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Bollettino Mezzogiorno 2-2018

Al II trimestre del 2018 nel Mezzogiorno sono attive oltre 1 milione e 697mila imprese, il 32,9% delle imprese attive in tutta Italia. Rispetto allo stesso periodo del 2017, il dato è in aumento (+0,5%); in particolare, mentre si riduce il numero delle imprese individuali (-0,7% a 1.140.741 unità) e delle società di persone (-2,4% a 184.014), crescono considerevolmente le società di capitali (+6,6% a 317.792 imprese). Una tendenza analoga si riscontra anche nel Centro-Nord e in Italia. Fatta eccezione per l’agricoltura che cresce dello 0,4%, sono in calo i principali settori con un -0,6% per il manifatturiero, un -0,3% per le costruzioni ed un -0,5% per il commercio.

La forza lavoro del Mezzogiorno alla fine del II trimestre del 2018 è stata composta da 7 milioni e 709 mila persone (il 29,3% del totale nazionale), in aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il numero di occupati è salito a 6 milioni e 293mila persone (+2,2%), mentre il numero dei disoccupati è sceso a 1 milione e 416mila unità (-3,2% contro +0,9% nel Centro-Nord e -1,2% in Italia). Il tasso di occupazione è salito al 45,3%, mentre il tasso di disoccupazione è lievemente diminuito portandosi al 18,4%; in calo è stato anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 51,7% a 51,4%) e quello di disoccupazione femminile (da 21,9% a 21,0%).

Per quanto riguarda invece le relazioni commerciali, al II trimestre del 2018 il Mezzogiorno ha registrato un interscambio commerciale con l’estero pari ad oltre 51,4 miliardi di euro, in aumento del 6,8% rispetto al periodo analogo del 2017; le importazioni sono state pari a 26,9 miliardi (+7,5%) e le esportazioni pari a 24,5 miliardi (+6,1%).

 

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Dettagli
Intervista a Luca Pierfelice, Chief Financial Officer di Tosto Group

Estratto dal Dossier 1-2018
L’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il caso Walter Tosto in Romania. Attraverso la Divisione Banche Estere di Intesa Sanpaolo scopriamo quali siano state le strategie d’impresa negli ultimi anni di questa azienda italiana, uno dei principali produttori italiani di apparecchi critici per il settore petrolifero, del gas e altri mercati.

 

Intervista a Roberto Vigotti, Segretario Generale di RES4MED&Africa

Estratto dal Dossier 1-2018
Nei prossimi cinque anni la generazione energetica da fonti rinnovabili crescerà del doppio rispetto a quella da gas e carbone messi insieme. SRM ha intervistato il Segretario Generale di RES4MED&Africa (Renewable Energy Solutions for the Mediterranean & Africa), organizzazione che mira a diffondere l’uso di energie rinnovabili nel Mediterraneo e in Africa, un tema sempre seguito da SRM e
settore di attenzione e di prospettiva.

 

Intervista a Renzo Provedel, Consiglio direttivo SOS-Log

Estratto dal Dossier 1-2018
L’intervista si concentrerà su due aspetti tra loro correlati: logistica sostenibile e ruolo della logistica nell’economia circolare. La sfida sarà: integrazione e visione sistemica. Anche la stessa economia circolare, per avere successo dovrà costruire una visione d’insieme e facilitare l’accoglienza di principi e di soluzioni sostenibili da parte dei consum-attori.

 

Intervista a Alessandro Marangoni, Chief Executive Officer Althesys

Estratto dal Dossier 1-2018
Althesys è un’azienda italiana che si occupa di consulenza nel settore delle rinnovabili. Abbiamo scoperto quali siano i mercati internazionali che nel prossimo futuro fronteggeranno paesi trainanti come Messico, Brasile, Argentina. Numerosi sono i paesi africani che stanno già investendo sull’eolico ma anche fotovoltaico ed idroelettrico destano molto interesse. Che ruolo hanno i player italiani ed altri aspetti del tema sono trattati nel corso dell’intervista.

 

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Intervista ad Armando Brunini, CEO Gesac – Aeroporto internazionale di Napoli

Estratto dal Dossier 1-2018
Già da cinque anni alla guida dello scalo napoletano che vede sempre più consolidando la sua caratura di scalo internazionale. L’intervista affronta il tema del traffico passeggeri ma anche quello delle rotte intercontinentali verso Cina e Middle East intensificando quindi l’aspetto aeroportuale lato cargo ma anche quello passeggeri da cui si attende, nei prossimi 25 anni, un raddoppio dei volumi di traffico.

