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Rassegna Economica 1 / 2016

Reati economici ed efficienza della giustizia: impatti sul rischio di credito

Questo numero approfondisce il rapporto tra il peso dell’economia illegale e sommersa sul territorio, la funzionalità ed efficienza della sfera giudiziale e la competitività del sistema economico e finanziario e sull’incidenza del rischio di credito. In questo numero della rivista sono stati infatti analizzati i fenomeni e le relazioni in atto tra giustizia, mondo del credito e sistema economico ed imprenditoriale, allo scopo di evidenziare i nodi da sciogliere ed i terreni sui quali agire per frenare le logiche distorsive del mercato e incentivare le dinamiche di sviluppo dei territori.

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Rassegna Economica 2 / 2016

In questo numero sono stati pubblicati i sette saggi dei giovani ricercatori under 35 del Premio Rassegna Economica 2016. I paper partecipanti al bando hanno riguardato quest’anno due filoni di ricerca, rispettivamente l’economia del Mezzogiorno e l’economia marittima. Al primo classificato, oltre alla pubblicazione, è stato assegnato un premio monetario. Il saggio vincitore di quest’anno è stato Sea-rail intermodality in the European Ro-Ro market: the case of Trieste Port scritto dalla dr.ssa Federica Archibugi Phd in Economia e Finanza dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.


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Osservatorio Giovani Imprenditori (1-2017)

La decima edizione dell’Osservatorio Giovani Imprenditori offre un outlook sul clima di fiducia e più in generale sul sentiment economico dei giovani imprenditori del settore manifatturiero dell’intero territorio italiano diviso nelle classiche quattro macroregioni, con elevati livelli di significatività statistica anche nelle otto regioni del Mezzogiorno. In aggiunta all’analisi delle principali variabili economiche, il rapporto approfondisce in questo numero anche i temi dell’internazionalizzazione e dell’innovazionealcuni, temi economici centrali per lo sviluppo di un modello competitivo moderno. A gennaio 2017 si osserva una situazione positiva anche se un po’ inasprita rispetto all’anno precedente.

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Check-up Mezzogiorno – Dicembre 2016

Prosegue la timida ripartenza dell’economia del Mezzogiorno avviatasi nel corso del 2015, ma il suo ritmo si mantiene ancora contenuto. Le stime del Check-up Mezzogiorno, curato da Confindustria e SRM, confermano, infatti, il miglioramento delle prospettive dell’economia meridionale per il 2016, come evidenziato dai valori dell’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale: per la prima volta dall’inizio della crisi, tutti e cinque gli indicatori utilizzati (PIL, Export, Occupazione, Imprese e Investimenti) fanno registrare valori positivi. Secondo le stime, dovrebbe proseguire nel 2016, sia pure più lentamente (+0,5%), la crescita del prodotto registrata nel 2015, quando il PIL era cresciuto nelle regioni meridionali più che nel resto del Paese (+1,1% contro lo 0,6% del Centro-Nord). Le previsioni per il 2017 (+0,7%) vedono proseguire questa moderata espansione. Una robusta accelerazione dei processi di crescita, già a partire dai primi mesi del 2017, è dunque urgente e decisiva, e deve avere al centro l’impresa meridionale.

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Bollettino Mezzogiorno 2-2016

Al I semestre 2016 nel Mezzogiorno sono attive circa 1 milione e 682mila imprese, il 32,7% delle imprese attive in tutta Italia. Rispetto al I semestre del 2015 il dato è in aumento (+0,6%); in particolare, mentre si riduce il numero delle imprese individuali (-0,2% a 1.154.289 unità) e delle società di persone (-12,5% a 192.915), crescono le società di capitali (+15,8% a 282.417 imprese). Una tendenza analoga si riscontra anche nel Centro-Nord e in Italia. I settori che hanno registrato il calo maggiore sono quello del manifatturiero (-0,6%), le costruzioni (-0,6%) e quello agricolo (-0,3%). La forza lavoro al I semestre 2016 è stata composta da 7 milioni e 602mila persone (il 29,3% del totale nazionale), in aumento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il numero di occupati è salito a 6 milioni e 135mila persone (+2,8%) ed è diminuito il numero di disoccupati (-2,8%; -4,1% nel Centro-Nord e -3,5% in Italia). Il tasso di occupazione è salito al 44%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso portandosi al 19,3%; diminuisce ulteriormente anche il tasso di disoccupazione giovanile (da 57,4% a 48,8%) mentre sale leggermente quello di disoccupazione femminile (da 21,7% a 22,1%). Per quanto riguarda invece le relazioni commerciali, nei primi sei mesi del 2016 il Mezzogiorno ha registrato un interscambio commerciale con l’estero pari a 42,3 miliardi di euro, in calo del 7,4% rispetto ai primi sei mesi del 2015; le importazioni sono state pari a 21,2 miliardi (-13,6%) e le esportazioni pari a 21,1 miliardi (-0,1%).

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Il Turismo in Sardegna, le opportunità di crescita del sistema. Come costruire un turismo stabile tutto l’anno

Il turismo è un pilastro dell’economia della Sardegna, così come di tutta l’economia italiana, per il suo contributo al PIL, per il volume di posti di lavoro che genera ma soprattutto per i rilevanti effetti diretti ed indiretti sugli altri comparti dell’economia. SRM insieme ad Intesa Sanpaolo, Confindustria Sardegna e Confindustria Sardegna Meridionale ha realizzato uno studio ad hoc per individuare le aree di azione con maggior impatto per la crescita della filiera turistica in Sardegna, in particolare attraverso un confronto ampio e diretto (con interviste face to face e con focus group) con gli operatori turistici sia operanti direttamente nel settore sia appartenenti al più ampio ambito di filiera (cultura, enogastronomia, sport, ambiente, infrastrutture, ecc.).

