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Bollettino Mezzogiorno 2 | 2020

Al terzo trimestre del 2020 nel Mezzogiorno sono attive 1 milione e 712mila imprese, il 33,2% delle imprese attive in tutta Italia. Rispetto al corrispondente valore del 2019, il dato è in lieve aumento (+0,7%); in particolare, mentre si riduce il numero delle imprese individuali (-0,2% a 1.125.585 unità) e delle società di persone (-2,1% a 174.950), crescono considerevolmente le società di capitali (+5,3% a 356.619 imprese). Una tendenza analoga si riscontra anche nel Centro-Nord e in Italia. Fatta eccezione per le costruzioni (+1,9%), il numero di imprese attive risulta in calo in tutti i principali settori, con commercio e agricoltura che registrano rispettivamente un -0,4% ed un -0,3%. Stabile il comparto delle attività manifatturiere.

La forza lavoro nel terzo trimestre del 2020 è stata composta da 7 milioni e 365mila individui (il 29% del totale nazionale), in calo dell’1,7% rispetto al terzo trimestre del 2019. Il numero di occupati è sceso a 6 milioni e 139mila persone (-2,2%), mentre il numero dei disoccupati è salito a 1 milione e 226mila unità (+0,7% contro +17,2% nel Centro-Nord e +8,6% in Italia). Il tasso di occupazione ha registrato un calo portandosi al 44,9%, mentre è aumentato il tasso di disoccupazione, al 16,6%; in crescita è anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 48,4% del 2018 a 45,5% del 2019) e quello di disoccupazione femminile nel terzo trimestre 2020 (19,9%, da 18,4% del II trimestre 2019).

Nel corso dei primi nove mesi del 2020 il Mezzogiorno ha registrato esportazioni pari a 31,1 miliardi di euro, in calo del 15,6% rispetto all’analogo periodo del 2019. Con riferimento ai principali comparti manifatturieri, in termini di export, gli unici a far registrare andamenti in crescita sono l’alimentare (+7,2% con 4,5 miliardi di euro tra gennaio e settembre 2020) e il farmaceutico (+13,4%, 2,6 miliardi). Prodotti petroliferi (-39,7%) e tessile-abbigliamento (-31,3%) sono, invece, i settori con le performance peggiori.

 

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Dettagli
Dossier UE 2|2020

La prima parte della pubblicazione è dedicata al tema della svolta verde dell’Ue e si guarda, in particolare, alla nuova riforma della Pac. Si guarda, poi, alla riprogrammazione dei fondi Ue per fronteggiare la pandemia e alle procedure d’infrazione aperte dall’Ue a carico di singoli Stati per non aver rispettato appieno il diritto comunitario. Guardando alle imprese, infine, l’attenzione si è concentrata sul tema del passaggio generazionale.

La seconda parte della pubblicazione è poi dedicata al tema delle infrastrutture. Si parte da un’intervista alla General Manager della turca Yilport che ha vinto la gara di assegnazione nel porto di Taranto del Molo Polisettoriale, e si prosegue con un quadro dei nuovi scenari dello shipping in una logica internazionale e del sistema energetico globale.

La terza ed ultima parte del Dossier è dedicata ad uno speciale sul settore turistico e culturale.

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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2020

L’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale continua a scendere e registra, nel 2020, secondo le stime preliminari, un calo di oltre 40 punti rispetto all’anno precedente, il più basso registrato a partire dal 2007. Gli effetti recessivi della pandemia sul PIL nel 2020 si prevede che siano appena meno pronunciati nel Sud (-9%) rispetto al Centro-Nord (-9,8%), ma comunque consistenti; per il 2021 e 2022 la ripresa del Mezzogiorno si prospetta invece sensibilmente più debole (rispettivamente +1,2% e +1,4%) rispetto al Centro-Nord (+4,5% e +5,3%). Alcune variabili evidenziano però anche una capacità di “resilienza” dell’economia meridionale, sulla quale puntare la ripresa, accelerando l’impiego delle risorse UE già disponibili e di quelle programmate già dall’anno prossimo.

