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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2018

Secondo il rapporto Confindustria-SRM, l’economia del Mezzogiorno prosegue nella sua lenta ma costante risalita che ha caratterizzato gli ultimi due anni:i segnali positivi restano prevalenti, ma il ritmo con cui i valori pre-crisi vengono recuperati è ancora contenuto, anzi si registra qualche rischio di rallentamento. Per il secondo anno consecutivo, tutti e cinque gli indicatori che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia meridionale elaborato da Confindustria e SRM (relativi a ricchezza prodotta, livelli occupazionali, numero delle imprese, export e investimenti) sono positivi. L’Indice registra un’accelerazione nel 2017 (+15 punti), ma rimane ancora di 40 punti al di sotto del valore pre-crisi del 2007. Il PIL 2017 conferma la previsione di una moderata crescita (+1,4%), che consente al Mezzogiorno di tenere il passo con il resto del Paese: la fiducia si mantiene elevata, e le previsioni per il 2018 (+1,1%) confermano tale tendenza, ma con un andamento leggermente più contenuto. I principali segnali di vitalità vengono dalle imprese il cui numero continua ad aumentare (9.000 in più). Cresce il numero delle imprese in rete (sono ormai quasi 7.000) e quello delle Start Up Innovative (oltre 2.100). Alle 190 mila imprese giovanili, iniziano ad aggiungersi quelle finanziate da “Resto al Sud”, il nuovo strumento di promozione d’impresa per i giovani meridionali con oltre 3.500 domande di incentivo presentate in pochi mesi.

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Bollettino Mezzogiorno 1-2018

A fine 2017 nel Mezzogiorno sono attive quasi 1 milione e 695 mila imprese, il 32,9% delle imprese attive in tutta Italia. Rispetto al 2016, il dato è in aumento (+0,5%); in particolare, mentre si riduce il numero delle imprese individuali (-0,5% a 1.147.504 unità) e delle società di persone (-2,1% a 186.862), crescono considerevolmente le società di capitali (+6,2% a 305.913 imprese). Una tendenza analoga si riscontra anche nel Centro-Nord e in Italia. Fatta eccezione per l’agricoltura che cresce dello 0,4%, sono in calo i principali settori con un -0,7% per il manifatturiero, un -0,3% per il commercio ed un -0,1% per le costruzioni.
La forza lavoro è stata composta da 7 milioni e 591mila persone (il 29,3% del totale nazionale), in aumento dello 0,8% rispetto al 2016. Il numero di occupati è salito a 6 milioni e 122mila persone (+1,2%), mentre il numero dei disoccupati è sceso a 1 milione e 469mila unità (-0,5% contro -6,4% nel Centro-Nord e -3,5% in Italia). Il tasso di occupazione è salito al 34,3%, mentre il tasso di disoccupazione è lievemente diminuito portandosi al 19,4%; in calo è stato anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 51,7% a 51,4%) e quello di disoccupazione femminile (da 22,1% a 21,8%).

Per quanto riguarda invece le relazioni commerciali, nel 2017 il Mezzogiorno ha registrato un interscambio commerciale con l’estero pari ad oltre 97,1 miliardi di euro, in aumento dell’11,4% rispetto al medesimo periodo del 2016; le importazioni sono state pari a 49,9 miliardi (+12,9%) e le esportazioni pari a 47,2 miliardi (+9,8%).

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Un Sud che innova e produce | Volume 6 | Il valore delle filiere produttive nel nuovo contesto competitivo e innovativo, tra Industria 4.0 e Circular Economy

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La ricerca approfondisce l’importante ruolo che il Mezzogiorno riveste in particolare nelle cinque ­filiere produttive nazionali ‑ Alimentare, Abbigliamento-Moda, Automotive, Aerospazio, Farmaceutica e delle Scienze della Vita, analizzando quei fattori chiave – come la logistica e l’innovazione – che possono assicurarne la crescita e l’espansione. Lo studio evidenzia il peso e il valore competitivo delle realtà industriali meridionali e il grado di connessione produttiva delle filiere, fulcro di forti interdipendenze tra Nord e Sud e driver di valore del Made in Italy nel mondo. Emerge dunque un Paese più unito di quanto sembri e si sottolinea quanto oggi sia cruciale adottare i nuovi modelli competitivi dettati dalla Quarta rivoluzione industriale e dalla Circular Economy, per favorire un concreto e strutturale percorso di crescita delle principali filiere produttive meridionali.

