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Consulta il nuovo Bollettino Mezzogiorno e i dettagli regionali

boll-2-2019E’ online il nuovo “Bollettino Mezzogiorno”.  Scopri i principali dati economici del secondo trimestre delle otto regioni del Mezzogiorno e del Lazio.

Al secondo trimestre del 2019 nel Mezzogiorno sono attive 1 milione e 696 mila imprese, il 33% delle imprese attive in tutta Italia. Rispetto al valore del 2018, il dato è in lieve calo (-0,1%); in particolare, mentre si riduce il numero delle imprese individuali (-1,2% a 1.127.446 unità) e delle società di persone (-2,6% a 179.210), crescono considerevolmente le società di capitali (+5,4% a 334.846 imprese). Una tendenza analoga si riscontra anche nel Centro-Nord e in Italia. Fatta eccezione per le costruzioni (+0,2%) sono in calo i principali settori, con il commercio con un -1,1%, le attività manifatturiere con un -1,0% e l’ agricoltura con un -0,7%.

La forza lavoro del Mezzogiorno nel secondo trimestre del 2019 è stata composta da 7 milioni e 588mila persone (il 29,1% del totale nazionale), in calo dell’1,6% rispetto al secondo trimestre 2018. Il numero di occupati è sceso a 6 milioni e 276mila persone (-0,3%), così come il numero dei disoccupati a 1 milione e 312mila unità (-7,3% contro -11,2% nel Centro-Nord e -9,3% in Italia). Il tasso di occupazione si è mantenuto costante al 45,3%, mentre il tasso di disoccupazione è lievemente diminuito portandosi al 17,3%; in calo è stato anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 51,4% a 48,4%) e quello di disoccupazione femminile (da 21% a 19%).

Per quanto riguarda invece le relazioni commerciali, nel corso dei primi sei mesi del 2019 il Mezzogiorno ha registrato un interscambio commerciale con l’estero pari a oltre 50,5 miliardi di euro, in calo dell’1,6% rispetto all’analogo periodo del 2018; le importazioni sono state pari a 26,5 miliardi (-1,2%) e le esportazioni pari a 23,9 miliardi (-2,2%).

Disponibile il Check-up di Confindustria-SRM | Mezzogiorno in frenata, rischia spirale recessiva

checkup122019Online il numero di Dicembre 2019 del Check-up Mezzogiorno, il rapporto curato da Confindustria ed SRM dedicato alla lettura contingente dell’economia italiana e del Mezzogiorno, con uno sguardo alla tendenza ed alle evoluzioni.

  Scarica il Numero di Dicembre 2019

Più investimenti e più lavoro per risalire la china

Si ferma a fine 2019 l’economia del Mezzogiorno. Dopo 4 anni di crescita, l’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale torna a calare, attestandosi 30 punti al di sotto dei livelli pre-crisi.
Pesa innanzitutto l’andamento del PIL, che evidenza un indebolimento più intenso proprio al Sud: le previsioni indicano una mini-recessione (-0,2% secondo Svimez).
In deterioramento anche il clima di fiducia delle imprese, specie manifatturiere, che torna a calare; come si ferma la nascita di nuove imprese.
Segnali di rallentamento anche per gli investimenti che si attestano ad un -32,3% dal picco del 2008; positivo il trend del Credito d’imposta Sud che ha però solo contribuito a limitare i danni.

Decelerazione anche sul versante occupazionale. L’andamento resta stagnante, si riducono le ore pro capite e aumenta la cassa integrazione. 1/3 dei nuovi assunti al sud sono a tempo parziale e con titoli di studio inferiori, l’occupazione si riduce tra i laureati. L’emergenza occupazione giovanile non accenna a ridursi, lavora meno di 1 giovane su 4.

Anche per l’export, che negli anni scorsi era l’indicatore che aveva tenuto a galla l’economia meridionale, si assiste ad una inversione di tendenza con un andamento altalenante (-2,8% nei primi nove mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018). Resta positivo l’export turistico con una spesa dei viaggiatori stranieri che cresce dell’1,8%.

