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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2017

Continua la risalita del Mezzogiorno, trainata dalle sue imprese: questa, in sintesi, la fotografia che emerge dal Check Up di metà anno che Confindustria e SRM (centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) dedicano all’economia e alla società meridionale. Dopo un 2015 che ha visto crescere le regioni del Sud più della media nazionale, le anticipazioni relative al 2016 confermano la tendenza alla crescita moderata, che dovrebbe proseguire anche nella prima parte del 2017.
Tale tendenza è confermata dall’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale, elaborato da Confindustria e SRM, che mostra tutti gli indicatori in crescita (come già alla fine del 2016). In particolare, continua la crescita del PIL (+0,9% nel 2016), su livelli non molto lontani da quelli del 2015 (+1%), trainata dall’industria in senso stretto (il cui valore aggiunto è cresciuto, nel 2016 del 3,4%, oltre 2 punti in più della media nazionale). Quattro indicatori su cinque, ad eccezione dell’export, sono – tuttavia- ancora al di sotto dei livelli pre-crisi.

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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2016

Prosegue la timida ripartenza dell’economia del Mezzogiorno avviatasi nel corso del 2015, ma il suo ritmo si mantiene ancora contenuto. Le stime del Check-up Mezzogiorno, curato da Confindustria e SRM, confermano, infatti, il miglioramento delle prospettive dell’economia meridionale per il 2016, come evidenziato dai valori dell’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale: per la prima volta dall’inizio della crisi, tutti e cinque gli indicatori utilizzati (PIL, Export, Occupazione, Imprese e Investimenti) fanno registrare valori positivi. Secondo le stime, dovrebbe proseguire nel 2016, sia pure più lentamente (+0,5%), la crescita del prodotto registrata nel 2015, quando il PIL era cresciuto nelle regioni meridionali più che nel resto del Paese (+1,1% contro lo 0,6% del Centro-Nord). Le previsioni per il 2017 (+0,7%) vedono proseguire questa moderata espansione. Una robusta accelerazione dei processi di crescita, già a partire dai primi mesi del 2017, è dunque urgente e decisiva, e deve avere al centro l’impresa meridionale.

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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2016

Dopo la piccola ripartenza del 2015, nella quale è cresciuta per la prima volta negli ultimi anni più del Centro-Nord, l’economia del Mezzogiorno è in cerca di conferme nei primi mesi del 2016, quando i segnali positivi devono tenere conto di elementi di incertezza interni ed internazionali che possono condizionarne le prospettive.
Secondo il Check-up Mezzogiorno, curato da Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) i segnali sono contrastanti: le previsioni sulla crescita del PIL restano (di poco) positive (+0,3% nel 2016, secondo le ultime stime), ma le incognite rimangono elevate, sia per fattori interni, sia di instabilità internazionale.
Il clima di fiducia delle imprese, pur restando più elevato della media degli ultimi anni, registra nella prima parte dell’anno un andamento più incerto proprio nel meridione, cosi come la percezione dei consumatori sul clima economico.

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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2015

Segnali di ripartenza al Sud. Si infittiscono i segnali positivi, secondo il rapporto, è necessario sostenerli nel 2016 con l’accelerazione dei programmi UE 2014-20 e il Credito d’imposta per gli investimenti. I segnali di vitalità dell’economia meridionale, visibili già nella prima parte dell’anno, si sono infittiti, tanto da far prevedere la possibilità di valori timidamente positivi per il PIL meridionale già alla fine del 2015. Secondo le stime di Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), il PIL del Mezzogiorno dovrebbe infatti tornare a salire dello 0,2% nel 2015 ed in maniera un po’ più robusta nel 2016 (+1%): in un caso e nell’altro, però, la crescita attesa è inferiore a quella del resto del Paese.

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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2015

I primi, timidi, segnali positivi tornano ad essere registrati anche al Sud dopo 7, lunghissimi, anni di crisi ininterrotta: il primo, simbolico aumento dell’occupazione (+0,8% nel primo trimestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014) è il più recente di tali segnali. Altrettanto più significativo è il dato sull’utilizzo della Cassa Integrazione, che si è sostanzialmente dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2014. Siamo ben lontani dal valore del 2007, ma si tratta di un segnale abbastanza chiaro di stabilizzazione dell’economia meridionale, come lo è il buon andamento del fatturato per le imprese meridionali di medie dimensioni: segnali che sembrerebbero indicare il progressivo arrestarsi della caduta e l’avvicinarsi di una possibile inversione di tendenza.

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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2014

Oltre 40 mila imprese in meno; investimenti in calo di oltre 29 miliardi di euro; quasi 700 mila posti di lavoro perduti; 125 mila lavoratori in Cassa Integrazione; quasi una persona su due ha rinunciato a cercare un lavoro regolare; PIL in calo di oltre 51 miliardi di euro. Questo il bilancio di sette anni di crisi secondo il Check-up Mezzogiorno, elaborato da Confindustria e SRM per fare il punto sullo stato di salute dell’economia meridionale. Un rapporto che evidenzia un Mezzogiorno sfiduciato, ma ancora ricco di risorse e di imprese che hanno rinviato i loro investimenti in attesa di prospettive più chiare, e che hanno bisogno di un tessuto sociale e soprattutto istituzionale che reagisca con vigore. Il recupero della fiducia appare pertanto la principale ricetta di politica economica capace di agganciare il Sud alla possibile ripresa del 2015: lo sblocco di questo stand-by può venire da uno stimolo esterno.

