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Economia del Mare: SRM con Intesa Sanpaolo a Civitavecchia

Civitavecchia, 11 ottobre 2017 – Le vie del mare asset strategici per lo sviluppo del territorio laziale. Questo il tema del convegno dedicato a “L’Economia del mare” organizzato da Intesa Sanpaolo nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Ad aprire i lavori la relazione “Rischi e opportunità al centro del Mediterraneo” di Alessandro Panaro, responsabile Maritime & Mediterranean Economy di Srm (Studi Ricerche Mezzogiorno). A seguire l’intervento di Pierluigi Monceri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo su “Il quadro macroeconomico regionale e l’evoluzione connessa alla trasformazione degli scenari marittimi” e di Francesco Maria di Majo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale suIl sistema portuale: sfide e prospettive per il territorio”. Francesco Abate, Short Sea Manager Grimaldi Group, e Marco Palomba, imprenditore Marittimo e rappresentante Gruppo Grandi Navi veloci sono intervenuti suProgetti e iniziative per lo sviluppo del sistema marittimo”. In chiusura Marcello Di Martino, direttore Commerciale Imprese di Intesa Sanpaolo ha parlato del “Ruolo della banca a sostegno del territorio”

Pierluigi Monceri, direttore regionale Intesa Sanpaolo: “L’analisi di SRM e la conoscenza delle dinamiche economiche della regione danno grande evidenza ed importanza al ruolo strategico dell’economia del mare, intesa in tutte le sue declinazioni e del sistema portuale di Civitavecchia  uno dei più importanti in Italia, ma che ha ancora grandi possibilità di crescita. È uno sviluppo assolutamente necessario per assicurare alla regione tutte le possibili opportunità di crescita.

Alessandro Panaro, responsabile Maritime & Mediterranean Economy di SRM: “Lo studio mette in risalto l’importanza dell’economia marittima per l’Italia e il Mezzogiorno. Parliamo di una filiera che in Italia vale circa 44 miliardi. Nel Lazio il 26% dell’import-export avviene via mare e Civitavecchia gioca un ruolo da protagonista non solo locale ma nazionale. È il primo porto in Italia per traffico dei crocieristi e il secondo in Europa ed ha grosse potenzialità nell’ulteriore sviluppo del traffico Ro-Ro. ”

 

Il report di SRM – Economia del Mare – Civitavecchia

Crociere

Civitavecchia è il primo porto crocieristico d’Italia ed un punto di riferimento per il Turismo nazionale con oltre 2,3 milioni di crocieristi ed è il secondo in Europa. È la «porta» di accesso marittimo alla Capitale. Civitavecchia è infatti localizzata in posizione strategica considerando anche l’impianto ferroviario attuale costituito dalle linee ad alta velocità che consentono di raggiungere Napoli in un’ora e Firenze in un’ora e mezza. Anche nel 2017 sono previsti arrivi per oltre due milioni di crocieristi; valore che in Europa condivide solo con Barcellona. E’ da segnalare che Civitavecchia nel 2000 totalizzava 392.000 crocieristi ed oggi ne conta 2,3 milioni.

Il porto di Civitavecchia conta la presenza di compagnie armatoriali che nel settore delle crociere rappresentano il 50% del mercato nel Mediterraneo. (Il terminal crociere di Civitavecchia: il Roma Cruise Terminal (RCT), è una società formata dai big del settore si tratta di Costa Crociere, MSC e Royal Caribbean Cruises). Roma accoglie ogni anno circa 10 milioni di turisti e quindi Civitavecchia ne rappresenta il naturale sbocco per la via marittima. La destagionalizzazione delle crociere, garantita anche dalle attrazioni culturali e enogastronomiche oltre che dal balneare è, inoltre, un segnale positivo per il territorio.

Traffico Passeggeri e Merci

Il porto, per numero di passeggeri, è al 7° posto in Italia con 1,8 milioni di persone; in aumento dell’8% rispetto al 2015. Anche al 1 semestre 2017 sul precedente, la variazione è positiva (+4,8%). Nel complesso Civitavecchia al 2016 ha gestito 16,8 milioni di tonnellate di merci in aumento del 6,4% negli ultimi 4 anni. Nel 1° semestre sono quasi 8 milioni di tonnellate movimentate.

Nell’ambito del traffico merci la quota maggiore è costituita dalle rinfuse solide che coprono il 36% del totale, seguite dalle liquide con il 32% del totale e dal Ro-Ro (Roll-on Roll-off, vale a dire navi specializzate nel trasporto di autovetture e mezzi pesanti gommati) con il 28%, mentre una quota residuale è coperta dalle merci in container (4%). Nel segmento del Ro-Ro con quasi 5 milioni di tonnellate il porto ha registrato buone performance con un incremento di traffico del 16% negli ultimi 5 anni. Inoltre, al primo semestre 2017 registra già 2,3 milioni di tonnellate. Nel segmento Civitavecchia presenta, ad esempio, collegamenti sia con i porti mediterranei (es. Barcellona, Tunisi e Malta) sia con quelli extra mediterranei (come ad es. New York).

Imprese, valore aggiunto, Import ed Export

Roma è la prima provincia italiana per valore aggiunto prodotto dal Mare con 6,8 mld di euro pari al 16% del dato nazionale. Con 700 imprese del cluster marittimo, è 6° in Italia (7% del totale nazionale).

Il Lazio, per il suo posizionamento, è un nodo strategico di collegamento logistico degli assi viari terrestri e marittimi. Proprio quest’ultimo è un’importante segmento di traffico; la quota di import-export via mare della regione è il 26%, pari a 8 miliardi di euro. Attraverso questa via che serve specialmente l’UE28% (28,3%) e il Medio Oriente (15,6), viaggiano principalmente merci del settore Mezzi di Trasporto (oltre il 44% del totale scambiato), i prodotti Petroliferi e Coke (19%), Chimici e Agro-Alimentare entrambi con il 7%.

Diporto Nautico

Con oltre 8.600 posti barca complessivi ed oltre 200 posti dedicati ai mega yacht il Lazio ha un buon posizionamento in Italia nel diportismo considerate le potenzialità economiche di questo settore fortemente connesso al turismo.

La spesa di queste unità, nelle acque italiane, è stata stimata in 209 milioni di euro (stima basata su un campione di 1.200 unità in transito, per una permanenza media di 3,8 giorni e con una spesa media giornaliera di 8.900 euro).

La nautica da diporto, ha un ottimo moltiplicatore di occupazione: infatti un occupato nel settore genera altri 6,4 occupati nel sistema economico. Un euro speso, ne attiva 4 nell’economia.

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