18
Dec
2021
News

The regionalisation of the globalisation and the Mediterranean | Harvard Business Review

Nel nuovo scenario post-pandemia si sono accentuate tendenze di ridimensionamento delle logiche globali che avevano dominato nel Dopoguerra. La competizione si gioca sempre più a livello regionale e cresce l’importanza delle rotte marittime e della logistica. In questo quadro, l’Italia può godere di vantaggi comparati di deciso interesse, specie nell’ambito mediterraneo.

Questo il tema approfondito nell'articolo "La regionalizzazione della globalizzazione e il Mediterraneo" a firma del Direttore Generale di SRM, Massimo Deandreis, pubblicato sul nuovo numero del Progetto Macrotrends 2021-2022 di Harvard Business Review Italia, edizione dedicata a "La grande transizione dal new normal al never normal. La nuova onda di innovazione che cambierà il mondo". 

Come molte volte affermato da SRM nei suoi studi, la regionalizzazione della globalizzazione è in corso. Forse non un processo definitivo, ma tuttavia destinato a caratterizzare i prossimi anni. In questo contesto il Mediterraneo è in posizione centrale e sta modificando il suo assetto, da mare di transito a mare in cui si gioca la competizione commerciale e quella delle catene del valore. L’Europa è uno degli attori e deve necessariamente essere più presente sulla scena mediterranea soprattutto per l’interesse primario di estendere l’area di riferimento del suo mercato interno e della sua moneta e per assicurare una nuova partnership strutturale con il Nord Africa sulle energie rinnovabili. Questo processo fa il paio con le aziende europee che stanno gradualmente avviando un processo di reshoring teso ad accorciare le catene di approvvigionamento e le supply chain. E l’energia è parte di questo processo.

La pandemia ha insegnato i rischi della globalizzazione quando ci sono fasi in cui tutti si chiudono. Da questo nuovo scenario l’Italia può trarre dei vantaggi, ma non deve compiere l’errore di credere che il solo posizionamento geografico sia sufficiente. Occorre investire massicciamente su portualità e logistica da un lato e sul ruolo di ponte energetico per le rinnovabili dall’altro; usando il PNRR in questa direzione. Per l’Italia e per l’Unione europea si avvicina il bivio storico tra essere protagonisti
di un nuovo rilancio dei rapporti euro-mediterranei o essere spettatori di seconda fila di quello che faranno gli altri. La scelta è facile; l’azione più difficile ma non impossibile. E il vento è favorevole.

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Italian Maritime Economy. Ports, routes, freight rates and shipping: mirrors for global change. Sustainability and logistics as key drivers for competitiveness in the Mediterranean

The eighth edition of this report analyses some of the most interesting phenomena affecting the maritime economy, brought to light by the pandemic. Covid-19, in fact, has continued to have an impact on all variables and traffic dynamics, especially with regards to the container sector.  A section of the Report is dedicated to Sustainability, considered to be a pillar on which the world economy will have to focus in the years to come. At the moment, investing in new forms of energy (such as hydrogen and LNG), focusing on everything that leads to zero emissions or the creation of so-called Green Ports, seems to be more of an obligation than a necessity. SRM's analyses look at all this, while making use of essays and in-depth studies elaborated by its national and international partners, such as the Universities of Hamburg and Antwerp and the Shanghai International Shipping Institute.

€ 70,00
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