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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2014

Il numero di luglio 2013 del Check Up Mezzogiorno racchiude in pochi dati la durezza degli effetti della crisi sull’economia del Mezzogiorno, che ha conosciuto nel 2013 il suo punto più basso. E i primi mesi del 2014 confermano questa tendenza negativa: il saldo tra imprese iscritte e cessate è negativo per oltre 14mila unità. Dall’inizio dell’anno hanno infatti cessato la propria attività 573 imprese meridionali al giorno, con i fallimenti in crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2013.
L’Indice Sintetico del Checkup elaborato da Confindustria e SRM è sceso nel 2013 al di sotto del minimo registrato nel 2009. A deprimere l’Indice è soprattutto il dato degli investimenti pubblici e privati, diminuiti di quasi 28 miliardi tra il 2007 e il 2013: un calo di oltre il 34%, con punte di quasi il 47% nell’industria in senso stretto e del 34% nell’agricoltura e nella pesca, che pure sono settori in cui è forte la specificità del Mezzogiorno. In particolare, frenano gli investimenti pubblici: tra il 2009 e il 2013, infatti, la spesa in conto capitale nel Mezzogiorno si è ridotta di oltre 5 miliardi di euro, tornando ai valori del 1996, contribuendo alla riduzione del numero e del valore degli appalti pubblici. In calo di numero, ma soprattutto di valore (da 8,6 miliardi a poco più di 5) sono anche le gare di partenariato pubblico-private bandite nel Mezzogiorno.

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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2013

Al termine del sesto anno consecutivo di crisi, il Mezzogiorno ha bruciato una fetta significativa della propria ricchezza: tenendo conto delle stime per il 2013, saranno 43,7 i miliardi di euro di PIL perduti dall’economia meridionale tra il 2007 e il 2013. L’analisi di Confindustria ed SRM mostra alcuni timidi segnali di crescita osservabili a fine 2013, ma anche se questi verranno confermati, il vero pericolo è che si possa produrre nel 2014 una debole “ripresa senza occupazione”, in cui i posti di lavoro creati non saranno sufficienti a compensare quelli perduti per effetto della ristrutturazione in atto. Ciò rende urgente un cambio di passo nel generale orientamento delle politiche economiche del Paese e, in particolare, delle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno. Da un lato è necessario intervenire con urgenza per realizzare alcune delle riforme strutturali; dall’altro, con particolare riferimento al Mezzogiorno, è fondamentale il ruolo che possono svolgere le Politiche di Sviluppo, sia nel breve, sia nel lungo periodo.

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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2013

Il numero di luglio 2013 del Check Up Mezzogiorno mostra che l’economia delle regioni meridionali soffre pesantemente il perdurare della crisi e rischia di non cogliere i primi segnali di ripresa. Al Sud solo nei primi 3 mesi del 2013, hanno chiuso i battenti quasi 50mila imprese, 552 cessazioni al giorno. In totale con la crisi, dal 2007 al 2012, nel Mezzogiorno si sono registrate 131mila cessazioni con un saldo netto negativo di 15mila imprese perse. È in questa fase che diventa dunque prioritario difendere la base produttiva. Questo deve essere il punto fermo dell’azione del Governo sul Mezzogiorno: un utilizzo pieno ed efficace dei fondi strutturali, concentrato in particolare su impresa e lavoro. Il loro utilizzo però deve essere mirato: rifinanziamento del Fondo di Garanzia e ricapitalizzazione dei Confidi; sostegno agli investimenti delle imprese e agli acquisti di macchinari; riapertura dei cantieri di piccole e grandi opere; realizzazione dei Grandi Progetti infrastrutturali. Sono queste le quattro priorità su cui concentrare le risorse.

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Check up Mezzogiorno – Dicembre 2012

La collaborazione tra Confindustria Mezzogiorno ed SRM  prosegue con l’analisi dello stato di salute delle imprese, fotografate nel quadro economico congiunturale. Il nuovo numero di “Check up Mezzogiorno” pur evidenziando i duri effetti economici e sociali della crisi, segnala, per le imprese meridionali, una ripresa delle esportazioni verso i mercati internazionali. Tale vivacità andrebbe peraltro accompagnata da una riflessione sulla adeguata dimensione aziendale per competere, in particolare per il tessuto imprenditoriale meridionale, caratterizzato da aziende di piccola dimensione. C’è da osservare che l’incremento delle società di capitali al Sud, doppio rispetto al Centro-Nord, rappresenta un ulteriore segnale di buon auspicio se unito ad una maggiore predisposizione alle reti o alla aggregazione di imprese volte a superare lo scoglio dimensionale.

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SOCI FONDATORI E ORDINARI

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