22
Dec
2021
News

A new strategic planning for the development of the Southern Italy

Una nuova progettualità strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno e del Paese passa per economia del mare, transizione energetica e ambientale e transizione digitale. E' questo il tema sul quale è stato invitato ad intervenire Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM, all'evento organizzato il 21 ottobre a Napoli da Confindustria: "Sud e Nord insieme verso l'Europa. Coesione Territoriale 2021-2030: Cambiamenti strutturali e strategici per lo sviluppo e la convergenza socioeconomica del Paese"

Va innanzitutto sottolineato che il Mezzogiorno è essenziale per trasformare la ripresa congiunturale in una crescita strutturale e sostenibile dell’intero Paese.

Negli ultimi vent’anni la crescita del Paese è stata inferiore di almeno un punto percentuale rispetto all’Europa… ed il Sud nel contempo è cresciuto costantemente meno del resto del Paese. L’economia post Covid è in decisa ripresa; il PNRR e le riforme indicano una strada possibile per accelerare i processi di coesione territoriale.

A differenza del passato, ora c’è un quadro di finanza pubblica espansiva. Le risorse ci sono grazie all’Europa.

La mole di risorse a disposizione per i prossimi anni è notevole e il Mezzogiorno si conferma centrale per il perseguimento di una ripresa strutturale, sostenibile e durevole dell’economia nazionale con oltre 200 miliardi di euro disponibili esclusivamente per il Mezzogiorno.

Ma le risorse da sole non bastano. Occorre spendere bene e con una nuova visione strategica del Mezzogiorno fondata su 4 pilastri:

  1. Industria
  2. Turismo e Ambiente
  3. Energia e rinnovabili
  4. Economia del mare: porti, shipping e logistica

1. Il Mezzogiorno è player industriale importante, anche perché l’industria al Sud è fortemente interdipendente con quella del Nord.
Il Mezzogiorno fosse uno Stato sarebbe l’ottava manifattura europea per numero di imprese manifatturiere. Inoltre, nel manifatturiero 100 euro investiti nel Mezzogiorno generano una ricaduta aggiuntiva dii 58 euro nel Resto d’Italia. E per ogni euro che va all’estero se ne aggiunge poco più di un altro (1,3) destinato nel resto del Paese.
Su quali obiettivi puntare dunque? Aumentare la densità imprenditoriale, accrescere la dimensione di impresa, migliorare sensibilmente gli investimenti in ricerca, innovazione e digitalizzazione, fattori di competitività del tessuto produttivo.

2. Il Turismo è la vera «miniera nascosta» del Sud. Ma bisogna puntare su un turismo sempre più "sostenibile, responsabile e intelligente" per favorire l’attrattività, la ricaduta economica e ridurre l’impatto ambientale. Puntare quindi sulla qualità, accrescere le connessioni con l’ambiente e la cultura e favorire l’effettiva ricaduta economica sul territorio.

3. Il Mezzogiorno è il serbatoio dell’Energia Green e sostenibile del Paese ed è la frontiera di collegamento tra Europa e Sud Mediterraneo.
Il Sud rappresenta la chiave per raggiungere il target del 30% di quota green sui consumi finali al 2030, stabilito nel Piano Nazionale per l’Energia e il Clima Italiano. Il Sud possiede un importante patrimonio di energie rinnovabili producendo il 53,2% di Eolico, Solare e Bioenergie, che può offrire un eccellente contributo al raggiungimento dei nuovi target di de-carbonizzazione. Il Mezzogiorno potrebbe inoltre candidarsi a hub europeo dell’idrogeno verde per la posizione geografica al centro del Mediterraneo, la vasta rete infrastrutturale e un solido know how scientifico e progettuale.
Il Mezzogiorno è porta d’ingresso di nuovi flussi energetici provenienti dal Nordafrica verso l’Europa (Gasdotti Transmed e Greenstream).
Nel Mediterraneo transita il 30% del traffico energetico marittimo mondiale e il Mezzogiorno è sede di importanti porti energy (oil & gas).
Messina, Augusta e Cagliari sono tra i primi 5 porti italiani con  60 mln tonn. di liquid bulk (38% del totale nazionale, anno 2020).
Il Mezzogiorno diventa quindi determinante per riuscire a raggiungere gli obiettivi europei.

4. Porti, Shipping e Logistica: gli scali del Sud sono una risorsa essenziale per l’economia italiana e per il posizionamento geo-economico del Mezzogiorno.
47%: Incidenza sul cargo movimentato dal Sistema portuale italiano, pari a 207 mln di tonn. 
53%: Peso sul traffico RO-RO italiano, pari a 55,2 mln di tonn. 
57%: Ricorso alla modalità marittima per l’import-export (33% per l’Italia)
4.400:  N. Imprese della filiera dello Shipping
15,8: Mld € di VA generato dall’Economia del Mare (oltre 1/3 dell’Italia)
7:  ZES autorizzate e grande opportunità per attrarre nuovi investitori

Bisogna far diventare i porti del Mezzogiorno motori di sviluppo del territorio e hub logistici, puntando su: internazionalizzazione, intermodalità, formazione, innovazione, free zone ed energia green.

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