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Bollettino Mezzogiorno 1-2020

Il Bollettino Mezzogiorno 1-2020 mostra un quadro dell’arte, a fine 2019, in termini di Valore Aggiunto, tessuto imprenditoriale e contesto occupazionale, relazioni commerciale con l’estero e variabili creditizie. Negli ultimi mesi, tuttavia, l’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese (ma non solo) ha radicalmente e molto velocemente cambiato gli scenari economici rendendo, apparentemente, ormai superati i dati qui riportati. Essi rappresentano, tuttavia, la base da cui partire non solo per analizzare l’impatto di Covid-19, ma anche – e soprattutto – per tracciare i futuri percorsi di ripresa.
Le stime di tutti i principali Istituti economici parlano di un anno in recessione per il nostro Paese e l’impatto sui territori sarà, per forza di cose, diversificato a seconda delle caratteristiche intrinseche di ognuno, della dipendenza più o meno forte dai settori maggiormente colpiti dalla crisi e della capacità/velocità di ripresa che si metterà in campo.
In questo momento, fare delle previsioni sugli andamenti futuri – soprattutto a carattere regionale – è particolarmente difficile date le numerose incertezze ancora in essere. Ciononostante, SRM, da sempre attenta all’evoluzione delle dinamiche economiche delle regioni del Mezzogiorno, guarda con attenzione quello che sta accadendo e si pone l’obiettivo di analizzarne l’impatto fornendo nuove chiavi di lettura in vista della futura ripresa; il tutto partendo dalle informazioni ante-crisi qui riportate.

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I nuovi scenari economici di fronte alla sfida del Covid-19. La filiera turistica in Italia e l’impatto nel Mezzogiorno

Questo paper è il primo di una serie di analisi rivolte a monitorare l’impatto del Coronavirus sui comparti strategici per il Paese. Questo primo studio analizza la filiera turistica in Italia e l’impatto nel Mezzogiorno. In particolare, sono esaminati gli impatti sulle presenze turistiche e il fatturato delle imprese “core” del settore (alberghi e ristoranti) effettuando alcune stime sulle prospettive di futura ripresa. Il modello previsionale adottato non prende in considerazione l’ipotesi più estrema, ossia che il lockdown prosegua così a lungo da rendere non più fruibile l’intera stagione estiva; pertanto si è ipotizzato una parziale apertura della stagione balneare e stimata la possibilità di un recupero, seppur parziale, nel terzo e quarto trimestre dell’anno. Partendo da tale ipotesi di base, sono stati poi elaborati due possibili scenari con una visione più pessimistica (Scenario A) ed una con una visione meno pessimistica (Scenario B).

Sono disponibili le schede regionali Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia ed anche il Lazio.


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Un Sud che innova e produce | Volume 7 | La transizione tecnologica nelle filiere produttive: sostenibilità e innovazione come chiave di sviluppo

La ricerca affronta il tema del trasferimento tecnologico, un tema trasversale che riguarda tutte le filiere analizzate nella collana: alimentare, abbigliamento-moda, automotive, aeronautico, farmaceutico. La ricerca, elaborata secondo un approccio desk e field, mette in luce le caratteristiche della domanda e dell’offerta di innovazione sul territorio ed evidenzia i punti di forza e le aree di miglioramento del Mezzogiorno anche rispetto al contesto nazionale e internazionale nell’attuale fase di transizione ambientale e tecnologica.

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Quaderni di Economia Sociale 1 |2020

Il numero, realizzato da SRM in collaborazione con la Fondazione con il Sud, presenta diversi approfondimenti sulla relazione tra etica ed economia, sulla presenza sempre più diffusa di fragilità economiche, sociali ed ambientali radicate soprattutto in alcune aree del Paese e sulle interessanti iniziative di solidarietà e di partecipazione civica che per fortuna non mancano sul territorio.

I numerosi contributi che lo arricchiscono provengono sia dal mondo accademico, per citare le Università di Napoli, Milano, Perugia e Salerno, che della ricerca (INAPP e ETIFOR), passando per la Caritas diocesana di Napoli e le Fondazioni (Sodalitas), realtà da sempre impegnate nelle attività rivolte al sociale e sensibili al mondo del non profit. Anche Intesa Sanpaolo è presente con un focus sul progetto WEBECOME rivolto alle scuole primarie che vede un numero via via crescente di esperti per contrastare i fattori di disgregazione sociale e culturale già nelle prime tappe della crescita.