La ricerca è acquistabile su questo sito in versione digitale ad un costo ridotto.
Per richiedere la versione cartacea (30 euro + costi di spedizione) scrivere a comunicazione@sr-m.it

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Quaderni di Economia Sociale 1|2018

La rivista, dedicata all’analisi dello sviluppo sociale, partecipato e culturale presenta, nell’undicesimo numero, importanti novità.

Intanto, una nuova veste grafica del dossier, rivisitata completamente con l’obiettivo di agevolare la lettura e anche valorizzare al meglio i contributi in esso contenuti.
In riferimento all’altro elemento di novità, in questo numero la rivista, sempre realizzata in collaborazione con la Fondazione con il Sud e con la partecipazione di Banca Prossima, è dedicata al grande tema della povertà ed in particolare alla relazione tra quella minorile e quella educativa, è un fenomeno molto complesso e globale e che non andrebbe trascurato considerando il suo elevato grado di ripresentazione di generazione in generazione.

Gli articoli presentati in questo numero sono più ampiamente pubblicati nel volume di SRM sulla povertà minorile ed educativa.

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Rassegna Economica 1 / 2017

In questo numero sono stati pubblicati i nove saggi dei giovani ricercatori under 35 vincitori del Premio Rassegna Economica 2017. I paper partecipanti al bando seguono quest’anno due filoni di ricerca, rispettivamente l’economia sommersa e illegale e l’economia marittima. Al primo classificato, oltre alla pubblicazione, è stato assegnato un premio monetario. Il saggio vincitore del settimo Premio Rassegna Economica è stato  “Geointelligence supporting Maritime Economy analysis” di Cristina Monaco.


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Rassegna Economica 2 / 2017

Il valore economico della legalità e gli effetti sull’impresa e sul credito

Questo numero ha approfondito il tema della legalità, non solo nella sua accezione di valore istituzionale, con tutte le sue implicazioni morali e civili, ma anche e soprattutto intesa come asset di competitività e di sviluppo. Legalità quindi come svolta culturale ed economica per il nostro Paese che caratterizzi e contraddistingua tutti i settori dell’economia e che dia impulso a un nuovo concetto di cultura d’impresa, stimolo per gli investimenti interni e l’attrattività internazionale. Il percorso di ricerca che si snoda tra i diversi contributi di questo numero della rivista ha consentito di avere un approccio variegato ai fenomeni ed alle relazioni in atto tra la legalità e la crescita dell’economia di un paese, evidenziando alcuni elementi centrali su cui mantenere viva l’attenzione, i nodi da sciogliere ed i terreni sui quali agire per frenare le logiche distorsive della crescita e incentivare le dinamiche di sviluppo dei territori.

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La povertà minorile ed educativa. Dinamiche territoriali, politiche di contrasto, esperienze sul campo

Pubblicazione realizzata da SRM, con il supporto di Fondazione Banco di Napoli e Compagnia di San Paolo, Febbraio 2018

La ricerca illustra il quadro statistico-economico della relazione tra povertà minorile e povertà educativa a livello europeo, nazionale e del Mezzogiorno in particolare. Essere poveri sul versante materiale aumenta infatti il rischio di essere poveri dal punto di vista educativo e di conseguenza una bassa istruzione implica una maggiore difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro. Lo studio, inoltre, traccia un quadro delle politiche pubbliche e degli interventi per contrastare il rischio di povertà dei minori e riporta alcuni esempi di esperienze, iniziative e progetti che sono nati nel nostro Paese, proponendo anche un confronto con esperienze estere. Oggetto della ricerca sono quindi le azioni messe in campo, sul fronte del primo e del secondo welfare per una reale rigenerazione sociale e formativa dei nostri territori, al fine di ridurre il perpetuarsi di generazione in generazione di uno svantaggio costoso non solo per gli individui, ma anche per la società nel suo complesso.  In particolare, le Fondazioni di origine bancaria negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più importante nella tutela di chi si trova in situazioni di fragilità e indigenza. Un contributo rilevante soprattutto se si considera quanto avvenuto sul fronte del contrasto alla povertà educativa.