Proponiamo di seguito un’anticipazione del più ampio lavoro di ricerca la cui versione integrale sarà a breve disponibile. E' ora possibile consultare un paper abstract, una serie di approfondimenti, le slide della relazione di SRM:

 

PAPER. Il Turismo in Sardegna, le opportunità di crescita del sistema. Come costruire un turismo stabile tutto l'anno

FOCUS-1. Il turismo nella regione Sardegna: i principali dati del settore

FOCUS-2. Il sistema dei Trasporti e delle Infrastrutture

FOCUS-3. Quali tematismi per un turismo destagionalizzato

SLIDE. Relazione di Massimo Deandreis, DG SRM – 05/10/16

 

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Quaderni di Economia sociale n. 2 – 2016

In questo numero, nella prima sezione si analizza l’evoluzione della presenza qualitativa e quantitativa del terzo settore, alla luce anche della riforma del cd. “terzo settore” approvata
recentemente dal Parlamento italiano cercando di comprendere come sarà il welfare del futuro. Nella sezione “Ruolo, Funzioni e Strumenti della finanza e delle politiche d’investimento nel sociale” viene presentato un approfondimento sul welfare aziendale e sull’importanza dei giovani, presenza vitale della società meridionale da rafforzare e proteggere per il ruolo economico e
sociale che hanno sul territorio. Infine, nell’ultima sezione “Voce del territorio” ritroviamo tre esempi di esperienza sociale effettiva sul campo, che ci aiutano a comprendere meglio e più da vicino l’importanza del ruolo del Non profit nella società, i loro profili organizzativi, le funzioni ed aspirazioni e la loro utilità sociale.

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Check-up Mezzogiorno – Luglio 2016

Dopo la piccola ripartenza del 2015, nella quale è cresciuta per la prima volta negli ultimi anni più del Centro-Nord, l’economia del Mezzogiorno è in cerca di conferme nei primi mesi del 2016, quando i segnali positivi devono tenere conto di elementi di incertezza interni ed internazionali che possono condizionarne le prospettive.
Secondo il Check-up Mezzogiorno, curato da Confindustria e SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) i segnali sono contrastanti: le previsioni sulla crescita del PIL restano (di poco) positive (+0,3% nel 2016, secondo le ultime stime), ma le incognite rimangono elevate, sia per fattori interni, sia di instabilità internazionale.
Il clima di fiducia delle imprese, pur restando più elevato della media degli ultimi anni, registra nella prima parte dell’anno un andamento più incerto proprio nel meridione, cosi come la percezione dei consumatori sul clima economico.

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Un Sud che innova e produce | Volume 4 | La filiera Farmaceutica e delle Scienze della vita

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La filiera farmaceutica in Italia, e più in generale il settore delle tecnologie per le scienze della vita, si caratterizza per un ampio numero di imprese e una solida base produttiva, risorse umane molto qualificate, moderne relazioni industriali, un indotto di eccellenza ed un’intensa attività innovativa. Per questi motivi SRM ha deciso di dedicare al farmaceutico il quarto volume della collana “Un Sud che innova e produce”. L’obiettivo generale di ricerca è stato quello di valutare il possibile contributo della filiera allo sviluppo economico dei territori, analizzando i punti di forza e le aree di rischio della produzione italiana, e quei fattori chiave in grado di assicurare le sue potenzialità di crescita ed espansione. L’analisi è stata elaborata miscelando, come sempre, il canale desk con quello field allo scopo di ottenere un quadro d’insieme ma anche indicazioni dalle vive voci dei players ed avere una comprensione più profonda delle dinamiche, delle opportunità, ma anche di criticità e problematiche del sistema farmaceutico del nostro Paese.

La ricerca è acquistabile su questo sito in versione digitale ad un costo ridotto.
Per richiedere la versione cartacea (30 euro + costi di spedizione) scrivere a comunicazione@sr-m.it

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Dossier Unione Europea 1 – 2016

I segnali sempre più evidenti di grande interesse per ciò che rappresenta e potrà rappresentare il Mediterraneo in termini di opportunità e business sono colti da SRM che dedica grande attenzione alla comprensione delle caratteristiche competitive dello scenario internazionale da cui i porti italiani possono prendere spunto.
La rubrica “Europa ed Imprese” pone, infatti, l’attenzione su argomenti che sono collegati a questi concetti quali l’Export di pregio del nostro Paese con un saggio di Confindustria e Prometeia e con l’analisi di due altri settori in cui l’Italia sta investendo quali la green economy e il comparto farmaceutico.
Questi saggi vogliono lanciare il segnale che il Paese è vivo e sono vivi non solo i settori classici (ad esempio l’agroalimentare, il tessile, il turismo) ma anche quelli di carattere più innovativo (energie) o complesso (farmaceutico)  che vogliono investire e trovare i loro spazi.
Interessanti, nella stessa rubrica sono i saggi che approfondiscono il settore delle crociere che in Italia interessa 11 milioni di passeggeri e quello della pesca. Quest’ultimo, a livello europeo, produce un valore aggiunto pari a quasi 11 miliardi di euro, mentre il fatturato prodotto dall’industria della trasformazione dei prodotti ittici nel totale dei paesi dell’Unione europea ammonta a oltre 28 miliardi di euro.
La seconda rubrica “Europa ed Infrastrutture” propone uno speciale dedicato ai “Porti ed i modelli di sviluppo” che contiene un set di interviste ad alcuni personaggi che rappresentano 5 porti europei: Barcellona, Valencia, Dublino, Koper e Napoli; il focus ha l’obiettivo di evidenziare le diverse strategie e i progetti che hanno queste infrastrutture in relazione alle loro caratteristiche peculiari.

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SOCI FONDATORI E ORDINARI

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