Il pacchetto di misure dedicate al Mezzogiorno contenuto nella Legge di Bilancio costituisce una prima importante risposta al rischio di avvitare l’economia meridionale in una spirale recessiva difficilmente sostenibile. Ma il rafforzamento strutturale della capacità competitiva dei territori resta un obiettivo imprescindibile: da perseguire mediante l’irrobustimento del tessuto produttivo, il rilancio degli investimenti pubblici e privati, un potenziamento della PA a supporto delle imprese.

On line il nuovo Dossier Unione europea

copertina dossier ue 1 2019

Disponibile on line il numero 2-2019 del Dossier Unione europea, arricchito da una nuova articolazione delle sezioni al suo interno. Con l’obiettivo di dare spazio a collaborazioni che abbraccino un ampio ventaglio di temi fra i più attuali del dibattito economico a livello europeo, nella sua nuova veste il Dossier Ue di SRM si compone di tre parti.

La prima parte, dal titolo “Unione europea e imprese”, ospita articoli dedicati alle imprese, all’economia europea e ai principali settori economici. Gli approfondimenti della seconda sezione, “Unione europea e Infrastrutture”, riguardano la rete trans-europea dei trasporti, il settore energetico e la portualità. La terza e ultima parte del Dossier è dedicata alle “Politiche europee e Fondi Strutturali”, un tema ampio e di grande importanza per le ricadute sul territorio, soprattutto nel Mezzogiorno.

 Scarica gratis il Dossier Unione europea

 

SRM al Rapporto sulla Finanza territoriale 2019

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Martedì 10 dicembre si è tenuta la presentazione a Roma del “Rapporto sulla Finanza territoriale. Anno 2019”, realizzato da SRM insieme ad altri 5 istituti regionali di ricerca socioeconomica, quali IRPET, Polis Lombardia, Ipres, Ires Piemonte e Liguria Ricerche.

Le numerose e significative riforme degli ultimi anni hanno mutato il quadro della finanza pubblica in Italia. Oggi le Amministrazioni territoriali avvertono l’urgenza non solo di un concreto rilancio degli investimenti, ma anche di un complessivo riordino del quadro tributario e dell’implementazione di un efficace sistema perequativo, anche in vista della concreta attuazione dell’autonomia differenziata, prevista dall’articolo 116, comma terzo, della Costituzione.

In questo contesto, il Rapporto a cura degli Istituti di ricerca regionali, analizza la dinamica della finanza territoriale in Italia nel 2019. La sezione monografica, presenta invece un focus sulle Amministrazioni regionali, all’avvicinarsi del primo cinquantenario della loro istituzione. Nei contributi si sottolinea l’importanza della disponibilità di un’adeguata strumentazione di analisi e di idonei sistemi informativi a sostegno delle scelte degli enti decentrati, condizione per un più responsabile ruolo di governo.

SRM interviene alla presentazione del Rapporto, che si terrà Martedì 10 dicembre presso l’Agenzia per la Coesione Territoriale, in via Sicilia 162/C, Roma.

Scarica gratis il Rapporto sulla Finanza territoriale 2019

 

Presentato al Parlamento europeo il MED & Italian Energy Report 2019 | Comunicato stampa e Atti del convegno

SRM ed il Politecnico di Torino presentano al Parlamento Europeo a Bruxelles

IL RAPPORTO ANNUALE SULL’ENERGIA NEL MEDITERRANEO

Un progetto di ricerca pluriennale frutto dell’unione di competenze ingegneristiche ed economiche che offre un’analisi dinamica, capace di monitorare i cambiamenti nell’uso delle fonti energetiche con un approccio globale, osservando gli impatti e la sostenibilità ambientale e finanziaria dei vari progetti. Uno strumento efficace a disposizione di operatori e policy makers con focus sul Mediterraneo.

