Loading the content... Loading depends on your connection speed!

Opzioni di ricerca

Cerca

Showing all 9 results

Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2018

Secondo il rapporto Confindustria-SRM, l’economia meridionale tiene un passo moderato, ma sempre più lento rispetto a quello seguito negli ultimi due anni, spinto dagli investimenti delle imprese, in particolare di quelle manifatturiere, e da una discreta performance sui mercati esteri. La fiducia resta abbastanza positiva, così come discrete restano le attese delle imprese industriali riferite a produzione e ordini. Ma i risultati meno lusinghieri delle micro imprese, tuttora prevalenti al Sud, il rallentamento dell’occupazione e del credito bancario, la situazione congiunturale complessiva del Paese e, soprattutto, una crescente debolezza dell’attore pubblico nel sostenere, con gli investimenti, la crescita economica dipingono una immagine del Mezzogiorno in cui gli elementi di preoccupazione iniziano a farsi più evidenti, e con essi a divenire più concreta la prospettiva di un rallentamento del ritmo di crescita.

Free!
Condividi
Details
Check-up Mezzogiorno – Luglio 2018

Secondo il rapporto Confindustria-SRM, l’economia del Mezzogiorno prosegue nella sua lenta ma costante risalita che ha caratterizzato gli ultimi due anni:i segnali positivi restano prevalenti, ma il ritmo con cui i valori pre-crisi vengono recuperati è ancora contenuto, anzi si registra qualche rischio di rallentamento. Per il secondo anno consecutivo, tutti e cinque gli indicatori che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia meridionale elaborato da Confindustria e SRM (relativi a ricchezza prodotta, livelli occupazionali, numero delle imprese, export e investimenti) sono positivi. L’Indice registra un’accelerazione nel 2017 (+15 punti), ma rimane ancora di 40 punti al di sotto del valore pre-crisi del 2007. Il PIL 2017 conferma la previsione di una moderata crescita (+1,4%), che consente al Mezzogiorno di tenere il passo con il resto del Paese: la fiducia si mantiene elevata, e le previsioni per il 2018 (+1,1%) confermano tale tendenza, ma con un andamento leggermente più contenuto. I principali segnali di vitalità vengono dalle imprese il cui numero continua ad aumentare (9.000 in più). Cresce il numero delle imprese in rete (sono ormai quasi 7.000) e quello delle Start Up Innovative (oltre 2.100). Alle 190 mila imprese giovanili, iniziano ad aggiungersi quelle finanziate da “Resto al Sud”, il nuovo strumento di promozione d’impresa per i giovani meridionali con oltre 3.500 domande di incentivo presentate in pochi mesi.

Free!
Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2017

Secondo il rapporto Confindustria-SRM, dopo un 2016 che ha visto crescere le regioni del Sud in linea con la media nazionale, le anticipazioni relative al 2017 confermano la tendenza alla crescita, che dovrebbe proseguire anche nel 2018, con un incremento del PIL superiore all’1%. Gli indici di fiducia, non lontani dai massimi, confermano questa intonazione moderatamente positiva. Questa tendenza è confermata dall’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale (elaborato da Confindustria e SRM) che mostra tutti gli indicatori in crescita. Il Mezzogiorno prosegue dunque la sua risalita: i risultati consolidati negli ultimi due anni e le previsioni per il prossimo sembrerebbero confermare che la ripartenza dell’economia meridionale ha agganciato in maniera stabile quella del resto del Paese, nonostante i numerosi fattori di freno. E i risultati per molti versi migliori, sia pure da diverse basi di partenza, di molte regioni meridionali, rispetto al resto del Paese confermano che esistono effettive potenzialità per la progressiva riduzione dei divari. La combinazione di condizioni favorevoli e dinamismo imprenditoriale può fare del 2018 un anno davvero chiave per le prospettive future dell’economia del Mezzogiorno.

Free!
Check-up Mezzogiorno – Luglio 2017

Continua la risalita del Mezzogiorno, trainata dalle sue imprese: questa, in sintesi, la fotografia che emerge dal Check Up di metà anno che Confindustria e SRM (centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) dedicano all’economia e alla società meridionale. Dopo un 2015 che ha visto crescere le regioni del Sud più della media nazionale, le anticipazioni relative al 2016 confermano la tendenza alla crescita moderata, che dovrebbe proseguire anche nella prima parte del 2017.
Tale tendenza è confermata dall’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale, elaborato da Confindustria e SRM, che mostra tutti gli indicatori in crescita (come già alla fine del 2016). In particolare, continua la crescita del PIL (+0,9% nel 2016), su livelli non molto lontani da quelli del 2015 (+1%), trainata dall’industria in senso stretto (il cui valore aggiunto è cresciuto, nel 2016 del 3,4%, oltre 2 punti in più della media nazionale). Quattro indicatori su cinque, ad eccezione dell’export, sono – tuttavia- ancora al di sotto dei livelli pre-crisi.

