09
Mar
2022
Rassegna stampa

Covid e guerra spingono gli scambi commerciali verso la regionalizzazione | Deandreis (SRM) su Repubblica.it

Su Repubblica.it l'articolo che cita l'intervento di Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, alla Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry il 9 marzo nel corso dell’Opening Conference dal titolo "La grande occasione. Il PNRR per il rilancio del sistema logistico-industriale italiano al 2030".

 

“La pandemia prima e il conflitto russo-ucraino poi accelerano ulteriormente il cambio radicale degli assetti economico e commerciali internazionali, coinvolgendo anche il trasporto marittimo grazie al quale viene scambiato il 90% di beni del mondo”.

È la premessa da cui è partito Massimo De Andreisdirettore generale SrmCentro Studi legato al gruppo Intesa Sanpaolo, intervenuto oggi al convegno Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry di Milano, per spiegare l’impatto che questi eventi hanno avuto e continuano ad avere sull’industria del mare, definita “resiliente” ai recenti shock che hanno investito il commercio mondiale. De Andreis individua sei fenomeni che contraddistinguono questo cambiamento: regionalizzazione, aumento dei noli/il ritorno delle scorte, reshoring/nearshoring, fenomeni di integrazione, accorciamento delle catene logistiche e Short Sea Shipping, sostenibilità e digitalizzazione.

“A causa dell’incertezza dovuta alla mancanza di beni disponibili, durante i ripetuti lockdown, alla maggiore difficoltà nel reperire i prodotti finiti e semilavorati, alle difficoltà logistiche di scambio di prodotti durante il periodo pandemico, all’impennata dei prezzi delle materie prime, nonché ai recenti accadimenti legati alle tensioni politiche, le grandi macroregioni del mondo tenderanno a scambiare merci sempre più all’interno dei grandi blocchi, implementando la spinta verso la regionalizzazione”, spiega il direttore generale.

Le rilevazioni di Srm segnalano che negli ultimi anni le rotte intraregionali sono aumentate e si prevede che continueranno a farlo raggiungendo al 2022 il 43,3% del totale. Nel frattempo, la movimentazione dei container crescerà in tutte le aree ma nel Mediterraneo, in particolare, si registrerà la seconda migliore performance dopo il Sud Asia nei prossimi 5 anni.

Inoltre, fa notare De Andreis, “la repentina impennata della domanda, verificatasi dopo l’onda dei ripetuti lockdown nel mondo, affiancata da un rigoroso controllo della flotta, ha generato, in ambito marittimo, un aumento delle tariffe (noli) senza precedenti, che ha inciso e incide sul livello dei prezzi dei beni”.

Anche in questo caso, le rilevazioni di Srm riportano che l’indice Scfi medio (che considera i noli sulle principali 13 rotte in export da Shanghai) del quarto trimestre 2021 per la prima volta ha superato i 4.691 punti, in aumento del 138% sullo stesso periodo del 2020 e del 447% sul primo trimestre 2019. Il valore dell’indice Scfi a gennaio 2022 ha superato il massimo storico dei 5.000 punti, mentre trova a fine febbraio 2022 un’attenuazione (4.818 punti).

Il problema, avverte De Andreis, è che “fino a quando il mercato non ritroverà in parte il suo equilibrio tra domanda e offerta, le tensioni saranno destinate a rimanere molto elevate, costringendo colossi come Amazon e Ikea, ma anche gli stessi spedizionieri, a trasformarsi in veri e propri armatori, noleggiando navi per aggirare i colli di bottiglia all’interno della supply chain, implementando quei fenomeni di integrazione di impresa che già da tempo caratterizzavano il sistema marittimo”.

La fragilità di supply chain lunghe e complesse, dunque, sta indirizzando il modello di specializzazione internazionale del lavoro e di dislocazione delle fabbriche verso fenomeni di reshoring/nearshoring delle produzioni. “L’accorciamento delle catene logistiche permette, infatti, di imprimere un impulso maggiore a quella tipologia di traffico marittimo di corto raggio (Short Sea Shipping) in cui l’Italia è leader e che asseconda anche quell’esigenza di sostenibilità che appare sempre più al centro dell’agenda politica globale”, sottolinea il direttore generale.

Logistica, portualità e shipping intersecano tutti questi fenomeni e ne rappresentano un “anello chiave”. “La resilienza di questo settore diventa, quindi, un elemento strategico da cui un Paese moderno non può prescindere”, avverte De Andreis. Che conclude: “L’Italia ha proprio in questo contesto e in questo momento un posizionamento geografico di grande vantaggio perché può svolgere la funzione di ponte energetico e logistico tra Europa e Nord Africa. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) va inquadrato in questo contesto internazionale di ampio respiro e non solo in chiave nazionale. Il Pnrr, difatti, offre le risorse per attuare questo disegno e per rilanciare il ruolo dei porti come hub strategici volti sia a rafforzare il tessuto industriale e produttivo italiano sia a migliorare la connettività logistica”.

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