.275,7 30.956,5 16.582,7 73.624,4 45.858,4
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 20.650,4 17.243,4 11.999,2 8.592,2 32.649,5 25.835,6
Fondo sociale europeo (FSE) 10.468,4 6.307,3 8.086,2 4.024,8 18.554,6 10.332,1
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) 10.444,4 5.456,5 10.430,4 3.965,8 20.874,7 9.422,3
Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP) 537,3 440,8 978,1
Iniziativa Occupazione Giovani 567,5 268,4 567,5 268,4
B) Programmi della Cooperazione Territoriale Europea 1.136,8 200,6 1.337,4
C) Programma per gli aiuti europei agli indigenti – FEAD 670,6 118,3 788,9
D) Programmi Complementari  – Piani Azione e Coesione 7.425,3 7.425,3 7.425,3 7.425,3
E) Fondo Sviluppo e Coesione 39.690,1 31.752,1 39.690,1 31.752,1
Totale 44.475,3 29.275,7 78.390,9 55.760,1 122.866,2 85.035,8

* Includono le risorse UE e di cofinanziamento di tutti i programmi regionali e nazionali

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Agenzia per la Coesione Territoriale

 

Le regioni italiane e l’Indice di qualità delle infrastrutture nell’UE* (anno 2013)

Posizione Regioni NUTS 2 Paese
1 Distretto di Colonia DE
2 Provincia di Liegi BE
3 Limburgo NL
4 Brabante Settentrionale NL
5 Distretto di Düsseldorf DE
44 Lombardia IT
67 Lazio IT
70 Piemonte IT
76 Emilia Romagna IT
80 Veneto IT
90 Liguria IT
103 Valle D’Aosta IT
104 Toscana IT
112 Campania IT
113 Provincia Trento IT
121 Umbria IT
122 Friuli Venezia Giulia IT
132 Provincia Bolzano IT
144 Abruzzo IT
171 Puglia IT
177 Molise IT
184 Basilicata IT
194 Sicilia IT
211 Calabria IT
231 Sardegna IT
257 Melilla città autonoma ES
258 Isole Åland FI
259 Guadalupa GP
259 Guyana francese FR
259 Reunion FR

* I parametri considerati sono 3 (accessibilità stradale, accessibilità ferroviaria e numero di passeggeri voli aerei).

Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su dati Commissione europea

 

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