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Rassegna Economica 1 / 2019

Seguendo nel solco dei temi trattati nei numeri precedenti, questo numero riporta da un lato riflessioni sulla relazione tra legalità e trasparenza e su quanto l’efficienza di questo binomio impatti positivamente sulla crescita economica del nostro Paese; e dall’altro analisi del ruolo di alcune istituzioni nel contrasto ai fenomeni criminali e nella formazione del capitale umano e sociale di una comunità. Sono affrontati argomenti e questioni estremamente importanti nel panorama giuridico, economico e finanziario e che, peraltro, impattano operativamente in modo complesso e variegato nei processi di funzionamento del nostro sistema economico e del posizionamento competitivo delle aziende sul territorio.


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Rassegna Economica 1 / 2018

In questo numero sono pubblicati i lavori dei giovani ricercatori vincitori dell’ottava edizione del Premio Rassegna Economica. Gli articoli pubblicati quest’anno sono cinque; quattro di questi incentrati sul filone di ricerca che riguarda l’approfondimento del rapporto tra Economia, Credito e Giustizia, ed uno imperniato sul filone di analisi delle caratteristiche competitive e delle dinamiche evolutive della Maritime Economy in Italia e nel Mezzogiorno. Vince quest’anno il lavoro di Vincenzo Alfano e Lodovico Santoro, dal titolo Corruzione grand nei sistemi politici: un’analisi panel dinamica nelle regioni italiane.

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Bollettino Mezzogiorno 1-2019

A fine 2018 nel Mezzogiorno sono attive 1 milione e 700 mila imprese, 1/3 delle imprese attive in Italia. Rispetto al 2017, il dato è in aumento (+0,3%); guardando alla forma giuridica, si riduce il numero delle imprese individuali (-0,9%) e delle società di persone (-2,3%), mentre crescono considerevolmente le società di capitali (+6,4%), una tendenza comune alle altre aree del Paese. Ad eccezione del comparto agricolo (+0,1%) si riduce il numero di imprese in tutti i principali macro-settori: commercio (-0,8%), manifatturiero (-0,6%) e costruzioni (-0,1%).

La forza lavoro del Mezzogiorno nel 2018 è risultata pari a 7 milioni e 564mila individui (il 29,1% del totale nazionale), in calo dello 0,4% rispetto al 2017. Il numero di occupati è salito a 6 milioni e 173mila persone (+0,8%), mentre il numero dei disoccupati è sceso a 1 milione e 391mila unità (-5,3% contro -5,1% nel Centro-Nord e -5,2% in Italia). Il tasso di occupazione è salito al 34,7%, e il tasso di disoccupazione è lievemente migliorato (al 18,4%, dal 19,4% del 2017); in miglioramento anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 51,4% a 48,4%) e quello femminile (da 21,8% a 20,9%).

Nel 2018 il Mezzogiorno ha registrato un interscambio commerciale con l’estero pari ad oltre 103,7 miliardi di euro, in aumento del 7,6% rispetto all’analogo periodo del 2017; le importazioni sono state pari a 54,5 miliardi (+9,5%) e le esportazioni pari a 49,3 miliardi (+5,5%).

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Dossier UE 1| 2019

La rivista, sempre ricca di interviste e articoli di top player logistici e industriali pone in primo piano, nella rubrica dedicata alle infrastrutture, proprio uno degli eventi più salienti del 2019: il Canale di Suez compie 150 anni. La Rubrica dedicata alle imprese riporta  principali  risultati di uno studio realizzato da SRM e CONTSHIP, due approfondimenti sul settore energetico e uno sull’industria culturale e creativa, ambiti estremamente interessanti per il Mezzogiorno. L’articolo sulla Belt & Road Initiative, tarato sui contenuti dell’Osservatorio creato da Confetra ed SRM, richiama attenzione sugli investimenti cinesi in infrastrutture nel Mediterraneo. E tanto altro ancora

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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2018

Secondo il rapporto Confindustria-SRM, l’economia meridionale tiene un passo moderato, ma sempre più lento rispetto a quello seguito negli ultimi due anni, spinto dagli investimenti delle imprese, in particolare di quelle manifatturiere, e da una discreta performance sui mercati esteri. La fiducia resta abbastanza positiva, così come discrete restano le attese delle imprese industriali riferite a produzione e ordini. Ma i risultati meno lusinghieri delle micro imprese, tuttora prevalenti al Sud, il rallentamento dell’occupazione e del credito bancario, la situazione congiunturale complessiva del Paese e, soprattutto, una crescente debolezza dell’attore pubblico nel sostenere, con gli investimenti, la crescita economica dipingono una immagine del Mezzogiorno in cui gli elementi di preoccupazione iniziano a farsi più evidenti, e con essi a divenire più concreta la prospettiva di un rallentamento del ritmo di crescita.

