Quando il vino incontra il turismo-Numeri e modelli delle cantine italiane

SRM e Roberta Garibaldi (presidente AITE-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico) hanno realizzato uno studio che analizza numeri, modelli e tendenze dell’enoturismo italiano. La ricerca - scaricabile in formato slide report - fotografa un settore enoturistico maturo e in crescita nonostante il calo dei consumi globali di vino, mettendo in luce modelli organizzativi, performance economiche, investimenti e valore generato sui territori. Con oltre il 77% delle aziende che ha investito negli ultimi tre anni e un potenziale economico fino a 1 miliardo di euro grazie all’aumento delle presenze internazionali, l’enoturismo emerge come una leva strategica per lo sviluppo competitivo, sostenibile e integrato dei distretti vitivinicoli italiani.

 

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La ricerca è il frutto del coinvolgimento di un campione formato da 200 imprese, composto al suo interno da un mix di player più grandi e strutturati per arrivare fino alle micro-imprese. Il campione è stato costituito per rappresentare le realtà più attive in ambito enoturistico. 

Analizzando i dati sulle visite in cantina, emerge che il pubblico è composto in larga parte da turisti nazionali (il 55% dei visitatori, che salge al 62% se si considerano anche i residenti e i visitatori di prossimità). Gli stranieri si fermano al 32%, una quota inferiore rispetto ad altri contesti europei e internazionali. E la composizione del pubblico risulta sorprendentemente simile tra piccole e grandi aziende, a indicare che la limitata internazionalizzazione è una caratteristica strutturale dell’intero comparto.

Riguardo il tema della destagionalizzazione, c’è un grande potenziale di sviluppo per le stagioni “fredde” e in particolare per l’autunno, meno valorizzato in Italia rispetto a Paesi come la Francia, dove rappresenta il periodo di massima affluenza. A oggi, primavera ed estate, messe insieme, rappresentano il 68% delle visite. Inoltre, l’apertura al pubblico tende ancora a escludere i giorni più “caldi” per numero di visite. Le cantine italiane in occasione di festività nazionali tendono a non prestare servizio. Questo dipende spesso dalle dimensioni aziendali, perché le realtà più grandi garantiscono una maggiore regolarità di apertura, grazie a una struttura organizzativa più solida.

 

 

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