 

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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2018

Secondo il rapporto Confindustria-SRM, l’economia del Mezzogiorno prosegue nella sua lenta ma costante risalita che ha caratterizzato gli ultimi due anni:i segnali positivi restano prevalenti, ma il ritmo con cui i valori pre-crisi vengono recuperati è ancora contenuto, anzi si registra qualche rischio di rallentamento. Per il secondo anno consecutivo, tutti e cinque gli indicatori che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia meridionale elaborato da Confindustria e SRM (relativi a ricchezza prodotta, livelli occupazionali, numero delle imprese, export e investimenti) sono positivi. L’Indice registra un’accelerazione nel 2017 (+15 punti), ma rimane ancora di 40 punti al di sotto del valore pre-crisi del 2007. Il PIL 2017 conferma la previsione di una moderata crescita (+1,4%), che consente al Mezzogiorno di tenere il passo con il resto del Paese: la fiducia si mantiene elevata, e le previsioni per il 2018 (+1,1%) confermano tale tendenza, ma con un andamento leggermente più contenuto. I principali segnali di vitalità vengono dalle imprese il cui numero continua ad aumentare (9.000 in più). Cresce il numero delle imprese in rete (sono ormai quasi 7.000) e quello delle Start Up Innovative (oltre 2.100). Alle 190 mila imprese giovanili, iniziano ad aggiungersi quelle finanziate da “Resto al Sud”, il nuovo strumento di promozione d’impresa per i giovani meridionali con oltre 3.500 domande di incentivo presentate in pochi mesi.

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Bollettino Mezzogiorno 1-2018

A fine 2017 nel Mezzogiorno sono attive quasi 1 milione e 695 mila imprese, il 32,9% delle imprese attive in tutta Italia. Rispetto al 2016, il dato è in aumento (+0,5%); in particolare, mentre si riduce il numero delle imprese individuali (-0,5% a 1.147.504 unità) e delle società di persone (-2,1% a 186.862), crescono considerevolmente le società di capitali (+6,2% a 305.913 imprese). Una tendenza analoga si riscontra anche nel Centro-Nord e in Italia. Fatta eccezione per l’agricoltura che cresce dello 0,4%, sono in calo i principali settori con un -0,7% per il manifatturiero, un -0,3% per il commercio ed un -0,1% per le costruzioni.
La forza lavoro è stata composta da 7 milioni e 591mila persone (il 29,3% del totale nazionale), in aumento dello 0,8% rispetto al 2016. Il numero di occupati è salito a 6 milioni e 122mila persone (+1,2%), mentre il numero dei disoccupati è sceso a 1 milione e 469mila unità (-0,5% contro -6,4% nel Centro-Nord e -3,5% in Italia). Il tasso di occupazione è salito al 34,3%, mentre il tasso di disoccupazione è lievemente diminuito portandosi al 19,4%; in calo è stato anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 51,7% a 51,4%) e quello di disoccupazione femminile (da 22,1% a 21,8%).

Per quanto riguarda invece le relazioni commerciali, nel 2017 il Mezzogiorno ha registrato un interscambio commerciale con l’estero pari ad oltre 97,1 miliardi di euro, in aumento dell’11,4% rispetto al medesimo periodo del 2016; le importazioni sono state pari a 49,9 miliardi (+12,9%) e le esportazioni pari a 47,2 miliardi (+9,8%).

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Un Sud che innova e produce | Volume 6 | Il valore delle filiere produttive nel nuovo contesto competitivo e innovativo, tra Industria 4.0 e Circular Economy

Sostieni i nostri progetti di ricerca, registrati al sito e acquista il rapporto

La ricerca approfondisce l’importante ruolo che il Mezzogiorno riveste in particolare nelle cinque ­filiere produttive nazionali ‑ Alimentare, Abbigliamento-Moda, Automotive, Aerospazio, Farmaceutica e delle Scienze della Vita, analizzando quei fattori chiave – come la logistica e l’innovazione – che possono assicurarne la crescita e l’espansione. Lo studio evidenzia il peso e il valore competitivo delle realtà industriali meridionali e il grado di connessione produttiva delle filiere, fulcro di forti interdipendenze tra Nord e Sud e driver di valore del Made in Italy nel mondo. Emerge dunque un Paese più unito di quanto sembri e si sottolinea quanto oggi sia cruciale adottare i nuovi modelli competitivi dettati dalla Quarta rivoluzione industriale e dalla Circular Economy, per favorire un concreto e strutturale percorso di crescita delle principali filiere produttive meridionali.

La ricerca è acquistabile su questo sito in versione digitale ad un costo ridotto.
Per richiedere la versione cartacea (30 euro + costi di spedizione) scrivere a comunicazione@sr-m.it

Consulta l’abstract

Quaderni di Economia Sociale 1|2018

La rivista, dedicata all’analisi dello sviluppo sociale, partecipato e culturale presenta, nell’undicesimo numero, importanti novità.

Intanto, una nuova veste grafica del dossier, rivisitata completamente con l’obiettivo di agevolare la lettura e anche valorizzare al meglio i contributi in esso contenuti.
In riferimento all’altro elemento di novità, in questo numero la rivista, sempre realizzata in collaborazione con la Fondazione con il Sud e con la partecipazione di Banca Prossima, è dedicata al grande tema della povertà ed in particolare alla relazione tra quella minorile e quella educativa, è un fenomeno molto complesso e globale e che non andrebbe trascurato considerando il suo elevato grado di ripresentazione di generazione in generazione.

Gli articoli presentati in questo numero sono più ampiamente pubblicati nel volume di SRM sulla povertà minorile ed educativa.

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SOCI FONDATORI E ORDINARI

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