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Barometro Economia | Investimenti degli Enti territoriali: in Campania mutui per 32,4 milioni di euro

Nell’articolo di dicembre della rubrica “Il Barometro dell’Economia”  SRM si concentra sul Rapporto sulla Finanza Territoriale in Italia elaborato da SRM insieme ad una rete di istituti composta da Ires, Irpet, Eupolis, Ipres e Liguria Ricerche. E’ uno dei pochi appuntamenti annuali rivolti ad analizzare lo stato di salute finanziario della Pubblica Amministrazione del nostro Paese, con particolare riferimento a Regioni, Province e Comuni; il monitoraggio è ormai giunto alla 14esima edizione annuale e sarà presentato a Roma il prossimo 12 dicembre.

Come da tradizione, un capitolo specifico dello studio è dedicato ai principali strumenti utilizzati dagli Enti territoriali per il finanziamento dei loro investimenti col fine di cogliere “quanto” e “come” essi stiano lavorando per la crescita del territorio, anche in considerazione del particolare momento congiunturale che stiamo vivendo.

Abbandonata la norma del Patto di Stabilità, la nuova disciplina del pareggio di bilancio ha aperto la strada a maggiori possibilità d’investimento per Regioni ed Enti locali, anche grazie alla prospettiva di elementi di flessibilità volti ad evitare che il vincolo del rispetto del saldo di equilibrio possa influire negativamente sulla spesa per investimenti. Dalle analisi svolte emerge come i canali prescelti contemplino non solo il ricorso all’indebitamento (ad esempio contraendo Mutui) e al contributo pubblico in conto capitale (proveniente ad esempio dai fondi comunitari), ma anche il sostegno dei privati attraverso il Project Financing.

In tale scenario, il principale strumento a cui gli Enti nazionali fanno ricorso per finanziare i loro investimenti è quello del mutuo; strumento “classico” e storico che, per il 2017, ha registrato un volume di risolte complessive pari a 637 milioni di euro. Tale importo segna, tuttavia, un nuovo calo (-2,8% rispetto al 2016) all’interno di una serie storia decennale caratterizzata da sole due inversioni di tendenza, portando ad una perdita di quasi l’85% rispetto al valore iniziale (nel 2007 i mutui sottoscritti ammontavano ad oltre 4 miliardi di euro).

Per il 2017, in ogni caso, la regione che ha fatto ricorso in misura prevalente allo strumento del mutuo è la Lombardia con il 19,3% delle emissioni complessivamente registrate a livello nazionale, seguita dalla Toscana con il 10,8% e dal Piemonte con l’8,9%.

La Campania è, invece, seconda nel Mezzogiorno con 32,4 milioni di euro. In linea con il panorama nazionale, fa registrare un calo rispetto all’anno precedente (-21%) legato per lo più alla contrazione dei mutui per il settore “Impianti e attrezzature ricreative” (-36,3%) che rappresenta anche il comparto in cui si concentrano i maggiori investimenti per opere pubbliche della regione con un valore assoluto di 11,3 milioni di euro (erano 17,7 milioni nel precedente anno) pari a quasi il 35% del totale regionale. A seguire, il comparto “Viabilità e trasporti” con un importo di 6,6 milioni di euro e quello delle “Opere varie” con 4,9 milioni. Sul totale dei mutui concessi nella regione, il 52,6% è riferito ai Comuni con una popolazione inferiore ai venti mila abitanti (contro il 40,1% del dato Italia) e la restante parte si distribuisce tra i Comuni al di sopra di tale soglia ed i Comuni capoluogo.

Il calo generale del ricorso al mutuo denota, in ogni caso, l’importanza della ricerca di nuove forme di finanziamento, del ricorso ad altri strumenti quali il capitale privato e i fondi comunitari.

Per quanto riguarda il ricorso al capitale privato, i dati riferiti al 2017 censiscono, per il nostro Paese, 3.297 gare di Partenariato Pubblico Privato per un volume d’affari di quasi 6 miliardi di euro; rispetto al 2016, la domanda è in crescita per numero di opportunità (+6,6%), mentre registra un dimezzamento in riferimento al relativo importo. L’ampiezza di tale strumento si coglie, tuttavia, osservando i dati storici: dal 2002 ad oggi il mercato del PPP è diventato sempre più importante contando nel complesso circa 32 mila “procedimenti in corso” per un importo pari a 93 miliardi di euro.

In riferimento ai fondi comunitari e, in particolare, al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, si contano “progetti già selezionati” per un valore complessivo pari al 66% delle risorse stanziate, segno di un crescente impegno nel tentativo di rispettare i target stabiliti a livello comunitario. E su questa strada si muovono anche i Patti per il Sud che, siglati proprio per accelerare l’utilizzo delle risorse, hanno raggiunto risultati considerevoli con oltre un terzo delle risorse disponibili destinato ad interventi già in corso.

Grazie a questi accordi, sembra, quindi, essere stato colto in parte l’auspicio di una maggiore celerità della spesa rispetto alle passate Programmazioni; appare ora importante concentrarsi sul proseguimento di tale percorso, evitando ulteriori ostacoli e rallentamenti.

 

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

 

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