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Maritime Economy: SRM a Cagliari con Intesa Sanpaolo

cagliari-1Cagliari, 12 settembre 2017 – Le vie del mare asset strategici per lo sviluppo del territorio della Sardegna. Questo il tema del convegno dedicato all’economia del mare voluto da Intesa Sanpaolo e realizzato in collaborazione con Confindustria Sardegna Meridionale che lo ha oggi ospitato nella propria sede cagliaritana. Ad aprire i lavori Maurizio De Pascale, presidente Confindustria Sardegna Meridionale cui ha fatto seguito la relazione introduttiva suRischi e opportunità al centro del Mediterraneo” del direttore generale di SRM Massimo Deandreis. Le altre relazioni sono state di Pierluigi Monceri, direttore regionale  di Intesa Sanpaolo, su “Il quadro macroeconomico regionale e l’evoluzione connessa alla trasformazione degli scenari marittimi, di Massimo Deiana, presidente Autorità di Sistema Portuale Mare di Sardegna, su “Il sistema portuale della Sardegna: sfide e prospettive”,  di Antonio Musso, amministratore delegato Grandi Trasporti Marittimi, su “Progetti e iniziative per lo sviluppo del terminal merci” e di Marcello Di Martino, direttore commerciale Imprese di Intesa Sanpaolo, su “Il ruolo della banca a sostegno del territorio”. Le conclusioni sono state di Alberto Scanu, presidente Confindustria Sardegna.

Pierluigi Monceri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo “L’analisi di SRM e la conoscenza delle dinamiche economiche della regione danno grande evidenza ed importanza al ruolo strategico dell’economia del mare, intesa in tutte le sue declinazioni. Il sistema portuale di Cagliari è uno dei più importanti in Italia ma presenta ancora grandi possibilità di crescita. È uno sviluppo assolutamente necessario per assicurare all’Isola tutte le opportunità di crescita e rafforzare la sinergia con altri comparti, in particolare con quello turistico, e per favorire la spinta all’internazionalizzazione della regione.”

Massimo Deandreis, La nostra ricerca evidenzia come il Mediterraneo è sempre più centrale nelle rotte globali e nelle strategie degli operatori marittimo-portuali. Questo grazie al nuovo Canale di Suez, al crescente ruolo della Cina – si pensi al progetto sulla cosiddetta via della seta – ed al recente allargamento del Canale di Panama che avrà impatti anche per noi. La Sardegna per la sua posizione geografica può, meglio di altri, cogliere le opportunità che si aprono e accettare la sfida competitiva che arriva da altri porti mediterranei. Puntare con più convinzione sul cluster marittimo e sull’attuazione della Riforma Delrio diventa quanto mai strategico per una regione che ha il 91% del suo interscambio via mare e dove, ogni anno, passano dai suoi porti circa mezzo milione di crocieristi.

 

Sintesi dello Studio di SRM

Traffico Merci e Passeggeri

Il sistema dei porti sardi (Cagliari, Foxi-Sarroch, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso-Portovesme e Santa Teresa di Gallura) nel 2016 ha gestito 48 milioni di tonnellate di merci; esso rappresenta il 10% del totale nazionale.

Nel segmento del RO-RO (Roll-on Roll-off, vale a dire navi specializzate nel trasporto di autovetture e mezzi pesanti gommati) gli scali sardi sono tra le eccellenze italiane; con quasi 10 milioni di tonnellate l’isola rappresenta il 10,4% del totale Italia ed oltre il 13% dell’arco tirrenico. Il traffico ha registrato un aumento del 4,7% nel 2016 rispetto all’anno precedente.

I traffici più importanti del Porto di Cagliari sono le rinfuse (il 70%) e i container (il 21% pari a 8,5 milioni di tonnellate).

Cagliari, con 40 milioni di tonnellate di merci, è il 3° porto in Italia. È il 2° porto Oil in Italia; tali prodotti rappresentano il 67% del totale delle merci gestite dallo scalo.

I primi 6 mesi del 2017 mostrano un rallentamento nella movimentazione dei container (-26,7% pari a 249 mila TEU) per effetto della cancellazione del porto da alcune rotte dei vettori internazionali.

Oltre 7.000 navi hanno movimentato merci e/o passeggeri nel porto di Cagliari nel 2016 (+9,2%).

Per numero di passeggeri, i porti sardi rappresentano l’11% del totale Italia con 5 milioni di persone; il Porto di Cagliari ha gestito 581 mila passeggeri (+10% sul 2015).

Anche nel settore delle crociere gli scali sardi hanno intrapreso un percorso di sviluppo con prospettive interessanti nel segmento luxury. Il porto di Cagliari ha inaugurato lo scorso anno il Terminal crociere e nel 2017 sono previsti circa 450 mila crocieristi (+74% sul 2016). In particolare nel Porto di Cagliari le crociere garantiscono passeggeri tutto l’anno: nei mesi estivi sono concentrati meno della metà dei crocieristi. Il dato riveste particolare importanza in quanto

La destagionalizzazione delle crociere è un segnale positivo per il territorio e in particolare per la Sardegna che globalmente presenta ancora un turismo principalmente balneare.

Secondo le stime di SRM, gli scali sardi generano 500 milioni di euro di valore aggiunto per l’economia nazionale.

 

Imprese, valore aggiunto, Import ed Export

La Sardegna ha un valore aggiunto generato dal totale dei settori connessi all’economia del Mare pari a 1,6 miliardi di euro, il 5,3% del totale del valore aggiunto del territorio. Con 611 imprese del cluster marittimo, è 7° in Italia (7% del totale nazionale).

Il trasporto marittimo è fondamentale per l’internazionalizzazione dell’economia della Sardegna;

  • Il 91% dell’import-export del territorio avviene con il mezzo navale (in Italia il 37%), si tratta di circa 8,6 miliardi di euro (-20%). Il dato sull’import e sull’export è in calo per motivazioni essenzialmente collegate al prezzo del petrolio. Il primo trim. 2017 mostra una ripresa significativa con un import-export pari a 2,9 mld€, il doppio rispetto al 2016.
  • La destinazione principale servita dall’import-export sardo è il Medio Oriente con il 31% del totale.

 

Diporto Nautico

Con quasi 20 mila posti barca la Sardegna è la 2° regione italiana, dopo la Liguria, per numero di posti barca con un peso del 12,4% sul totale nazionale e un peso del 27% del Mezzogiorno ed è 2°anche per posti barca oltre i 24m considerate imbarcazioni ad elevato valore aggiunto.

La spesa di queste unità, nelle acque italiane, è stata stimata in 209 milioni di  euro (stima basata su un campione di 1.200 unità in transito, per una permanenza media di 3,8 giorni e con una spesa media giornaliera di 8.900 euro).

La nautica da diporto, ha un ottimo moltiplicatore di occupazione: infatti un occupato nel settore genera altri 6,4 occupati nel sistema economico. Un euro speso, ne attiva 4 nell’economia.

 

 

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