Il progressivo scioglimento dei ghiacci nell’Artico sta aprendo nuove prospettive per il commercio marittimo internazionale. Tuttavia, la cosiddetta rotta artica rappresenta oggi più uno scenario geopolitico emergente che una reale alternativa alle grandi rotte commerciali globali. Pur offrendo collegamenti più brevi tra Asia ed Europa, i traffici lungo le rotte artiche restano ancora molto limitati rispetto ai principali corridoi marittimi internazionali.
Ne abbiamo parlato in occasione della partecipazione di SRM all'Arctic Circle Rome Forum - Polar Dialogue. From Glaciers to Seas, l'eventoorganizzato a Roma dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e dal CNR lo scorso 4 marzo.
Le nostre analisi, basate su fonti e osservatori del settore marittimo internazionale, evidenziano con chiarezza il divario tra la rotta artica e le principali vie commerciali globali:
Questi numeri confermano la centralità del Mediterraneo come piattaforma logistica nei traffici tra Europa e Asia.
Nonostante i volumi ancora ridotti, la regione artica sta assumendo una crescente rilevanza nelle dinamiche geopolitiche ed economiche globali.
Tra i principali fattori che alimentano l’interesse verso questo corridoio marittimo:
• riduzione della copertura dei ghiacci legata al cambiamento climatico
• crescente competizione geopolitica tra Russia, Cina e Paesi occidentali
• ricerca di rotte alternative ai principali colli di bottiglia della logistica mondiale
• presenza di risorse energetiche e minerarie strategiche.
In questo contesto, l’Artico si configura sempre più come una nuova area di interesse economico e strategico per il commercio internazionale.
Nonostante le potenzialità, la navigazione lungo la rotta artica presenta ancora numerose criticità.
Tra le principali:
Per queste ragioni, la rotta artica viene oggi considerata complementare e non sostitutiva rispetto alle principali rotte marittime globali.
Secondo le nostre analisi, nel breve periodo non emergono elementi in grado di ridimensionare il ruolo del Mediterraneo nei traffici tra Asia ed Europa.
Il sistema portuale italiano continua, infatti, a beneficiare di diversi fattori competitivi:
Nel medio-lungo periodo, tuttavia, l’evoluzione delle rotte artiche rappresenta un fenomeno da monitorare, perché potrebbe incidere sugli equilibri logistici globali e sulla competitività dei grandi porti europei.
La ricerca è realizzata da SRM e Intesa Sanapaolo e annovera collaborazioni internazionali con l’Università di Anversa e lo Shanghai International Shipping Institute. Il report analizza il tema dello sviluppo della Rotta Marittima Artica da varie angolazioni: gli scenari internazionali delle grandi rotte, gli aspetti geo-strategici, quelli connessi al climate change e alcuni risvolti normativi. È questa una direttrice che è già percorsa da importanti traffici navali intraregionali ma al momento di carattere stagionale e dedicati ad alcuni settori come ad esempio l’Energy. La globalizzazione dei mercati, fenomeni come la Belt & Road, i cambiamenti climatici, e le scelte strategiche dei carrier rivolte a cercare sempre percorsi meno onerosi, stanno però aumentando l’attenzione verso la direttrice artica.
Il paper è disponibile solo in lingua inglese.
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