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Dossier Unione europea 1|2018

Le nuove tendenze dello shipping: dalla Circular Economy alle ZES
I recenti segnali di sviluppo e cambiamento (attività economica globale che aumenta del 3,7% sia il traffico marittimo che si incrementa del 6,7% a livello mondo) sono centrali nel numero del Dossier UE attraverso che offre alcuni spaccati di analisi o di casi studio attraverso le due rubriche “Europa ed Imprese” e “Europa ed Infrastrutture” entrambe legate allo sviluppo del sistema manifatturiero, dello shipping, dei porti e della logistica. Le nuove esigenze di industrializzazione matura hanno l’esigenza di migliorare il processo produttivo rendendolo in qualche modo complementare all’ambiente. Le nuove esigenze di simbiosi tra industria e ambiente sono messe ben in evidenza dagli aspetti di circular economy e green-economy a cui è dato ampio spazio in questo dossier attraverso articoli ed interviste.
Il dossier intervista nella prima parte RES4MED&Africa e Althesys sulle energie rinnovabili, mettono ben in evidenza come le imprese, soprattutto europee, devono essere orientate al “nuovo” seguendo i principi di industria 4.0. Segue i ritmi dell’innovazione anche il lavoro svolto da SRM e Intesa Sanpaolo sul caso Walter Tosto in Romania; azienda attiva a livello mondiale nei mercati Oil & Gas, Petrolchimico, Power and Energy. La seconda parte del Dossier apre ai temi dell’internazionalizzazione con l’intervista al CEO di Gesac dell’Aeroporto Internazionale di Napoli. Altro settore dal carattere internazionale e dai tratti in crescita è messo in evidenza dall’articolo di SRM sul Ro-Ro. Inoltre, per dare risalto ai temi più innovativi e di sviluppo del momento, viene presentato uno “speciale” sulle Free Zone.

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La Finanza territoriale in Italia – Rapporto 2017

Il tema al centro del Rapporto 2017 è quello del rilancio degli investimenti pubblici, con approfondimenti dedicati alle regole che ne condizionano l’evoluzione, ai divari territoriali nell’erogazione degli interventi e all’eterogeneità dei comportamenti dei diversi livelli di governo e alle differenziate funzioni oggetto dell’attività degli enti.

Editore: Rubbettino


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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2017

Secondo il rapporto Confindustria-SRM, dopo un 2016 che ha visto crescere le regioni del Sud in linea con la media nazionale, le anticipazioni relative al 2017 confermano la tendenza alla crescita, che dovrebbe proseguire anche nel 2018, con un incremento del PIL superiore all’1%. Gli indici di fiducia, non lontani dai massimi, confermano questa intonazione moderatamente positiva. Questa tendenza è confermata dall’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale (elaborato da Confindustria e SRM) che mostra tutti gli indicatori in crescita. Il Mezzogiorno prosegue dunque la sua risalita: i risultati consolidati negli ultimi due anni e le previsioni per il prossimo sembrerebbero confermare che la ripartenza dell’economia meridionale ha agganciato in maniera stabile quella del resto del Paese, nonostante i numerosi fattori di freno. E i risultati per molti versi migliori, sia pure da diverse basi di partenza, di molte regioni meridionali, rispetto al resto del Paese confermano che esistono effettive potenzialità per la progressiva riduzione dei divari. La combinazione di condizioni favorevoli e dinamismo imprenditoriale può fare del 2018 un anno davvero chiave per le prospettive future dell’economia del Mezzogiorno.

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