Comunicato Stampa
Sintesi del Rapporto
Rassegna Stampa
Presentazione di Massimo Deandreis
Presentazione di Ettore Bompard
Presentazione di Roberto Vigotti
Enemed Platform
(video presentazione)
Programma

Bruxelles, 3 dicembre 2019 – È stato presentato oggi presso il Parlamento europeo, il primo “MED & Italian Energy Report”, Rapporto annuale sul settore dell’energia in Italia e nel Mediterraneo. La ricerca è frutto della collaborazione strutturale nata tra SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e l’Energy Security Lab@Energy Center del Politecnico di Torino.

L’evento è organizzato in collaborazione con la struttura European Regulatory and Public Affairs della Direzione Affari Istituzionali di Intesa Sanpaolo e con il patrocinio delle europarlamentari Tiziana Beghin e Patrizia Toia.

Allo studio hanno collaborato il Joint Research Center della Commissione Europea (per le analisi sulle infrastrutture di gas naturale e della sicurezza degli approvvigionamenti) e la Fondazione Matching Energies.

Il Rapporto è parte di un più ampio progetto di ricerca che hanno messo in campo SRM ed il Politecnico di Torino denominato ENEMED. L’intenzione è fornire dati, statistiche, modelli economici ed analisi che possano essere utili indicazioni per definire strategie da parte dei policy makers a tutti i livelli. L’iniziativa vuole monitorare l’evoluzione dei cambiamenti energetici che si stanno realizzando a livello mondiale e quali impatti avranno su Europa e Paesi del Mediterraneo. Attenzione particolare sarà data alle fonti rinnovabili, alle infrastrutture portuali (gate di accesso per i flussi energetici), alle nuove tecnologie, alle fonti emergenti (GNL, idrogeno…).

I risultati dei dati e della analisi sono stati illustrati da Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM e da Ettore Bompard, Professore del Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino.

Keynote Speaker del meeting, il Ministro degli Affari Europei Vincenzo Amendola.

Discussant dell’evento rappresentanti di key player del mondo energetico: Simone Mori Head of Europe and Euro-Mediterranean Affairs dell’Enel, Marco Zigon Presidente di GETRA, Roberto Vigotti Segretario Generale di Res4Africa Foundation e Emmanuel Tuchscherer,  Direttore European Affairs di ENGIE.

Le conclusioni sono state effettuate da Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo e dell’ACRI.

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Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM, afferma che: La collaborazione tra SRM e il Politecnico di Torino avvia un progetto di ricerca pluriennale che mette insieme capacità di analisi ingegneristiche con quelle economiche e finanziarie. Vogliamo offrire uno strumento di analisi dinamico, capace di monitorare i cambiamenti nell’uso delle fonti energetiche con un approccio globale, osservando gli impatti e la sostenibilità ambientale e finanziaria dei vari progetti. Siamo in un momento in cui le dinamiche energetiche stanno modificando gli assetti economici e politici mondiali. L’Europa ha obiettivi molto ambiziosi e il nostro Paese può essere protagonista nel Mediterraneo. Cambiamenti climatici, riduzione dell’utilizzo delle fonti fossili, introduzione di nuove tecnologie come l’idrogeno ed il GNL, forte sviluppo delle rinnovabili, sono solo alcuni degli argomenti che affrontiamo. Oggi qui al Parlamento Europeo presentiamo il nostro Rapporto con l’ambizione di poter dare un contributo serio e documentato agli operatori ed ai policy makers italiani ed europei.

