05
Dic
2021
News

Focus sul porto di Brindisi | I driver di sviluppo e le sfide della sostenibilità

Lo scorso 24 settembre alla terza edizione di Shipping 4.0 - organizzata da Promoest e promossa dall'International Propeller Club Port of Brindisi - abbiamo partecipato al panel dedicato al Porto di Brindisi sulla rivoluzione industriale sotto banchina. Con l'intervento di Alessandro Panaro, Responsabile Maritime&Energy di SRM abbiamo voluto illustrare una fotografia dello stato di salute della portualità internazionale, nazionale e brindisina, utile per programmarne l’avvenire.

Sul fronte internazionale, è stato evidenziato che:

  • nei prossimi cinque anni, il Mar Mediterraneo rappresenterà il secondo mare, dopo quello cinese, per crescita del traffico container;
  • la corsa al gigantismo navale non si è ancora interrotta;
  • si sta sviluppando un fenomeno di globalizzazione su scala regionale (l’Italia, in questo contesto, rappresenta il paese leader europeo nei traffici di SSS – Short Sea Shipping, con una quota di mercato del 37% – su scala mediterranea – pari a 244 milioni di tonnellate movimentate);

Passando al fronte locale, invece, è stato messo in rilievo che il porto di Brindisi:

  • nel quadriennio 2017/2020 ha registrato circa 10 milioni di tonnellate di traffico RO-RO nonché 31 milioni di tonnellate di merci movimentate;
  • nel medesimo lasso temporale, ha mostrato un tasso di apertura internazionale (Importazioni, Esportazioni, IVA) superiore di quasi un punto percentuale alla media meridionale (29,8 vs 29,1%), una propensione all’export e una fortissima specializzazione alla produzione in settori ad alta intensità tecnologica;
  • assieme al porto di Bari, movimenta il 27% dell’intero traffico RO–RO nel Mar Adriatico;
  • quanto ad esportazioni (prevalgono Chimica, Gomma Plastica, Alimentare, Meccanica, Farmaceutica), si rivolge a mercati di medio (Francia, Spagna, Grecia, Turchia ecc.) e lungo raggio (Cina, USA, Giappone ecc.).

Sulla scia di questi dati, di seguito alcune considerazioni conclusive sulle future direttrici di sviluppo del porto di Brindisi,ossia:

  • manterene e rafforzare la posizione multipurpose in grado di conferire resilienza al porto e rispondere alle esigenze del reshoring;
  • lo Short Sea rappresenta il futuro delle rotte attesi i processi di regionalizzazione in atto ed inoltre Brindisi ha già una sua vocazione da mantenere e rafforzare; insistere su questo comparto ma attenzione al gigantismo.
  • monitorare con attenzione le rotte energetiche; se il futuro sarà impostato sul dogma della sostenibilità Brindisi non può restare fuori. E’ importante il progetto del GNL.
  • inquadrare e valorizzare la Zona Economica Speciale e la Zona Franca guardando alle vocazioni manifatturiere dell’area e soprattutto devono essere portate all’attenzione in fase di comunicazione.
  • andare nella direzione strategica 6.0; la conoscenza delle dinamiche di ciò che vi gira intorno è assolutamente fondamentale.

 

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