La ricerca è il frutto del coinvolgimento di un campione formato da 200 imprese, composto al suo interno da un mix di player più grandi e strutturati per arrivare fino alle micro-imprese. Il campione è stato costituito per rappresentare le realtà più attive in ambito enoturistico.
Analizzando i dati sulle visite in cantina, emerge che il pubblico è composto in larga parte da turisti nazionali (il 55% dei visitatori, che salge al 62% se si considerano anche i residenti e i visitatori di prossimità). Gli stranieri si fermano al 32%, una quota inferiore rispetto ad altri contesti europei e internazionali. E la composizione del pubblico risulta sorprendentemente simile tra piccole e grandi aziende, a indicare che la limitata internazionalizzazione è una caratteristica strutturale dell’intero comparto.
Riguardo il tema della destagionalizzazione, c’è un grande potenziale di sviluppo per le stagioni “fredde” e in particolare per l’autunno, meno valorizzato in Italia rispetto a Paesi come la Francia, dove rappresenta il periodo di massima affluenza. A oggi, primavera ed estate, messe insieme, rappresentano il 68% delle visite. Inoltre, l’apertura al pubblico tende ancora a escludere i giorni più “caldi” per numero di visite. Le cantine italiane in occasione di festività nazionali tendono a non prestare servizio. Questo dipende spesso dalle dimensioni aziendali, perché le realtà più grandi garantiscono una maggiore regolarità di apertura, grazie a una struttura organizzativa più solida.
© Copyright 2021-2024 SRM - Centro Studi e Ricerche - P.iva 04514401217
© Copyright 2021-2024 SRM services - P.Iva/C.F.: 09117291212 - Privacy Policy