08
Ott
2021
News

La dimensione innovativa del sistema economico meridionale

Qual è la dimensione innovativa del sistema economico meridionale?

In occasione della Web Conference AISRe 2021 - Le sfide dei territori nell’era post-covid, SRM ha presentato uno studio sull'ecosistema innovativo del Mezzogiorno, prendendo in considerazione alcune variabili utili ad analizzare la domanda d’innovazione, l’offerta e il ruolo del trasferimento tecnologico.

Come spiegato nel corso della Conferenza da Autilia Cozzolino, ricercatrice del Servizio Imprese & Territorio di SRM, nella fase post-pandemica lo sviluppo di un ambiente innovativo valido e funzionale al sistema produttivo, rappresenta un’opportunità non solo per l’Italia, ma ancor di più per il Mezzogiorno, in quanto costituisce una via quasi obbligata per valorizzare le potenzialità produttive e favorire la ripresa e la resilienza dell’area.

I risultati dell’edizione 2021 del Regional Innovation Scoreboard (RIS) segnalano progressi incoraggianti di alcune regioni meridionali rispetto alle altre aree italiane e alla media europea, ma c’è ancora molto da fare, non a caso il Mezzogiorno si colloca nella fascia medio-bassa del gruppo dei “Moderate”, presentando delle performance inferiori rispetto alle regioni centro-settentrionali.

Nello specifico, diversi dati fanno emergere le difficoltà in cui il sistema produttivo e imprenditoriale meridionale sono ancora immersi, ma anche alcuni segnali promettenti:

  • Al Sud, 15.695 imprese sono da considerare innovative, il 17% del dato nazionale e, a differenza delle altre aree geografiche, non superano ancora quelle che non hanno realizzato innovazione (48%).
  • Si riscontra però una maggiore attenzione al tema dell’innovazione: rispetto al 2014, il numero delle imprese innovative cresce in media all’anno di quasi il 23,2% (in Italia + 16%) e la spesa per addetto è aumentata di 1.800 euro (media Italia +2.800 euro).
  • C’è un divario nel livello di digitalizzazione: nel 2020, l’87% delle imprese meridionali con almeno 10 addetti si colloca a un livello “basso” o “molto basso” d’adozione dell’ICT, contro l’82% del dato nazionale.
  • Si evidenziano però alcuni segnali di reazione alle difficoltà emerse negli ultimi tempi a causa della pandemia, come ad esempio la rilevante crescita della quota di imprese che forniscono sui propri siti web informazioni sui prodotti offerti (dal 28,2% nel 2019 al 47,7% nel 2020).
  • Non mancano elementi che possono favorire lo sviluppo di un ecosistema innovativo adeguato come l’accentuata voglia d’impresa (Sud, prima area del paese per numero di iscrizioni di nuove imprese), la presenza di 6 dei 24 poli tecnologici nazionali, la diffusione di PMI innovative (418) e Startup innovative (3.378), importanti iniziative di collegamento tra il mondo accademico e l'economia reale.

L’implementazione delle tecnologie digitali è la vera infrastruttura che serve per il rilancio del Mezzogiorno e per rendere il Sud davvero interconnesso.

Gli investimenti per la trasformazione tecnologica del Paese sono determinanti e possono rappresentare l’acceleratore di tutti i processi di sviluppo che si intendono attivare. Punto di riferimento sarà il PNRR, la cui prima missione è dedicata proprio all’innovazione destinandole 40,73 miliardi di euro dei quali, il 36,1%, dovrebbe essere indirizzato al Mezzogiorno. Non va tralasciata la presenza di altri strumenti dedicati alla Ricerca: programmi a valere sui fondi strutturali, quali il PON “Ricerca e Innovazione” ed i POR 2014-2020.

Mai come in questo caso si può contare su una importante disponibilità finanziaria. Sono rilevanti gli impegni nazionali e le policy di supporto europee.

Le politiche per l’innovazione rappresentano un anello di collegamento tra il mondo della ricerca e dell’innovazione e il settore industriale con l’obiettivo di sviluppare e sostenere un contesto favorevole affinché le idee si trasformino in progetti e prodotti utili al mercato.

 

Per approfondire, consulta le slide della presentazione

 

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