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Atti convegno | Il passaggio generazionale nelle imprese | Cagliari 12 novembre

cagliari-passaggio-generazionaleCagliari, 12 novembre 2019. In Italia ogni anno 60mila imprenditori vivono il passaggio generazionale. Le imprese familiari della Sardegna interessate da fenomeni di successione nel 2018 sono state circa 3.500, vale a dire quasi il 20 per cento del totale delle imprese familiari dell’Isola. “Come favorire un processo ordinato e di successo nella fase del passaggio generazionale nelle imprese in Sardegna”: è il tema dello studio che Intesa Sanpaolo insieme con Srm hanno presentato oggi a Cagliari, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Cagliari. Dopo i saluti di Maria Del Zompo, Magnifico Rettore UNICA, Christian Solinas, Presidente della Regione Autonoma della Sardegna (Tbd), Paolo Truzzu, Sindaco di Cagliari, i lavori sono stati aperti da Angela Scanu, Presidente del Consiglio di Territorio della Sardegna di Intesa Sanpaolo che ha introdotto gli interventi di Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo, Salvio Capasso, Srm, Tommaso Giulini Presidente Fluorsid Group, testimone di un’esperienza aziendale di successo, Michela Floris, Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali UNICA, Federico Visconti, Magnifico Rettore LIUC Varese, moderati da Marcello Di Martino, Direttore Commerciale Imprese della Direzione regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo. Le conclusioni della giornata di studio e di confronto sono state affidate a Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.

“Intesa Sanpaolo è una banca che assiste le PMI italiane in ogni fase della loro vita, in grado di offrire una consulenza molto ampia e intendiamo essere il punto di riferimento per i processi di crescita, capitalizzazione, innovazione e internazionalizzazione – afferma Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -. Siamo una banca che valorizza le storie delle imprese italiane, contribuendo ad accrescere il ruolo del Made in Italy e generando un impatto positivo per l’intera economia. Supportare le PMI nei loro progetti di crescita ed essere al loro fianco in tutte le fasi della loro vita è il nostro obiettivo. Per questo abbiamo creato al nostro interno una squadra di professionisti in grado di accompagnare le pmi nel processo di crescita manageriale per assiterle – quando ne esistono le condizioni – nell’avvicinamento al mercato dei capitali e in quest’ottica anche al passaggio generazionale e a nuovi modelli di gestione. Ne sia conferma il fatto che in poco più di un anno abbiamo già accompagnato nella lounge di Elite di Borsa italiana oltre 120 pmi”.

 

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE NELLE IMPRESE

Come favorire un processo ordinato e di successo

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In Italia la classe delle business family è costituita da oltre 2,5 milioni realtà, circa l’85% delle imprese totali, una percentuale in linea con quella delle principali economie europee come la Francia (80%), la Germania (90%), la Spagna (83%) (Fonti: Cerif e AIDAF), mentre nel Mezzogiorno sale al 97-98%. Ciò che contraddistingue le imprese familiari italiane è il minor ricorso a manager esterni, predomina infatti il modello «padronale» in cui famiglia e lavoro sono un tutt’uno: in Italia, il 66% delle imprese familiari ricorre al manager familiare, mentre in Francia il 26% e nel Regno Unito appena il 10%.

Anche per gli operatori finanziari il passaggio generazionale è considerato un forte fattore di rischio, legato all’età elevata dell’imprenditore e all’assenza di successori affidabili, che impone l’adozione di specifiche garanzie, spesso di carattere personale. Il suddetto rischio è esteso potenzialmente ad un numero crescente di imprese familiari, per il progressivo invecchiamento del leader aziendale di riferimento: più della metà degli imprenditori delle PMI manifatturiere e del commercio italiane è ultrasessantenne (fonte: ASAM), c’è una «emergenza successoria.

Anche l’imprenditoria sarda è relativamente anziana se confrontata con il dato italiano. Considerando, ad esempio, le imprese artigianali sarde, quelle guidate da ultracinquantacinquenni sono pari al 31,3% del totale a fronte di una media nazionale del 29,6%. Analizzando la portata del fenomeno, in Italia ogni anno 60mila imprenditori vivono il passaggio generazionale. Le imprese familiari sarde interessate da fenomeni di successione nell’anno 2018 si stima siano state circa 3.500, ovvero il 19,5% del totale delle imprese familiari dell’isola. (Ufficio studi di Confartigianato Sardegna su dati Istat).

Com’è stato anticipato, il momento della successione può compromettere la sopravvivenza della stessa impresa. Secondo l’analisi condotta da Asam, solo il 50% delle PMI arriva alla seconda generazione, ed appena il 10% alla terza. Un danno di oltre 25 miliardi di euro, analizzando i 16.513 passaggi generazionali che si stima non vadano a buon fine” (CERIF, 2018).

Le criticità da affrontare sono diverse e riguardano essenzialmente la gestione e continuità della successione, l’accesso ai mercati esteri, l’organizzazione degli assetti organizzativi, la capacità di attrarre persone chiave, il rischio legato alla perdita delle persone chiave, l’inserimento del manger, il trasferimento della cultura familiare.

INDAGINE IN SARDEGNA

Per meglio conoscere le caratteristiche del fenomeno in Sardegna è stata realizzata una specifica survey che ha coinvolto circa 100 imprese sarde. I risultati emersi sono molto interessanti e confermano gran parte delle tendenze nazionali. In particolare si evidenziano:

  1. Una Sensibilizzazione al tema ancora non sufficiente. Solo il 37% delle aziende ne parla spesso. E’un fenomeno che non desta preoccupazione e si sottovalutano i rischi familiari! Il tema della futura successione aziendale, infatti, per il 92% delle imprese è vissuto senza preoccupazione né tensioni. Solo il 5% delle imprese dichiara di viverlo con preoccupazioni legate ai rapporti con i fornitori, con le banche, con i clienti, con il personale, costo fiscale elevato della successione ed eccessiva lunghezza della procedura di trasmissione dell’impresa.
  2. E quindi scarsa preparazione della trasmissione/successione. Non si dispone di patti di successione (per il 70% delle aziende), e non è stata definita una modalità di successione né un piano di emergenza.
  3. ma si crede nel passaggio graduale, con affiancamento del titolare uscente come uno dei canali più utili per favorire i processi di successione.
  4. Una Trasmissione «in famiglia» per preservare la storia imprenditoriale. Il figlio/a è il potenziale successore nell’83% dei casi e ci si augura che attraverso la cessione dell’azienda possa essere promossa la sua crescita nonché quella dell’azienda.Di conseguenza ancora non pronti a separare la proprietà dalla gestione, ma questo è un tema nazionale. Non è quindi un aspetto patologico, in quanto le imprese intervistate sono essenzialmente di I generazione e l’apertura ad una manageralizzazione si verifica spesso dalla II generazione in poi.
  5. Ai soggetti esterni si chiede un compito specifico per facilitare la successione.
  6. Al pubblico si domanda una riduzione del carico fiscale
  7. Alle associazioni di categoria si domanda consulenza e azioni di sensibilizzazione
  8. Alle banche si chiede più credito che consulenza

 

 

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