Hormuz, nuove tecnologie, deglobalizzazione hanno ridisegnato shipping e schemi logistici. Da questo frullatore ancora in movimento, il Mediterraneo ne esce rafforza. Disegna un perimetro che riesce a essere contemporaneamente più stabile, costante nei flussi e comunque aperto verso gli oceani. La resilienza logistica non può più essere considerata un tema tecnico-settoriale: è una questione di strategia nazionale. Per l’Italia significa investire simultaneamente in porti, collegamenti intermodali, tecnologie digitali, energia, semplificazione amministrativa e capacità di presidio. È l’estrema sintesi delle 182 pagine del rapporto «Italian Maritime Economy 2026». Leggi di più....
Il Rapporto 2026 analizza gli importanti cambiamenti che stanno ridefinendo gli equilibri del commercio marittimo globale, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, trasformazioni delle catene di approvvigionamento e nuove sfide energetiche e ambientali. Al centro dell’analisi si colloca il Mediterraneo, osservato attraverso l’evoluzione degli scenari geoeconomici, l’andamento dei traffici portuali italiani e il ruolo crescente delle materie prime – in particolare quelle critiche – nei nuovi assetti globali. Il Rapporto approfondisce inoltre le grandi direttrici di sviluppo del settore grazie al contributo di autorevoli Think Tank internazionali, partner di SRM, affrontando temi cruciali quali i corridoi logistici emergenti come l’IMEC, la resilienza dei porti nelle crisi, la transizione energetica dello shipping e l’impatto delle politiche ambientali sulle rotte mediterranee. Il volume si conclude con articoli dedicati ai driver del futuro: intermodalità, innovazione tecnologica e digitalizzazione.
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