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Internazionalizzazione Lombardia

La regione Lombardia, con un indicatore di Apertura internazionale pari a 131,90, si posiziona al 1° posto nella classifica regionale del sistema Italia. Essa, rispetto alle altre regioni, eccelle essenzialmente nell’internazionalizzazione di tipo “economico” occupando il primo posto della graduatoria.

Tale regione sta seguendo, nel periodo 2006/2012, un percorso di crescita positivo, in linea con quello del Nord-Ovest e dell’Italia, il cui indice dinamico di apertura internazionale, che nel 2012, misura 11.449 si mantiene su livelli leggermente inferiori (12.154 nel  Nord Ovest e 11.830 in Italia).

Analizzando i singoli indicatori si rilevano le seguenti caratteristiche:

  • L’indice economico di apertura internazionale misura 138,05, un valore superiore rispetto a quello delle altre aree geografiche grazie alle buone performance di tutte le variabili sottostanti, ma in particolare di quelle relative alla  propensione al commercio internazionale di merci, ed alla propensione alla creazione di lavoro attraverso gli investimenti esteri. Le rispettive variabili, risultano, infatti, superiori al dato del Nord-Ovest e dell’Italia. In riferimento al trend, l’indice dinamico IIE, che presenta valori molto vicini a quelli delle suddette aree geografiche, presenta un calo nel 2009 che va a scuotere quella generale stazionarietà avutasi negli anni precedenti ma sbloccata subito negli anni successivi quando si rileva una leggera e continua ripresa;

 

  • L’indice sociale di apertura internazionale, misura 127,32, occupando il terzo posto nella classifica nazionale. Analizzando le relative variabili, si evince il considerevole peso della popolazione, dei lavoratori e dei turisti stranieri, superiore a quello del Nord-Ovest e dell’Italia. Tale indice presenta una continua crescita nel periodo 2006-2012, in linea con quella delle altre aree geografiche, assumendo, un tasso di crescita leggermente inferiore;

 

  • L’indice infrastrutturale di apertura internazionale misura 74,17 e si caratterizza per un considerevole peso dell’incidenza dei movimenti aerei internazionali, leggermente superiore a quello del Nord-Ovest e dell’Italia, ma una scarsa incidenza della movimentazione della merce straniera via mare, la quale risulta, invece, molto al di sotto di quella del Nord-Ovest e dell’Italia. Dall’analisi del trend si evince un generale calo dell’indice dinamico IIF nel periodo 2006-2012, mantenendo un livello ancora inferiore a quello del 2006 (10.000 nel 2006 e 9.573 nel 2012).

 

 

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