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La Finanza territoriale in Italia – Rapporto 2018

Il Rapporto offre un’analisi congiunturale della finanza territoriale e un esame delle possibili cause della mancata efficacia della politica di rilancio degli investimenti degli enti locali, nonché la descrizione degli strumenti, e dell’utilizzo, del finanziamento degli investimenti negli stessi enti, fotografando lo stato attuale dell’autonomia tributaria regionale. Nella parte monografica si approfondiscono i temi del regionalismo differenziato. Nel febbraio del 2018, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno sottoscritto un accordo preliminare con il Governo per l’attuazione di condizioni speciali di autonomia. Nonostante la diversa capacità amministrativa delle regioni nel nostro Paese e nonostante le differenze territoriali, legate anche alle capacità fiscali, quasi tutte le regioni hanno comunque avviato almeno azioni preliminari.

Editore: Rubbettino


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Quaderni di Economia Sociale 2|2018

Tra i temi analizzati dai vari autori, troviamo un approfondimento sulle forme tradizionali, nuove o rinnovate di convivenza civile ed economica ispirate ai principi valoriali della relazionalità e della reciprocità le quali vengono rilanciate a seguito della crisi, non solo economica ma etica e di progetto che sta attualmente attraversando il mondo capitalistico nel suo complesso.

Nelle pieghe dei sistemi economici dominanti (quali quello utilitaristico, olistico, della socialità) emergono infatti altri filoni esegetici che sembrano in grado di rispondere più efficacemente alle problematiche innescate dalla crisi del mondo globalizzato. Vengono analizzate, pertanto, le caratteristiche di questi sistemi di pensiero ed in particolare dell’Economia civile, dell’ordoliberismo e dell’economia sociale di mercato. Lo speciale di questo numero è dedicato al tema dell’immigrazione.

Si presentano diversi saggi che offrono spunti interessanti ed utili ad acquisire una chiave di lettura del fenomeno dell’immigrazione più chiara e completa, considerando sia gli aspetti sociali, etici che quelli economici. Ecco alcuni spunti tratti dai vari contributi. Ad oggi, nei Paesi Ue28 vivono oltre 21 milioni di cittadini di Paesi terzi (4,2% della popolazione totale) e si arriva a quota 38 milioni (7,5%) se consideriamo anche le migrazioni intraeuropee.

 

 

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Il valore dell’Industria Culturale e Creativa in Campania. Il ruolo delle “Gallerie d’Italia” a Napoli

Il Rapporto ha l’obiettivo di comprendere e misurare le potenzialità di sviluppo economico legate alla valorizzazione del settore culturale in Campania ed in particolare nella provincia di Napoli e di analizzare il ruolo di Gallerie d’Italia Napoli nella realizzazione di tale potenziale. L’indagine assume una rilevanza specifica in ragione del continuo aumento della domanda culturale e si offre come una nuova opportunità di sviluppo. Realizzato con la collaborazione di Galleria d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano ed Intesa Sanpaolo, definisce il contributo qualitativo e quantitativo degli investimenti in cultura, di Galleria d’Italia ed in particolare il suo impatto economico sul territorio di riferimento.

 


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Bollettino Mezzogiorno 2-2018

Al II trimestre del 2018 nel Mezzogiorno sono attive oltre 1 milione e 697mila imprese, il 32,9% delle imprese attive in tutta Italia. Rispetto allo stesso periodo del 2017, il dato è in aumento (+0,5%); in particolare, mentre si riduce il numero delle imprese individuali (-0,7% a 1.140.741 unità) e delle società di persone (-2,4% a 184.014), crescono considerevolmente le società di capitali (+6,6% a 317.792 imprese). Una tendenza analoga si riscontra anche nel Centro-Nord e in Italia. Fatta eccezione per l’agricoltura che cresce dello 0,4%, sono in calo i principali settori con un -0,6% per il manifatturiero, un -0,3% per le costruzioni ed un -0,5% per il commercio.

La forza lavoro del Mezzogiorno alla fine del II trimestre del 2018 è stata composta da 7 milioni e 709 mila persone (il 29,3% del totale nazionale), in aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il numero di occupati è salito a 6 milioni e 293mila persone (+2,2%), mentre il numero dei disoccupati è sceso a 1 milione e 416mila unità (-3,2% contro +0,9% nel Centro-Nord e -1,2% in Italia). Il tasso di occupazione è salito al 45,3%, mentre il tasso di disoccupazione è lievemente diminuito portandosi al 18,4%; in calo è stato anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 51,7% a 51,4%) e quello di disoccupazione femminile (da 21,9% a 21,0%).

Per quanto riguarda invece le relazioni commerciali, al II trimestre del 2018 il Mezzogiorno ha registrato un interscambio commerciale con l’estero pari ad oltre 51,4 miliardi di euro, in aumento del 6,8% rispetto al periodo analogo del 2017; le importazioni sono state pari a 26,9 miliardi (+7,5%) e le esportazioni pari a 24,5 miliardi (+6,1%).

 

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Intervista a Luca Pierfelice, Chief Financial Officer di Tosto Group

Estratto dal Dossier 1-2018
L’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il caso Walter Tosto in Romania. Attraverso la Divisione Banche Estere di Intesa Sanpaolo scopriamo quali siano state le strategie d’impresa negli ultimi anni di questa azienda italiana, uno dei principali produttori italiani di apparecchi critici per il settore petrolifero, del gas e altri mercati.

 

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