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Nuovo Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2014
E’ disponibile online il nuovo numero del “Check-up Mezzogiorno” elaborato da Confindustria ed SRM allo scopo di analizzare lo stato di salute delle imprese meridionali, fotografate nel quadro economico congiunturale.

 

Si chiude con pochissime luci e molte ombre il settimo anno di crisi per l’economia del Mezzogiorno che, anche per il 2014, fa registrare il segno meno nella gran parte degli indicatori. Oltre 40 mila imprese in meno; investimenti in calo di oltre 29 miliardi di euro; quasi 700 mila posti di lavoro perduti; 125 mila lavoratori in Cassa Integrazione; quasi una persona su due ha rinunciato a cercare un lavoro regolare; PIL in calo di oltre 51 miliardi di euro.E’ un Mezzogiorno con il motore al minimo, dunque, in cui economia, società e amministrazione pubblica sembrano non avere la forza per uscire dalla crisi e il clima di fiducia faticosamente risalito nei mesi scorsi, è tornato purtroppo a calare, soprattutto nella sua componente economica. Si spiega anche così il basso livello di investimenti privati nonostante la liquidità non manchi ai principali gruppi bancari, dopo l’accesso al funding agevolato della BCE.Quella del Mezzogiorno, oltre che una crisi economica e sociale, sembra essere sempre più una crisi di sfiducia, in cui le imprese non investono, i giovani se ne vanno, perfino le poche risorse pubbliche per investimenti non si riescono ad utilizzare: ad un anno dalla chiusura del ciclo di programmazione 2007-13, restano infatti ancora da erogare ben 14 miliardi di euro. Cosicché, torna ad allargarsi il divario nel PIL procapite, pari a poco più del 56% di quello del Centro-Nord: in valori assoluti, pari a circa 13 mila euro in meno.

E’ un Mezzogiorno sfiduciato, ma ancora ricco di risorse e di imprese che hanno rinviato i loro investimenti in attesa di prospettive più chiare, e che hanno bisogno di un tessuto sociale e soprattutto istituzionale che reagisca con vigore.

Il recupero della fiducia appare pertanto la principale ricetta di politica economica capace di agganciare il Sud alla possibile ripresa del 2015: lo sblocco di questo stand-by può venire da uno stimolo esterno.

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