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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2019

Più investimenti e più lavoro per risalire la china

 Si ferma a fine 2019 l’economia del Mezzogiorno. Dopo 4 anni di crescita, l’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale torna a calare, attestandosi 30 punti al di sotto dei livelli pre-crisi. Pesa innanzitutto l’andamento del PIL, che evidenza un indebolimento più intenso proprio al Sud: le previsioni indicano una mini-recessione (-0,2% secondo Svimez). In deterioramento anche il clima di fiducia delle imprese, specie manifatturiere, che torna a calare; come si ferma la nascita di nuove imprese.
Segnali di rallentamento anche per gli investimenti che si attestano ad un -32,3% dal picco del 2008; positivo il trend del Credito d’imposta Sud che ha però solo contribuito a limitare i danni.

Decelerazione anche sul versante occupazionale. L’andamento resta stagnante, si riducono le ore pro capite e aumenta la cassa integrazione. 1/3 dei nuovi assunti al sud sono a tempo parziale e con titoli di studio inferiori, l’occupazione si riduce tra i laureati. L’emergenza occupazione giovanile non accenna a ridursi, lavora meno di 1 giovane su 4.

Anche per l’export, che negli anni scorsi era l’indicatore che aveva tenuto a galla l’economia meridionale, si assiste ad una inversione di tendenza con un andamento altalenante (-2,8% nei primi nove mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018). Resta positivo l’export turistico con una spesa dei viaggiatori stranieri che cresce dell’1,8%.

Il pacchetto di misure dedicate al Mezzogiorno contenuto nella Legge di Bilancio costituisce una prima importante risposta al rischio di avvitare l’economia meridionale in una spirale recessiva difficilmente sostenibile. Ma il rafforzamento strutturale della capacità competitiva dei territori resta un obiettivo imprescindibile: da perseguire mediante l’irrobustimento del tessuto produttivo, il rilancio degli investimenti pubblici e privati, un potenziamento della PA a supporto delle imprese.

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Dossier UE 2| 2019

Il numero 2-2019 del Dossier Unione europea presenta una nuova veste e una nuova articolazione delle sezioni. La prima, “Unione europea e imprese”, ospita articoli dedicati alle imprese, all’economia europea e ai principali settori economici. Gli approfondimenti della seconda sezione, dal titolo “Unione europea e Infrastrutture”, riguardano la rete trans-europea dei trasporti, il settore energetico e la portualità. La terza e ultima parte del Dossier è dedicata alle “Politiche europee e Fondi Strutturali”, un tema ampio e di grande importanza per le ricadute sul territorio, soprattutto nel Mezzogiorno.

 


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La Finanza territoriale in Italia – Rapporto 2019

Oggi le Amministrazioni territoriali avvertono l’urgenza di un concreto rilancio degli investimenti nonché di un complessivo riordino del quadro tributario e dell’implementazione di un efficace sistema perequativo. In questo contesto, il Rapporto analizza la dinamica della finanza territoriale in Italia nel 2019. La sezione monografica presenta invece un focus sulle Amministrazioni regionali, all’avvicinarsi del primo cinquantenario della loro istituzione. Nei contributi si sottolinea l’importanza della disponibilità di una adeguata strumentazione di analisi e di idonei sistemi informativi a sostegno delle scelte degli enti decentrati, condizione per un più responsabile ruolo di governo. Tra i sistemi informativi una particolare attenzione è dedicata ai Conti Pubblici Territoriali, che forniscono l’articolazione territoriale dei conti della pubblica amministrazione.

Editore: Rubbettino


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Bollettino Mezzogiorno 2-2019

