31
Dic
2021
News

La Turchia investe nel Mezzogiorno | Intervista a Gaetano Colato di AKKON LINES

Chi investe nel Mezzogiorno? SRM ha intervistato per il Dossier 1-2021Gaetano Colato che sta guidando a Salerno come Italy Country Manager, le strategie e le linee di sviluppo dell’operatore marittimo Akkon Lines, specializzato nel settore dei container proprio nell’area MED, anch’esso facente capo alla Turchia.

Sul sito dell’azienda campeggia una bellissima immagine di un gabbiano con il motto “no matter how violent the storm is; seagull never gives up her beloved sea”, segno di determinazione e di idee chiare. La mission di Akkon è orientata a uno shipping sostenibile; rafforzare la posizione di modelli di business sostenibili offrendo soluzioni personalizzate ai clienti, e migliorando gli standard del settore logistico in termini di tempo, costi, qualità ed elementi ambientali.

La sostenibilità è il dogma del futuro attraverso la quale tutto il comparto dovrà impostare la propria competitività. Con Colato parliamo a tutto tondo di storia, strategie e futuro.

 

Dr. Colato, ci può parlare di Akkon e delle sue origini?

La Akkon Lines nasce nel settembre 2018 sulla scia delle buone relazioni commerciali tra la Turchia e la Libia con un management di lungo corso nel settore dei trasporti full container un settore di grande rilievo se solo pensiamo che nel Mediterraneo vengono trasportate via mare circa 2 miliardi di tonnellate di merci ed un terzo di queste lo fa a mezzo container.

La Akkon Lines è, infatti, una azienda turca, gestita da una famiglia imprenditoriale che detiene la quota di maggioranza, e che in parte ha ricostituito una compagnia marittima precedentemente presente in Italia con il nome di Contaz.

La scelta dell’azienda è stata di avvalersi di un management italiano che quindi conosca molto bene gli scenari marittimi del nostro Paese e sappiamo le esigenze del territorio quali sono.

Dove operate in particolare?

Abbiamo scelto il Sud, territorio che a nostro avviso offre tantissime opportunità specie connesse ai settori con cui lavoriamo. Akkon ha deciso di investire in Italia, aprendo una sede diretta a Napoli ma che opera sul porto di Salerno che ora è nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.
L’esperienza e l’efficienza del porto di Salerno, dove è presente storicamente il terminal della famiglia Gallozzi è stato il modo migliore per approdare in Italia prima di accedere in futuro anche ad altri scali italiani.

Ha parlato di opportunità, ma ritiene possano esservi buone prospettive in questo momento?

Credo che il momento che stiamo passando sia destinato a migliorare e poi se sapremo attuare strategie di reshoring anche addirittura a trasformarsi in opportunità per chi opera con le rotte di Short Sea Shipping come noi su Salerno. Ci sono poi buone prospettive di sviluppo del progetto Akkon Italia Srl grazie all'evolversi degli accordi internazionali e la politica industriale italiana da sempre stimolata alla crescita e all’esportazione intra Med.

Quindi i prodotti italiani continuano a "tirare" bene sui mercati internazionali?

Il prodotto italiano, nelle varie declinazioni qualitative, mantiene un certo appeal per i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: alimentari in primis, e il Sud esporta in particolare pasta, conserve di pomodoro e tanti altri prodotti dell’agroalimentare che è un eccellenza della Campania ma di molte regioni; ma evidenzierei anche carta per ogni uso domestico, fertilizzanti, il tessile-abbigliamento, cascami di varia natura, detergenti per uso industriale; in sintesi prodotti di largo consumo e di uso comune che verranno usati a prescindere dalla pandemia.

Secondo Lei cosa sta caratterizzando gli scenari marittimi attuali?

Dal nostro osservatorio lo scenario attuale del trasporto marittimo vede i grandi vettori world wide volti a soddisfare i collegamenti con i Paesi dell'estremo Oriente vista l’esplosione della Cina con la Belt & Road Initiative e visto che la stessa Cina è stata la prima a ripartire dalla pandemia, ed a seguito dei sempre più forti accordi di libero scambio tra di loro; la storia recente però dice che intoppi quali le blank sailing, la scarsità di container vuoti o il blocco di Suez causato dalla Ever Given possono far aumentare i noli, ma certo non scoraggiare del tutto i traffici sia in import che in export.
Pertanto, anche se in controtendenza a quanto sopra, la capacità per un Paese del Mediterraneo come Libia, Turchia, Algeria e Tunisia (vale a dire i paesi coperti dai servizi Akkon) di potersi approvvigionare dall’Italia risulta premiante, tanto per l’efficienza dei trasporti marittimi, con tempi di transito ridotti, quanto per la stessa economicità delle tratte.
È un contesto molto sfidante e bisogna sapersi orientare con le strategie giuste.

Come è strutturato e da quanto tempo opera il Vostro servizio da Salerno?

Ad oggi sono circa sei mesi che la Akkon Italia Srl opera dal porto di Salerno, le partenze sono offerte con cadenza settimanale e si è generato un buon indotto della catena logistica portuale che interessa dai trasportatori ai doganalisti passa per le maestranze portuali che gestiscono i depositi dei containers vuoti e movimentano i pieni per l’imbarco. Vengono inoltre coinvolti ormeggiatori, piloti e altre attività di assistenza alla nave per l’ancoraggio e la sosta. Come vede la logistica continua ad attivare una filiera complessa.

Quali sono le caratteristiche della linea?

Attualmente la linea marittima Akkon Lines si pone come operatore fortemente orientato ai traffici marittimi container intra-mediterranei a 360° ed è presente in Europa e in area Mediterraneo con 13 uffici di proprietà, con parco container di proprietà e con 8 navi che possono trasportare da 600 a 1.200 TEUs di portata in uso esclusivo.
La Akkon Italia Srl grazie al servizio diretto sul porto di Misurata in Libia con partenza da Salerno ha saputo conquistarsi ad oggi un segmento di mercato in tempi brevi e punta al consolidamento di questo servizio, senza trascurare come destinazione la Turchia con i porti di Izmir, Ambarli, Gebze e Gemlik che assorbe traffici più variegati, per cui oltre alimentari e prodotti di largo consumo, importa anche semilavorati industriali che trovano impiego in stabilimenti di produzione di aziende multinazionali.

La tratta West Med Service

 

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