Free!
Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2016

Prosegue la timida ripartenza dell’economia del Mezzogiorno avviatasi nel corso del 2015, ma il suo ritmo si mantiene ancora contenuto. Le stime del Check-up Mezzogiorno, curato da Confindustria e SRM, confermano, infatti, il miglioramento delle prospettive dell’economia meridionale per il 2016, come evidenziato dai valori dell’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale: per la prima volta dall’inizio della crisi, tutti e cinque gli indicatori utilizzati (PIL, Export, Occupazione, Imprese e Investimenti) fanno registrare valori positivi. Secondo le stime, dovrebbe proseguire nel 2016, sia pure più lentamente (+0,5%), la crescita del prodotto registrata nel 2015, quando il PIL era cresciuto nelle regioni meridionali più che nel resto del Paese (+1,1% contro lo 0,6% del Centro-Nord). Le previsioni per il 2017 (+0,7%) vedono proseguire questa moderata espansione. Una robusta accelerazione dei processi di crescita, già a partire dai primi mesi del 2017, è dunque urgente e decisiva, e deve avere al centro l’impresa meridionale.

Free!
Check-up Mezzogiorno – Luglio 2016

Dopo la piccola ripartenza del 2015, nella quale è cresciuta per la prima volta negli ultimi anni più del Centro-Nord, l’economia del Mezzogiorno è in cerca di conferme nei primi mesi del 2016, quando i segnali positivi devono tenere conto di elementi di incertezza interni ed internazionali che possono condizionarne le prospettive.
Secondo il Check-up Mezzogiorno, curato da Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) i segnali sono contrastanti: le previsioni sulla crescita del PIL restano (di poco) positive (+0,3% nel 2016, secondo le ultime stime), ma le incognite rimangono elevate, sia per fattori interni, sia di instabilità internazionale.
Il clima di fiducia delle imprese, pur restando più elevato della media degli ultimi anni, registra nella prima parte dell’anno un andamento più incerto proprio nel meridione, cosi come la percezione dei consumatori sul clima economico.

Free!
Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2015

Segnali di ripartenza al Sud. Si infittiscono i segnali positivi, secondo il rapporto, è necessario sostenerli nel 2016 con l’accelerazione dei programmi UE 2014-20 e il Credito d’imposta per gli investimenti. I segnali di vitalità dell’economia meridionale, visibili già nella prima parte dell’anno, si sono infittiti, tanto da far prevedere la possibilità di valori timidamente positivi per il PIL meridionale già alla fine del 2015. Secondo le stime di Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), il PIL del Mezzogiorno dovrebbe infatti tornare a salire dello 0,2% nel 2015 ed in maniera un po’ più robusta nel 2016 (+1%): in un caso e nell’altro, però, la crescita attesa è inferiore a quella del resto del Paese.

Free!
Check-up Mezzogiorno – Luglio 2015

I primi, timidi, segnali positivi tornano ad essere registrati anche al Sud dopo 7, lunghissimi, anni di crisi ininterrotta: il primo, simbolico aumento dell’occupazione (+0,8% nel primo trimestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014) è il più recente di tali segnali. Altrettanto più significativo è il dato sull’utilizzo della Cassa Integrazione, che si è sostanzialmente dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2014. Siamo ben lontani dal valore del 2007, ma si tratta di un segnale abbastanza chiaro di stabilizzazione dell’economia meridionale, come lo è il buon andamento del fatturato per le imprese meridionali di medie dimensioni: segnali che sembrerebbero indicare il progressivo arrestarsi della caduta e l’avvicinarsi di una possibile inversione di tendenza.

Free!
Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2014

Oltre 40 mila imprese in meno; investimenti in calo di oltre 29 miliardi di euro; quasi 700 mila posti di lavoro perduti; 125 mila lavoratori in Cassa Integrazione; quasi una persona su due ha rinunciato a cercare un lavoro regolare; PIL in calo di oltre 51 miliardi di euro. Questo il bilancio di sette anni di crisi secondo il Check-up Mezzogiorno, elaborato da Confindustria e SRM per fare il punto sullo stato di salute dell’economia meridionale. Un rapporto che evidenzia un Mezzogiorno sfiduciato, ma ancora ricco di risorse e di imprese che hanno rinviato i loro investimenti in attesa di prospettive più chiare, e che hanno bisogno di un tessuto sociale e soprattutto istituzionale che reagisca con vigore. Il recupero della fiducia appare pertanto la principale ricetta di politica economica capace di agganciare il Sud alla possibile ripresa del 2015: lo sblocco di questo stand-by può venire da uno stimolo esterno.

Free!

SHAREHOLDERS

Mobile version: Enabled