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Barometro Economia | I porti campani nelle sfide del Mediterraneo: Cina e Suez potenziali motori di crescita

L’articolo di giugno della rubrica “Il Barometro dell’Economia” annuncia la presentazione del 5° Rapporto “Italian Maritime Economy” che si terrà domani 5 giugno a Napoli presso il Banco di Napoli, in un evento, alla presenza di speaker internazionali, che ha l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sull’importanza del settore dei trasporti marittimi e della logistica per il nostro Paese. Molti sono i fenomeni che stanno caratterizzando il Mediterraneo in questi ultimi mesi, alcuni a carattere congiunturale ed altri invece rivenienti dagli anni passati e che vanno però consolidandosi. Tutti, per varie motivazioni, vedono coinvolta la portualità del Mezzogiorno ed in particolare quella della Campania.

La prima proxy del traffico internazionale e di tutte le merci che navigano nel Mare Nostrum è rappresentata dall’andamento di Suez.  Il canale, infatti, ha registrato crescite record dei transiti, ha chiuso il 2017 con 909 milioni di tonnellate e 17.550 navi con un aumento dell’11% sul 2016. I dati relativi alle rotte mostrano un dominio indiscusso del Sud Est Asiatico.

Infatti, nella direzione Nord-Sud è il Sud Est Asiatico la prima regione di destinazione delle Merci in transito con il 27% del totale.  Anche nel verso opposto come origine delle merci prevale la stessa area con il 35,6% ed a seguire il Golfo con il 34,8%. Sono segnali questi di non poco conto, poiché continua a permanere nel Paese un certo scetticismo circa il ruolo che la Cina sta avendo ed avrà nel panorama geo-politico e geo-economico in ambito Mediterraneo.

A questo si aggiunge che è cresciuto di 6 volte (+500%) il traffico container nel Mediterraneo negli ultimi 20 anni. I primi 30 porti del bacino hanno raggiunto e superato di gran lunga la soglia dei 50 milioni di Container (53 in totale), si pensi che nel 1995 erano solo 9 milioni. Le giganti navi cinesi che varcano nel Mediterraneo negli ultimi 5 anni sono aumentate del 27% ed è aumentata la competitività portuale; molti Paesi stanno consolidando e rafforzando le proprie infrastrutture: Marsaxlokk a Malta, il Pireo in Grecia, i Valencia e porti Turchi ormai hanni incrementi di traffico che viaggiano a ritmi inusuali (ndr. tutti oggetto di investimenti cinesi).

Perché enfatizzare Suez, i traffici dall’Estremo Oriente e come tutto questo interfaccia con la nostra regione?

I porti campani totalizzano 1 milione di container, scali come i nostri che detengono tra l’altro il 10% della quota nazionale del traffico contenitori devono sempre puntare al miglioramento della propria efficienza ed all’aumento della capacità di attrazione generale di imprese logistiche e manifatturiere. Si pensi che da Suez transitano 3 milioni di contenitori che hanno come origine e destinazione Italia a fronte di un mercato di circa 50 milioni di Teus che transitano nel Mediterraneo; rimane elevato quindi il potenziale da intercettare.

Per quanto riguarda la Cina, gli ultimi dati sull’import-export mostrano come la Campania abbia oltre il 23% del proprio interscambio marittimo dipendente dall’Asia Orientale;  a seguire l’UE 28 con il 14,7%, il Nord-America segna un 12,6% di tutto rispetto.

La Cina ha in essere un action plan di investimenti infrastrutturali denominato Via della Seta (Belt & Road Initiative) ed il nostro sistema portuale deve avere un ruolo. Non va sottaciuto che il Dragone possa essere maggiormente interessato ai porti settentrionali più vicini ai mercati centro-europei, tuttavia, anche con il supporto delle Zone Economiche Speciali, laddove vengano messe a regime, la portualità del sud può diventare il punto di riferimento di un mercato nazionale di origine centro meridionale e di un mercato di import-export di merci da e verso il nordafrica di tutto rispetto. Si tenga conto che la Cina è molto interessata anche all’area del Middle East con ingenti investimenti nell’area Egiziana, Algerina e negli Emirati Arabi, mercati ancora con ampi margini di opportunità.

Vanno inoltre definendosi scenari molto interessanti anche per quanto riguarda il settore energy con la diffusione del comparto del GNL (Gas Naturale Liquefatto), non si dimentichi che il porto di Napoli totalizza oltre 5 milioni di tonnellate di rinfuse liquide con 1 milione di tonnellate proprio di GNL e che i porti italiani sono di fatto una grande piattaforma energetica con circa 190 milioni di tonnellate di Oil & Gas movimentati.

Si aprono dunque scenari sempre più sfidanti ma occorre con urgenza arrivare alla definizione di un Governo solido con un Ministero forte e che creda e punti in maniera decisa allo sviluppo dell’economia dei trasporti marittimi e della logistica per non rimanere in posizioni di second’ordine che il nostro Paese non merita. Le analisi di SRM daranno ampie informazioni su tutti questi fenomeni.

 

Il Barometro dell’Economia è la rubrica mensile de “Il Mattino” realizzata da SRM in collaborazione con il Banco di Napoli.

 

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