Ettore Bompard, Direttore scientifico dell’Energy Security Lab dell’Enegy Center del Politecnico di Torino: Il dialogo energetico tra la sponda nord e la sponda sud del Mediterraneo è, in una visione prospettica, in evoluzione; da una situazione in cui i paesi del Nord Africa esportano risorse fossili verso la sponda nord, con consumi energetici pro-capite dell’ordine della metà, a una situazione in cui questi paesi producono energia elettrica da fonti rinnovabili, la utilizzano per incrementare i loro consumi e la esportano verso la sponda nord, nel contesto della transizione energetica. ENEMED si propone di dare un contributo di visione e di analisi a questa evoluzione, che ha implicazioni energetiche, economico-finanziarie, geopolitiche e tecnologiche di rilievo, per l’area e globalmente.

 

Gei: Il ruolo dell’Italia nella Politica Industriale Europea | 2 dicembre Bologna

Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM e Presidente del GEI – Gruppo Economisti di Impresa,  introduce e modera la XXIX Tavola Rotonda in ricordo di Franco Momigliano – Il ruolo dell’Italia nella Politica Industriale Europea, organizzata da Gei e Prometeia. L’incontro si terrà a Bologna, Lunedì 2 dicembre alle ore 11.00 presso la sede di Prometeia, in Piazza Trento e Trieste 3.

 Qui il programma e la locandina

 Qui per compilare il form di iscrizione

 

Parlamento europeo | Presentazione del MED & Italian Energy Report 2019

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Sarà presentato anche a Bruxelles il “MED & Italian Energy Report 2019”, presso il Parlamento europeo (ASP 3H1) il 3 dicembre dalle 15:30 alle 17:30 in the European Parliament. L’evento è promosso e organizzato da Intesa Sanpaolo, SRM e ESL@Energy Center  del Politecnico di Torino, con il patronato dei deputati europei Tiziana Beghine Patrizia Toia, con la partecipazione del Ministro Italiano agli Affari europei, Vincenzo Amendola.

I contenuti del Rapporto che sarà presentato da SRM e dall’ESL@Energy Center del Politecnico di Torino spaziano tra diverse e più rilevanti dimensioni del sistema energetico, analizzando i principali trend in atto e approfondendo le sfide della transizione energetica in un contesto dove il trade-off tra crescita e sostenibilità oggi è cruciale. Le tematiche trattate: le tendenze energetiche mondiali, i principali aspetti del sistena nell’area mediterranea, il contesto europeo, un focus sull’Italia, un’analisi delle interconnessioni energetiche tra l’Europa e i paesi extraeuropei, il ruolo dei combustibili fossili, le principali rotte commerciali marittime per il petrolio e il gas, un quadro sugli investimenti energetici nell’ambito della Belt and Road Initiative.

Scarica il Programma. La registrazione partirà alle 14:45.

Per l’ingresso al Parlamento europeo è necessario fare richiesa del badge di accesso. Richiediamo quindi oltre alla conferma di adesione l’invio dei seguenti dati: Nome, Cognome, Nazionalità, Data di Nascita, Tipo di Documento di Identità e numero identificativo del documento).

 

Per info e adesioni scrivere a: m.ripoli@sr-m.it.

RSVP entro il 26 novembre 2019.

Obiettivo Italia. Perché investire? | SRM a 5 Giorni sui mercati

Quali sono gli interessi degli investitori esteri verso l’Italia? Svolte possibili sui dazi in arrivo? Obiettivo Italia, tra Stati Uniti e Cina. Quali saranno le azioni degli investitori cinesi sulle Via della Seta?

Nella puntata di 5 Giorni sui mercati di Class CNBC sono stati invitati in studio a rispondere Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM, e Simone Crolla, Managing Director of American Chamber of Commerce in Italy.

 

E-commerce: il futuro è oggi! Sfide e opportunità | Napoli 19 novembre

Ieri si è tenuto il convegno dal titolo E-commerce: il futuro è oggi! Sfide e opportunità, organizzato da Unione industriali Napoli. In apertura è intervenuto Salvio Capasso, Responsabile Imprese e Territorio di SRM, e ha fatto una overview dei dati delle vendite online in Italia e nel Mezzogiorno, con un focus sulla filiera della moda e dell’agroalimentare. Sono seguiti gli interventi di Protom Group sull’impatto delle nuove tecnologie per i canali digitali e delle più conosciute  piattaforme di e-commerce presenti  sul mercato, come Facebook Italia, Kooomo.com, Prestashop e Triboo. Infine, è stato illustrato il case history del Pastificio Lucio Garofalo.
L’evento si è concluso con incontri one-to-one con i relatori.

