10
Dec
2021
News

Financing of investments by local and territorial authorities

Un’analisi sull’indebitamento e sul finanziamento degli investimenti degli Enti locali e territoriali è al centro del paper presentato alla XLII Conferenza Scientifica Annuale dell'AISRe il 10 settembre 2021.

L’articolo, frutto di un osservatorio permanente sulla finanza territoriale in Italia, illustra in una prima parte l’analisi del panorama normativo di riferimento cercando di cogliere quelli che sono stati i principali passi compiuti nel corso dell’anno appena trascorso e l’impatto che gli stessi hanno avuto sull’attività degli Enti. In una seconda parte, invece, si definisce un quadro dell’evoluzione dell’indebitamento e delle diverse modalità di finanziamento degli investimenti a cui gli Enti locali e territoriali possono far ricorso. Nello specifico, si prende in esame non solo l’andamento dei mutui, da sempre considerati lo strumento principe per finanziare investimenti, ma anche quello del Partenariato Pubblico Privato e delle risorse comunitarie, due leve su cui gli Enti possono puntare per incrementare i loro investimenti.

Dallo studio si nota, in particolare, come la pandemia che ha caratterizzato il 2020, determinando importanti ricadute sul piano economico e sociale, ha impattato anche sulla gestione finanziaria degli Enti segnando una discontinuità rispetto al passato. Se nel decennio trascorso l’attenzione era, infatti, dedicata a contenere la dinamica evolutiva della spesa per ricondurre l’andamento dei conti pubblici su un sentiero di continuo e graduale rientro del debito pubblico nei parametri comunitari, nel corso dell’ultimo anno la crisi sanitaria ha catalizzato l’attenzione imponendo risposte immediate nel ridefinire le linee dell’azione amministrativa nel fronteggiare la nuova situazione emergenziale.

L’indebitamento degli Enti a fine 2020 è stato quindi pari a 81,4 miliardi di euro, segnando un calo dell’1% rispetto al 2019 e mostrando un peso sul Pil pari al 5,4% (era 4,9% nel 2019).

Guardando ai singoli strumenti a cui si è fatto ricorso, si evidenzia come:

  • Per il 2020, con circa 1 miliardo di valore di nuove sottoscrizioni, si registra un calo del 17,8% rispetto al 2019, segnando un cambio di tendenza rispetto agli ultimi due anni che hanno vissuto una fase espansiva. È indubbio che gli eventi vissuti hanno contribuito a generare tale andamento e l’auspicio è che si tratti di un cambio di passo solo momentaneo e che, già dal prossimo anno, si possa registrare una crescita delle sottoscrizioni in modo da recuperare i volumi via via persi nel corso del tempo. Negli ultimi 10 anni, infatti, la media annuale dei mutui concessi è passata da quasi 1,5 miliardi di euro dei primi 5 anni agli 895 milioni degli anni successivi.
  • Una dinamica simile si registra anche per quanto riguarda il coinvolgimento del capitale privato. Il 2020, con quasi 2.700 bandi per 6,1 miliardi di euro segna un rallentamento con quasi il 30% di bandi in meno rispetto al 2019 (-64% il calo in termini di importi); tuttavia, ciò è condizionato dal valore record registrato nel 2019, oltre che da un temporaneo rallentamento delle stazioni appaltanti come conseguenza dell’emergenza Covid-19.
  • Per quanto concerne, poi, l’attuazione dei Fondi Comunitari si vede come, ad Agenda ormai conclusa la spesa effettiva viaggia ancora a rilento raggiungendo per i programmi FESR delle regioni del Mezzogiorno meno del 50% dell’ammontare disponibile.

Per gli anni a venire, quindi, non solo bisognerà concentrarsi sul completamento delle attività legate alla Programmazione 2014-2020, ma sarà importante avviare celermente la nuova Programmazione 2021-2027 e, parallelamente, concentrarsi sui nuovi strumenti disponibili.

Da qui al 2026, infatti, il nostro Paese avrà a disposizione, e dovrà utilizzare al meglio, circa 235 miliardi di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il Mezzogiorno potrà contare su 82 miliardi di euro (il 40% delle risorse complessive) da impiegare, in complementarità con la programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 e con il programma React-EU, soprattutto per ridurre i divari territoriali esistenti.

Gli Enti locali saranno, quindi, direttamente coinvolti in una vasta e importante attività di investimento per un percorso di rilancio che, si auspica, possa far recuperare, nel minor tempo possibile, quando perso nei mesi passati.

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La Finanza Territoriale 2020

Tradizionalmente il Rapporto sulla Finanza Territoriale dedica la prima parte ad una analisi congiunturale della finanza degli enti decentrati, quest’anno in prima linea nel rispondere alla crescente domanda di servizi e di sicurezza da parte dei cittadini. La seconda parte è, invece, dedicata proprio all’istituto delle Regioni, che nella ricorrenza dei 50 anni dalla fondazione viene messo duramente alla prova dall’evento pandemico. Il ruolo delle Regioni nella gestione dell’emergenza sanitaria ed economica tuttora in corso è completamente inedito e può costituire un utile insegnamento in merito alle proposte di riforma che si sono succedute a breve distanza l’una dall’altra.

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