Il Mediterraneo sta cambiando da “mare di transito” a “mare di traffico”, sempre più centrale. “Non più solo punto prevalente di passaggio fra mari, l’Atlantico e l’Indo Pacifico. Lo è ancora, ma c’è anche una crescita di traffico proprio nei porti del Mediterraneo”, sottolinea Massimo Deandreis, direttore generale Srm. Il rapporto 2026 sull’Italian Maritime Economy presentato oggi a Napoli da Srm, il centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, dice che le previsioni al 2030 indicano una crescita del traffico container mediterraneo del 15%, con un tasso medio annuo del 2,8%, superiore alla media mondiale. Leggi di più...
Il Rapporto 2026 analizza gli importanti cambiamenti che stanno ridefinendo gli equilibri del commercio marittimo globale, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, trasformazioni delle catene di approvvigionamento e nuove sfide energetiche e ambientali. Al centro dell’analisi si colloca il Mediterraneo, osservato attraverso l’evoluzione degli scenari geoeconomici, l’andamento dei traffici portuali italiani e il ruolo crescente delle materie prime – in particolare quelle critiche – nei nuovi assetti globali. Il Rapporto approfondisce inoltre le grandi direttrici di sviluppo del settore grazie al contributo di autorevoli Think Tank internazionali, partner di SRM, affrontando temi cruciali quali i corridoi logistici emergenti come l’IMEC, la resilienza dei porti nelle crisi, la transizione energetica dello shipping e l’impatto delle politiche ambientali sulle rotte mediterranee. Il volume si conclude con articoli dedicati ai driver del futuro: intermodalità, innovazione tecnologica e digitalizzazione.
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