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L’apertura internazionale delle regioni italiane – 2013

La seconda edizione del Rapporto evidenzia la crescita – nonostante la crisi – dell’apertura internazionale delle regioni italiane negli ultimi sette anni.  La crescita ha avuto intensità diverse a seconda delle regioni, confermando che l’Italia è una media di realtà molto diverse tra loro. La classica lettura Nord-Sud non è però la principale chiave di differenziazione. A fare da traino sono infatti il Nord-Ovest e il Mezzogiorno, anche se quest’ultimo rappresenta l’area più in ritardo nel confronto con le altre ripartizioni sul livello di internazionalizzazione.
L’analisi prende in considerazione tre componenti: sociale, economica e infrastrutturale. Inoltre, il Rapporto presenta un focus sul grado di internazionazionalizzazione regionale di Italia e Germania, con un confronto specifico tra le regioni del Mezzogiorno e i laender tedeschi.

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L’apertura internazionale delle regioni italiane – 2011

Il Rapporto 2011 sull’apertura internazionale delle regioni italiane ha condotto a risultati interessanti e in qualche modo anche inattesi. Il primo dato che emerge dall’indice generale ci conferma che l’Italia e la quasi totalità delle sue regioni (19 su 20) hanno mostrato nell’ultimo quinquennio (nonostante la crisi) una crescita spesso anche significativa del loro grado di apertura internazionale.
E’ un dato positivo che non era scontato.
La crescita ha avuto intensità diverse a seconda delle regioni, confermandoci che l’Italia è una media di realtà molto diverse tra loro. La classica lettura Nord-Sud non è la principale chiave di differenziazione. Contano le dimensioni del sistema produttivo regionale, il grado di coesione e di attrazione sociale e il livello di connessione infrastrutturale.

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