Il convegno si è tenuto presso la sede di Unione Industriali Napoli, Piazza dei Martiri 58, Napoli.

Leggi la presentazione di Salvio Capasso

Leggi il programma completo ed iscriviti

 

Atti convegno | Il passaggio generazionale nelle imprese | Cagliari 12 novembre

cagliari-passaggio-generazionaleCagliari, 12 novembre 2019. In Italia ogni anno 60mila imprenditori vivono il passaggio generazionale. Le imprese familiari della Sardegna interessate da fenomeni di successione nel 2018 sono state circa 3.500, vale a dire quasi il 20 per cento del totale delle imprese familiari dell’Isola. “Come favorire un processo ordinato e di successo nella fase del passaggio generazionale nelle imprese in Sardegna”: è il tema dello studio che Intesa Sanpaolo insieme con Srm hanno presentato oggi a Cagliari, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Cagliari. Dopo i saluti di Maria Del Zompo, Magnifico Rettore UNICA, Christian Solinas, Presidente della Regione Autonoma della Sardegna (Tbd), Paolo Truzzu, Sindaco di Cagliari, i lavori sono stati aperti da Angela Scanu, Presidente del Consiglio di Territorio della Sardegna di Intesa Sanpaolo che ha introdotto gli interventi di Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo, Salvio Capasso, Srm, Tommaso Giulini Presidente Fluorsid Group, testimone di un’esperienza aziendale di successo, Michela Floris, Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali UNICA, Federico Visconti, Magnifico Rettore LIUC Varese, moderati da Marcello Di Martino, Direttore Commerciale Imprese della Direzione regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo. Le conclusioni della giornata di studio e di confronto sono state affidate a Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.

“Intesa Sanpaolo è una banca che assiste le PMI italiane in ogni fase della loro vita, in grado di offrire una consulenza molto ampia e intendiamo essere il punto di riferimento per i processi di crescita, capitalizzazione, innovazione e internazionalizzazione – afferma Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -. Siamo una banca che valorizza le storie delle imprese italiane, contribuendo ad accrescere il ruolo del Made in Italy e generando un impatto positivo per l’intera economia. Supportare le PMI nei loro progetti di crescita ed essere al loro fianco in tutte le fasi della loro vita è il nostro obiettivo. Per questo abbiamo creato al nostro interno una squadra di professionisti in grado di accompagnare le pmi nel processo di crescita manageriale per assiterle – quando ne esistono le condizioni – nell’avvicinamento al mercato dei capitali e in quest’ottica anche al passaggio generazionale e a nuovi modelli di gestione. Ne sia conferma il fatto che in poco più di un anno abbiamo già accompagnato nella lounge di Elite di Borsa italiana oltre 120 pmi”.

 

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE NELLE IMPRESE

Come favorire un processo ordinato e di successo

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In Italia la classe delle business family è costituita da oltre 2,5 milioni realtà, circa l’85% delle imprese totali, una percentuale in linea con quella delle principali economie europee come la Francia (80%), la Germania (90%), la Spagna (83%) (Fonti: Cerif e AIDAF), mentre nel Mezzogiorno sale al 97-98%. Ciò che contraddistingue le imprese familiari italiane è il minor ricorso a manager esterni, predomina infatti il modello «padronale» in cui famiglia e lavoro sono un tutt’uno: in Italia, il 66% delle imprese familiari ricorre al manager familiare, mentre in Francia il 26% e nel Regno Unito appena il 10%.