Il quadro che emerge in questa edizione del Check-Up Mezzogiorno sulla congiuntura 2020 è quindi quello di un Sud che ha cercato di resistere all’impatto socioeconomico della pandemia e di sfruttare tutte le opportunità offerte da numerosi strumenti di sostegno e limitate misure di rilancio adottati nel corso dell’anno, in attesa della definitiva approvazione della Legge di Bilancio e del PNRR: un Sud che resiste in attesa di una nuova e più efficace politica per la ripresa.

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La Finanza Territoriale 2020

Tradizionalmente il Rapporto sulla Finanza Territoriale dedica la prima parte ad una analisi congiunturale della finanza degli enti decentrati, quest’anno in prima linea nel rispondere alla crescente domanda di servizi e di sicurezza da parte dei cittadini. La seconda parte è, invece, dedicata proprio all’istituto delle Regioni, che nella ricorrenza dei 50 anni dalla fondazione viene messo duramente alla prova dall’evento pandemico.
Il ruolo delle Regioni nella gestione dell’emergenza sanitaria ed economica tuttora in corso è completamente inedito e può costituire un utile insegnamento in merito alle proposte di riforma che si sono succedute a breve distanza l’una dall’altra.

Editore: Rubbettino

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Resilienza e Sviluppo nel Mezzogiorno: settori, aree e linee prospettiche

Studio preparato in occasione della Conferenza Aspen Institute Italia del 3 dicembre 2020 “Il Mezzogiorno d’Italia: chiave di rilancio per l’economia italiana?”

L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del contagio da COVID-19 sta causando, anche nel Mezzogiorno, una riduzione senza precedenti dell’attività economica che, sebbene risulti inferiore al dato nazionale, è comunque rilevante e rischia un ulteriore peggioramento a causa della seconda ondata che si sta manifestando nell’ultimo trimestre dell’anno. La ripartenza del 2021 si prevede, inoltre, sia lenta e disomogenea rispetto al Centro-Nord, con il rischio di ampliare le distanze con il resto del Paese, alimentate anche durante la precedente crisi finanziaria e non ancora recuperate.
Un periodo di forte crisi e tensione che se, da un lato, preoccupa dal punto di vista economico, dall’altro, spinge a una rivalutazione delle proprie possibilità e potenzialità per una ripresa.

La crisi può diventare una vera occasione di sviluppo per il Mezzogiorno.


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Quaderni di Economia Sociale 2|2020

Speciale Covid-19

Nell’analisi degli effetti della pandemia è necessario dedicare un’attenzione particolare anche al Settore dell’economia sociale che, come chiariscono i dati statistici raccolti, rappresenta un settore che dà occupazione, distribuisce salari e redditi agli attori che concorrono alla produzione di beni e servizi e che realizza un reinserimento intelligente (ed efficiente) dei soggetti svantaggiati.

In questo numero, attraverso la voce di vari autori, viene messo a fuoco in che modo il sistema di imprese sociali e organizzazioni del Terzo Settore sta gestendo l’emergenza sanitaria, sia in termini di mantenimento dei livelli di produzione e occupazione, sia in termini di flessibilità organizzative e produttive in grado di far fronte alle variazioni, quantitative e qualitative, virulente e non previste, della domanda di cura di questi mesi.

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Dossier UE 1|2020

La prima parte della pubblicazione ospita un primo contributo sul Green Deal e la svolta ambientale dell’Europa in vista degli obiettivi del 2050, ed il tema è tanto vitale che neanche la crisi legata al Coronavirus ne ha rallentato i lavori. Guardando alle imprese, invece, l’attenzione si è concentrata sul contributo delle imprese del Mezzogiorno nelle catene del valore nazionali. L’emergenza Covid-19 ha reso ancora più cruciale l’analisi di tali rapporti al fine di cogliere quali siano le migliori strade da intraprendere.
La seconda parte della pubblicazione si apre con l’intervista al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, sul ruolo delle Zona Franca per lo sviluppo del territorio in una logica europea e ci si sofferma, poi, sull’impatto dell’epidemia da Covid-19 sul trasporto marittimo internazionale e sulla domanda globale di energia, due temi che pongono il nostro Paese al cento di una rete di scambi internazionali di primaria importanza.
La terza ed ultima parte del Dossier è dedicata ad uno speciale sulla filiera farmaceutica, un settore caratterizzato da legami di approvvigionamento e fornitura che vanno ben al di là dei confini nazionali; circostanza, questa, che nei mesi passati ha in alcuni casi subito gli effetti delle difficoltà logistiche legate alla pandemia in atto.