Al secondo trimestre del 2019 nel Mezzogiorno sono attive 1 milione e 696 mila imprese, il 33% delle imprese attive in tutta Italia. Rispetto al valore del 2018, il dato è in lieve calo (-0,1%); in particolare, mentre si riduce il numero delle imprese individuali (-1,2% a 1.127.446 unità) e delle società di persone (-2,6% a 179.210), crescono considerevolmente le società di capitali (+5,4% a 334.846 imprese). Una tendenza analoga si riscontra anche nel Centro-Nord e in Italia. Fatta eccezione per le costruzioni (+0,2%) sono in calo i principali settori, con il commercio con un -1,1%, le attività manifatturiere con un -1,0% e l’ agricoltura con un -0,7%. La forza lavoro del Mezzogiorno nel secondo trimestre del 2019 è stata composta da 7 milioni e 588mila persone (il 29,1% del totale nazionale), in calo dell’1,6% rispetto al secondo trimestre 2018. Il numero di occupati è sceso a 6 milioni e 276mila persone (-0,3%), così come il numero dei disoccupati a 1 milione e 312mila unità (-7,3% contro -11,2% nel Centro-Nord e -9,3% in Italia). Il tasso di occupazione si è mantenuto costante al 45,3%, mentre il tasso di disoccupazione è lievemente diminuito portandosi al 17,3%; in calo è stato anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 51,4% a 48,4%) e quello di disoccupazione femminile (da 21% a 19%). Per quanto riguarda invece le relazioni commerciali, nel corso dei primi sei mesi del 2019 il Mezzogiorno ha registrato un interscambio commerciale con l’estero pari a oltre 50,5 miliardi di euro, in calo dell’1,6% rispetto all’analogo periodo del 2018; le importazioni sono state pari a 26,5 miliardi (-1,2%) e le esportazioni pari a 23,9 miliardi (-2,2%).

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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2019

Secondo la tradizionale analisi di mezza estate condotta da Confindustria e SRM,  il Sud, nei primi mesi del 2019, vede affievolire la sua capacità di spinta, e i segnali di frenata, già ampiamente visibili a fine 2018, rischiano di diventare veri e propri arretramenti.

Anche nel 2018, continua la lenta risalita dell’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale elaborato da Confindustria e SRM, in aumento di circa 10 punti rispetto al 2017: tutti e 5 gli indicatori che compongono l’indice fanno segnare un piccolo miglioramento, che si fa tuttavia sempre più lieve, in particolare con riferimento al Pil, all’occupazione, agli investimenti e alle imprese, mentre continua la crescita dell’export. È ancora lontano il recupero dei livelli pre-crisi: il consumo procapite di energia elettrica è del 9,4% inferiore a quello del 2007.

Ha smesso di crescere il numero delle imprese: dopo molti trimestri di aumento, infatti, nei primi mesi del 2019 le imprese attive sono meno di 1milione settecentomila (esattamente come un anno fa). All’interno di questo insieme, aumentano le imprese di capitali, che sono al Sud ormai quasi 330mila, con una crescita del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma di queste, solo 25mila hanno più di 9 dipendenti.

 

 

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Quaderni di Economia Sociale 1|2019

Il tredicesimo numero dei Quaderni di Economia Sociale presenta al suo interno interessanti riflessioni sulle tematiche della solidarietà, del non profit e della partecipazione civica e ripropone un secondo speciale sul tema, molto attuale, dell’immigrazione. La pubblicazione è ricca di saggi interessanti e di belle esperienze che dimostrano quanto sia importante da parte di tutti gli attori pubblici e privati, for profit e non, puntare sul benessere della società producendo un valore condiviso.

Dopo un approfondimento sulla dinastia normanna nell’Italia meridionale, considerata un vero esempio di innovazione istituzionale, si presentano i risultati dell’indagine Inapp sui “Provider non profit di servizi sociali”, tesa ad evidenziare le caratteristiche strutturali del fenomeno in termini di profilo giuridico e distribuzione territoriale dei fornitori e delle risorse umane.

Un altro aspetto degno di nota è quello della finanza sociale, o come più recentemente denominata della finanza d’impatto, mercato analizzato finora solo dal lato dei potenziali investitori o dalla prospettiva dei finanziatori senza approfondire le reali esigenze degli imprenditori sociali o delle altre organizzazioni sociali che operano sul campo.

Segue il ruolo dell’imprenditoria sociale femminile, ovvero di quelle donne attivamente coinvolte nella creazione di imprese sociali che hanno un impatto sociale e/o ambientale, affrontando diverse sfide come l’accesso ai finanziamenti, l’informazione, la formazione e le reti aziendali insieme alle preoccupazioni familiari.

Infine si ripresenta lo speciale sull’immigrazione con vari approfondimenti sia sulle principali novità introdotte dal provvedimento legislativo in merito all’immigrazione, sia sull’inclusione finanziaria dei migranti come motore di crescita sostenibile nonché alcune iniziative volte a favorire l’occupazione femminile tra le migranti.

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SOCI FONDATORI E ORDINARI

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