Anche per gli operatori finanziari il passaggio generazionale è considerato un forte fattore di rischio, legato all’età elevata dell’imprenditore e all’assenza di successori affidabili, che impone l’adozione di specifiche garanzie, spesso di carattere personale. Il suddetto rischio è esteso potenzialmente ad un numero crescente di imprese familiari, per il progressivo invecchiamento del leader aziendale di riferimento: più della metà degli imprenditori delle PMI manifatturiere e del commercio italiane è ultrasessantenne (fonte: ASAM), c’è una «emergenza successoria.

Anche l’imprenditoria sarda è relativamente anziana se confrontata con il dato italiano. Considerando, ad esempio, le imprese artigianali sarde, quelle guidate da ultracinquantacinquenni sono pari al 31,3% del totale a fronte di una media nazionale del 29,6%. Analizzando la portata del fenomeno, in Italia ogni anno 60mila imprenditori vivono il passaggio generazionale. Le imprese familiari sarde interessate da fenomeni di successione nell’anno 2018 si stima siano state circa 3.500, ovvero il 19,5% del totale delle imprese familiari dell’isola. (Ufficio studi di Confartigianato Sardegna su dati Istat).

Com’è stato anticipato, il momento della successione può compromettere la sopravvivenza della stessa impresa. Secondo l’analisi condotta da Asam, solo il 50% delle PMI arriva alla seconda generazione, ed appena il 10% alla terza. Un danno di oltre 25 miliardi di euro, analizzando i 16.513 passaggi generazionali che si stima non vadano a buon fine” (CERIF, 2018).

Le criticità da affrontare sono diverse e riguardano essenzialmente la gestione e continuità della successione, l’accesso ai mercati esteri, l’organizzazione degli assetti organizzativi, la capacità di attrarre persone chiave, il rischio legato alla perdita delle persone chiave, l’inserimento del manger, il trasferimento della cultura familiare.

INDAGINE IN SARDEGNA

Per meglio conoscere le caratteristiche del fenomeno in Sardegna è stata realizzata una specifica survey che ha coinvolto circa 100 imprese sarde. I risultati emersi sono molto interessanti e confermano gran parte delle tendenze nazionali. In particolare si evidenziano:

  1. Una Sensibilizzazione al tema ancora non sufficiente. Solo il 37% delle aziende ne parla spesso. E’un fenomeno che non desta preoccupazione e si sottovalutano i rischi familiari! Il tema della futura successione aziendale, infatti, per il 92% delle imprese è vissuto senza preoccupazione né tensioni. Solo il 5% delle imprese dichiara di viverlo con preoccupazioni legate ai rapporti con i fornitori, con le banche, con i clienti, con il personale, costo fiscale elevato della successione ed eccessiva lunghezza della procedura di trasmissione dell’impresa.
  2. E quindi scarsa preparazione della trasmissione/successione. Non si dispone di patti di successione (per il 70% delle aziende), e non è stata definita una modalità di successione né un piano di emergenza.
  3. ma si crede nel passaggio graduale, con affiancamento del titolare uscente come uno dei canali più utili per favorire i processi di successione.
  4. Una Trasmissione «in famiglia» per preservare la storia imprenditoriale. Il figlio/a è il potenziale successore nell’83% dei casi e ci si augura che attraverso la cessione dell’azienda possa essere promossa la sua crescita nonché quella dell’azienda.Di conseguenza ancora non pronti a separare la proprietà dalla gestione, ma questo è un tema nazionale. Non è quindi un aspetto patologico, in quanto le imprese intervistate sono essenzialmente di I generazione e l’apertura ad una manageralizzazione si verifica spesso dalla II generazione in poi.
  5. Ai soggetti esterni si chiede un compito specifico per facilitare la successione.
  6. Al pubblico si domanda una riduzione del carico fiscale
  7. Alle associazioni di categoria si domanda consulenza e azioni di sensibilizzazione
  8. Alle banche si chiede più credito che consulenza

 

 

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