 

 


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I nuovi scenari economici di fronte alla sfida del Covid-19. Il ruolo dell’economia sociale in Italia e  nel Mezzogiorno | Luglio 2020

Il Rapporto mette a fuoco, attraverso la voce di vari autori, in che modo durante questo periodo il sistema di imprese sociali e organizzazioni di Terzo Settore ha saputo gestire l’emergenza, sia in termini di mantenimento dei livelli di produzione e occupazione, sia in termini di flessibilità organizzative e produttive in grado di far fronte alle variazioni, quantitative e qualitative, virulente e non previste, della domanda di cura che ci sono state in questi mesi.

Tra gli autori degli articoli e delle testimonianze del territorio: Fondazione con Il SudGruppo di imprese sociali – Gesco,  Intesa SanpaoloVITA, l’incubatore sociale Dialogue PlaceConfcooperative Federsolidarietà, le cooperative La Quercia di Trieste e Pares di Milano, la Caritas diocesana di NapoliCSV NapoliFigli in famiglia o.n.l.u.s., il Comune di Meta, l’Università di Salerno e il Dipartimanto di Scienze Politiche dell’Università di Napoli Federico II.

 

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I nuovi scenari economici di fronte alla sfida del Covid-19. La filiera farmaceutica e l’impatto nel Mezzogiorno | Giugno 2020

Questo paper è il secondo di una serie di analisi rivolte a monitorare l’impatto del Coronavirus sui comparti strategici per il Paese. Questo secondo studio analizza la filiera farmaceutica, settore tipicamente anticiclico che non è stato – ovviamente – coinvolto in forme di blocco dell’attività produttiva essendo, al contrario, annoverato tra quelli prioritari per fronteggiare la difficile situazione in essere. Il modello di analisi adottato parte, quindi, dall’ipotesi che il settore abbia risentito meno di altri della recessione in atto e che potrà rappresentare uno dei settori trainanti del recupero dell’Italia dopo la pandemia.


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Bollettino Mezzogiorno 1-2020

Il Bollettino Mezzogiorno 1-2020 mostra un quadro dell’arte, a fine 2019, in termini di Valore Aggiunto, tessuto imprenditoriale e contesto occupazionale, relazioni commerciale con l’estero e variabili creditizie. Negli ultimi mesi, tuttavia, l’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese (ma non solo) ha radicalmente e molto velocemente cambiato gli scenari economici rendendo, apparentemente, ormai superati i dati qui riportati. Essi rappresentano, tuttavia, la base da cui partire non solo per analizzare l’impatto di Covid-19, ma anche – e soprattutto – per tracciare i futuri percorsi di ripresa.
Le stime di tutti i principali Istituti economici parlano di un anno in recessione per il nostro Paese e l’impatto sui territori sarà, per forza di cose, diversificato a seconda delle caratteristiche intrinseche di ognuno, della dipendenza più o meno forte dai settori maggiormente colpiti dalla crisi e della capacità/velocità di ripresa che si metterà in campo.
In questo momento, fare delle previsioni sugli andamenti futuri – soprattutto a carattere regionale – è particolarmente difficile date le numerose incertezze ancora in essere. Ciononostante, SRM, da sempre attenta all’evoluzione delle dinamiche economiche delle regioni del Mezzogiorno, guarda con attenzione quello che sta accadendo e si pone l’obiettivo di analizzarne l’impatto fornendo nuove chiavi di lettura in vista della futura ripresa; il tutto partendo dalle informazioni ante-crisi qui riportate.

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